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Tribunale - A processo per maltrattamenti in famiglia la 49enne che due anni fa ha accoltellato un genero - A giugno dell'anno scorso è stata colpita da divieto di dimora a Bagnaia

Non ha maltrattato figlia e nipoti, assolta la “suocera” del Serpentone

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Le case popolari a Bagnaia - Serpentone

Le case popolari a Bagnaia – Serpentone

L'avvocato Luigi Mancini

L’avvocato Luigi Mancini

Bagnaia – Non ha maltrattato figlia e nipoti, assolta la “suocera” del Serpentone.

E’ la 49enne dominicana che il 30 luglio di due anni fa ha accoltellato un genero. L’altro si è limitata denunciarlo. Uscita dal carcere dopo otto mesi, era tornata a vivere con la figlia. Dopo pochi mesi, a giugno 2018, è stata denunciata, allontanata e colpita da divieto di dimora a Bagnaia.

La sera del 4 settembre è stata la prima persona colpita da Daspo urbano a Viterbo. 

Era accusata di maltrattamenti alla figlia con cui era tornata a convivere, una volta scontato il carcere, dopo averle accoltellato il marito, l’anno precedente. Motivo per cui l’anno scorso è stata nuovamente allontanata dai familiari, colpita dalla misura cautelare del divieto di dimora a Bagnaia.  

E’ la 49enne d’origine dominicana che dopo avere denunciato un genero e averne accoltellato un altro, il 30 luglio 2017, è finita nuovamente sotto processo per maltrattamenti in famiglia a una delle figlie e ai nipoti, costretti a rifugiarsi in camera da letto, secondo l’accusa, per sfuggire alla sua ira incontenibile.

I fatti risalgono  al 15 giugno dell’anno scorso e sono avvenuti per l’appunto al Serpentone di Bagnaia. 

La 49enne, prima persona a Viterbo ad essere colpita da Daspo urbano (la sera del 4 settembre, perché trovata in stato di ebbrezza in via Cairoli), a giugno del 2018 era uscita da poco dal carcere (dove era rimasta reclusa per otto mesi, fino ad aprile, per avere accoltellato il genero, motivo per cui è stata condannata a 9 mesi di reclusione). 

Tornata a convivere al Serpentone con la figlia, secondo l’accusa avrebbe avuto atteggiamenti vessatori nei suoi confronti, insultandola e minacciandola ripetutamente, e costringendola a chiudersi all’interno della camera da letto con i figli per paura delle sue reazioni violente. 

Difesa dall’avvocato Luigi Mancini, è stata assolta martedì 18 giugno con formula piena, “perché il fatto non sussiste”, dal giudice Colonnello. 

Silvana Cortignani


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22 giugno, 2019

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