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Caffeina - Nicola Biondo ha presentato ieri sera il libro "Il Sistema Casaleggio”

“Può il più grande partito italiano passare di padre in figlio?”

di Ruggiero Giuseppina - Tusciaweb academy

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Caffeina - Nicola Biondo

Caffeina – Nicola Biondo

Caffeina - Nicola Biondo

Caffeina – Nicola Biondo

Viterbo – “Può il più grande partito di un paese occidentale passare di padre in figlio quasi fosse un immobile? Sì, può. E per soli trecento euro”. Non ha dubbi Nicola Biondo, autore, insieme a Marco Canestrai, del libro Il sistema Casaleggio, edito da Ponte alle Grazie, presentato ieri sera a Caffeina.
Una frase ad effetto quella di Biondo, che ribadisce, fornendo come prova delle precise coordinate spaziali e temporali: “E’ successo l’8 aprile del 2016 in una stanza dell’Istituto di via Mosè Bianchi, a Milano, qui i signori Gianroberto Casaleggio e Davide Federico Casaleggio, davanti ad un notaio, dichiarano di costituire, e costituiscono, un’associazione non riconosciuta denominata “Associazione Rousseau”. Quattro giorni dopo Gianroberto esala l’ultimo respiro, ucciso da un tumore al cervello.

Lo statuto della neonata associazione prevede che l’unico possibile presidente di Rousseau sia un socio fondatore. Davide è l’unico socio rimasto, dunque Davide diventa presidente e con un atto notarile, per soli trecento euro, eredita un’impresa, un partito e una piattaforma online per la democrazia diretta”.
Biondo, che ha diretto dal 2013 al 2014 l’ufficio comunicazione del M5s alla camera dei deputati, racconta con cura certosina alla platea che lo ascolta come Davide Casaleggio sia riuscito a riorganizzare a proprio vantaggio quanto “ereditato” dal padre, sul letto di morte.

“Con una serie di passaggi legali del tutto legittimi – afferma Biondo -, fa in modo che il M5s venga dotato di uno statuto, in cui si stabilisce che la gestione di tutto ciò che riguarda la vita interna del movimento è appaltata a un ente esterno che è l’associazione Rousseau, il cui presidente è Davide Casaleggio.

Con questo espediente si assicura il diritto di morte e di vita sul M5s che diventa un “brand” della Casaleggio Associati con a capo Di Maio, collaboratore fedele”.

E si arriva alla questione della democrazia diretta.

“La democrazia dal basso, tanto decantata da Grillo – dice Biondo – non esiste. I trecentotrenta parlamentari grillini non sono altro che gli avatar di Casaleggio, che devono pagare mensilmente 300 euro all’associazione, pena l’espulsione dal movimento. Il sistema Casaleggio insegna ai suoi collaboratori che un “click” vale più di una verità, che dire immani sciocchezze è proficuo perché le sciocchezze producono traffico di dati e quindi soldi, che tutto può essere “ritoccato” in nome del profitto e che niente è ciò che sembra.

“Anche il rapporto del M5s con la Lega?”, domanda qualcuno.
“Era tutto previsto – risponde Biondo -. Già nel 2015 Gianroberto Casaleggio aveva raccontato al faccendiere Luigi Bisignani che Lega e M5s erano fatti per parlarsi.In fondo, se considerate il virare a destra degli ultimi anni, i due partiti si somigliano. Come andrà a finire non lo so, non sono il mago Otelma, quel che è certo, è che di fronte a un sistema simile bisogna reagire, e per reagire bisogna conoscere, documentarsi, e ritornare ad essere cittadini e non consumatori”.

Ruggiero Giuseppina – Tusciaweb academy


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25 giugno, 2019

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