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Caffeina - Guerra delle nocciole e dei fitofarmaci - Il presidente del Bio distretto Famiano Crucianelli risponde al sindaco di Caprarola Eugenio Stelliferi che aveva detto di voler denunciare tutti coloro che avessero parlato di lago di Vico inquinato dagli agricoltori - VIDEO

“E’ puro terrorismo psicologico…”

di Daniele Camilli
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Viterbo - Festival Caffeina - Stefano Liberti, Famiano Crucianelli e Stefano Tedeschini

Viterbo – Festival Caffeina – Stefano Liberti, Famiano Crucianelli e Roberto Tedeschini

Viterbo - Festival Caffeina - Famiano Crucianelli

Viterbo – Festival Caffeina – Famiano Crucianelli

Eugenio Stelliferi

Eugenio Stelliferi

Viterbo - Festival Caffeina - L'incontro sulle nocciole

Viterbo – Festival Caffeina – L’incontro sulle nocciole

Viterbo - Festival Caffeina - Stefano Liberti

Viterbo – Festival Caffeina – Stefano Liberti

Viterbo - Festival Caffeina - Sandra Gasbarri

Viterbo – Festival Caffeina – Sandra Gasbarri

Viterbo - Festival Caffeina - Stefano Tedeschini

Viterbo – Festival Caffeina – Roberto Tedeschini

Viterbo - Festival Caffeina - L'incontro sulle nocciole

Viterbo – Festival Caffeina – L’incontro sulle nocciole

Viterbo – “E’ puro terrorismo psicologico, perché la realtà dei fatti è molto, molto eloquente”. La guerra delle nocciole e dei fitofarmaci non si ferma e la risposta del presidente del Bio distretto della via Amerina e delle Forre, Famiano Crucianelli, non si fa attendere. Destinatario il sindaco di Caprarola Eugenio Stelliferi, che nei giorni scorsi, durante l’incontro della commissione sui fitofarmaci voluta dal prefetto Giovanni Bruno, aveva chiesto di “smetterla di dire che il lago di Vico è inquinato per colpa degli agricoltori che usano i fitofarmaci”. E aveva minacciato: “Siamo pronti a presentare denuncia. Abbiamo già incaricato uno studio legale per verificare l’ipotesi di procurato allarme e danno all’economia del territorio”.

La risposta di Crucianelli arriva dal palco del cortile di piazza San Carluccio del festival Caffeina cultura a Viterbo. Con lui anche Stefano Liberti, il giornalista del settimanale Internazionale che venerdì scorso ha pubblicato un’inchiesta riguardante la Ferrero e le nocciole in Turchia e nella Tuscia, e Roberto Tedeschini della rete degli studenti medi. L’incontro è stato moderato da Sandra Gasbarri, segretaria del Bio distretto. Titolo dell’incontro, “La Ferrero e l’impatto sulle colture delle nocciole tra la Tuscia e la Turchia”.

Il reportage di Liberti ripercorre la storia della famiglia Ferrero “paradigma del capitalismo familiare italiano”, arrivata a un fatturato di oltre 10 miliardi di euro nel 2018. Prodotto di punta: Nutella, l’intramontabile crema al cacao e nocciole dalla ricetta segreta, “presente in 170 paesi” di cui ogni giorno “si consumano 350mila tonnellate: secondo i calcoli della Ferrero, la produzione di un anno coprirebbe una distanza pari quasi a due volte la circonferenza del pianeta”. 

Per soddisfare un fabbisogno tale servono nocciole in quantità, in maggioranza turche ma anche viterbesi. “Con i suoi 22mila ettari, quasi un terzo del totale nazionale, la provincia di Viterbo è la principale area di produzione italiana di nocciole”. “In queste zone – continua l’articolo – le rese sono alte, tra i venti e i trenta quintali a ettaro, il doppio o il triplo di quelle turche”. 

“‘Quello del sindaco di Caprarola è puro terrorismo psicologico, perché la realtà dei fatti è molto, molto eloquente. Oggi – ha detto Crucianelli a piazza San Carluccio citando Giuseppe Nascetti – il lago di Vico è in uno stato comatoso’. E a spiegarlo è Giuseppe Nascetti direttore del dipartimento ecologia e biologia dell’università della Tuscia. Intervistato da Internazionale. Sono cose che Nascetti dice da tempo e io non ho letto nessuna denuncia. Se ciò accadesse noi rapidamente saremmo solidali attivamente con lui. Ma non mi pare sia stato portato in tribunale. Quello che viene fatto è puro terrorismo psicologico, perché la realtà dei fatti è molto, ma molto eloquente”.

Il cortile di Caffeina è pieno. Tantissime le persone presenti. Almeno 150. Molti sono in piedi. Tutto esaurito.

“A Gallese – riprende la parola Crucianelli – sono state fatte delle ordinanze, come in altri comuni del bio distretto. E hanno fatto delle ordinanze chiare e particolarmente severe sull’uso dei pesticidi. A Gallese è arrivata una lettera di un ufficio legale che ingiunge al comune di ritirare l’ordinanza. E lo chiede perché c’è il divieto di utilizzare prodotti che, ad esempio, determinano la moria delle api. Io invece penso che il sindaco di Gallese abbia fatto benissimo”.

Il presidente del Bio distretto ha concluso il suo intervento proponendo due cose. L’alternativa all’uso dei pesticidi e un’inchiesta da realizzare. La prima. “La via biologica – ha sottolineato Crucianelli – è la forma moderna per poter affrontare il nodo di una nuova agricoltura”. La seconda. “Vorremmo anche conoscere, come già stanno facendo in Toscana, quale è lo stato di salute dei nostri cittadini su questo territorio”. 

“Venendo da queste parti – ha preso poi la parola Liberti – sono state due le cose che più di tutte mi hanno colpito. Innanzitutto. La Tuscia è la prima regione produttrice di nocciole in Italia eppure le nocciole che sono qui non vengono valorizzate. Ed è sorprendente. Bisognerebbe capire il perché. Dopodiché c’è uno scarsissimo dialogo tra gli attori in campo. Linguaggi diversi nonostante l’obiettivo comune di difendere il territorio”.

“Dobbiamo ragionare insieme – ha aggiunto Liberti – su un modello di sviluppo che non distrugga il territorio, non produca il coma del lago di Vico o una monocoltura violenta. Un modello che mantenga le ricchezze del territorio”.

Infine Tedeschini della Rete degli studenti medi. “I giovani devono stimolare la società, i governi e gli enti pubblici. Il tema delle monocolture e quello delle multinazionali che sfruttano le ricchezze del territorio riguardano tutto il mondo”.

Daniele Camilli


Video: Festival Caffeina, L’incontro sulle nocciole nella Tuscia

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