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Viterbo - La cerimonia nella sala Alessandro IV a causa di guasto elettrico al teatro Unione - Centinaia di persone costrette a spostarsi dopo una lunghissima attesa a piazza del Teatro

Prima l’esodo dal teatro… poi la consegna delle lauree

di Francesca Buzzi

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Viterbo – E’ iniziata con più di due ore di ritardo sulla tabella di marcia la cerimonia di consegna degli attestati di laurea dell’Università della Tuscia. Non certo per colpa dell’ateneo.

Stamattina quando già tutti i ragazzi e le loro famiglie stavano aspettando di entrare al teatro Unione, dove era prevista la cerimonia, l’amara e incredibile scoperta: c’è stato un guasto elettrico e il teatro è al buio. Ma non al buio per modo di dire. La sala è nel buio più totale. L’impianto principale non funziona e non esiste alcuna alternativa. Né un gruppo elettrogeno secondario che possa essere utilizzato in sostituzione di quello canonico, né le luci di emergenza. Assurdo in un luogo pubblico, peraltro recentemente restaurato e riaperto dopo anni di lavori. Ma tant’è.

Il teatro Unione nel buio totale

Sul posto arrivano i vigili del fuoco e i tecnici dell’Enel. Il guasto sembra però non essere di competenza dell’azienda fornitrice di energia, ma dell’impianto stesso del Comune. Arriva, quindi, anche l’elettricista di palazzo dei Priori che però comunica che la situazione si potrebbe risolvere soltanto dopo qualche ora di lavoro.

Intanto a piazza del Teatro qualcuno accusa un mancamento per via del gran caldo. E’ urgente e necessario trovare un’alternativa. L’idea viene all’assessora Antonella Sberna, presente al posto del sindaco Giovanni Arena: “Proviamo a chiedere la disponibilità della sala Alessandro IV alla curia”. Disponibilità, per fortuna, subito accettata.

La folla di studenti e famiglie in piazza ad aspettare

Comincia l’esodo. Chi è più in forma e ha voglia di camminare, opta per una passeggiata in centro fino a piazza San Lorenzo. Ad aprire il singolare corteo c’è proprio il rettore Alessandro Ruggieri, ancora basito per l’inconveniente improvviso. Gli altri, specialmente gli anziani, vengono invece accompagnati nel quartiere San Pellegrino con un paio di autobus, messi a disposizione dal Comune.

Il rettore al corso in testa al "corteo" per raggiungere la sala Alessandro IV

Qualche minuto prima delle 12 è tutto pronto e la cerimonia inizia nella sala Alessandro IV con il saluto del rettore. 

“Fino a ieri avevamo una mezza idea di fare la cerimonia al nostro orto botanico, poi abbiamo evitato per il clima torrido e il rischio magari di un temporale improvviso – commenta -. L’imprevisto, purtroppo, c’è stato lo stesso. Ma ora siamo qui, a consegnare ai nostri nuovi laureati i loro attestati di fine percorso. Ecco, penso che questo incidente di percorso possa essere un esempio di cosa può succedere nella vita di tutti i giorni. L’importante è saper reagire, rimboccarsi le maniche e trovare una soluzione. Come abbiamo fatto oggi. E per questo ringrazio il Comune, la curia e i vigili del fuoco che si sono attivati da subito. Senza di loro non sarebbe stato possibile”.

Il discorso del rettore Alessandro Ruggieri

La sala risponde con un grande applauso. Si può cominciare. La parola all’assessora Antonella Sberna che ancora una volta si scusa per il disguido. “Nella sfortuna – dice – pensate almeno che avete avuto la fortuna di ricevere questo ‘pezzo di carta’ in una sala storica, ai piedi del palazzo papale che ha reso celebre Viterbo nella storia”.

La consegna degli attestati di laurea

Poi il saluto di Silvia Lucarini, in rappresentanza degli studenti, e quello, di nuovo, del rettore Ruggieri, stavolta con il messaggio “ufficiale” per la cerimonia. “Voi siete il futuro – ricorda il rettore ai ragazzi -, l’Università vi apre gli occhi. Spero che abbiate sempre una visione aperta al mondo là fuori che vi dia la forza e le capacità di cambiarlo, il mondo”.

Infine la tanto sudata, in tutti i sensi, consegna degli attestati. I laureati, in toga nera e cappello, hanno ricevuto uno alla volta i loro diplomi dalle mani del rettore e del direttore del loro dipartimento di appartenenza.

Francesca Buzzi


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11 giugno, 2019

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