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“Questa è l’ultima volta che vedi Maria Sestina…”

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Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri [3]

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Ronciglione - Il pub Il Castello [4]

Ronciglione – Il pub Il Castello

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri [5]

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Ronciglione – “Questa è l’ultima volta che vedi Maria Sestina”. Andrea Landolfi Cudia avrebbe risposto così al cliente del pub Il Castello a cui Maria Sestina Arcuri avrebbe detto, tra le lacrime e mentre il fidanzato era fuori a fumare una sigaretta, che non amava più Landolfi, che aveva intenzione di lasciarlo e che avrebbe voluto trascorrere la notte in albergo [6]. Da sola.

Una frase premonitrice: Maria Sestina morirà poche ore dopo, a soli 26 anni. Dopo essere stata lanciata, secondo gli inquirenti, dalle scale di casa della nonna del fidanzato, a Ronciglione. Una “frase dal significato premonitore” che però, per i giudici del tribunale del Riesame di Roma, “non appare necessario prendere in analisi” perché a Landolfi, che per quella morte è indagato, “non è contestata alcuna premeditazione nell’omicidio”. La procura di Viterbo lo accusa, infatti, di omicidio volontario aggravato e omissione di soccorso. “La frase – sostengono i magistrati di piazzale Clodio – deve essere inquadrata nel quadro dell’alterazione alcolica nel quale versava Landolfi”. Per gli inquirenti, quella sera, quella a cavallo tra il 3 e il 4 febbraio, il 30enne era ubriaco.

“La serata – scrive il Riesame -, che sarebbe stata l’ultima nella vita della giovane Arcuri, è stata caratterizzata da accese discussioni e da atteggiamenti violenti e ‘sopra le righe’ dell’indagato”. Per la 26enne, il fidanzato e il figlio di cinque anni di lui, avuto da una precedente relazione, la serata inizia al ristorante-pizzeria Il Divino. Nel locale di Ronciglione i tre cenano. “Il gestore e un cameriere – riepilogano i giudici – descrivono una situazione di tensione. Il cameriere, in particolare, ha descritto l’indagato ‘agitato’, che ‘sgridava il figlioletto per ogni piccolo problema’ e che ‘si alzava in continuazione’. Ha riferito di affermazioni sconclusionate di Landolfi, che affermava di essere stato in carcere e di aver subito lo sfondamento di un timpano durante un incontro di boxe, verosimilmente conseguenti a uno stato di ebbrezza alcolica”. Secondo il cameriere, il 30enne “aveva bevuto una bottiglia di vino rosso, due bicchieri di grappa e altre bevande alcoliche”.

Intorno alle 23 Maria Sestina, Landolfi e il piccolo raggiungono il pub Il Castello, a circa 500 metri dal ristorante-pizzeria in cui avevano cenato. Si siedono in un tavolo in uno degli angoli del locale, i due ragazzi ordinano un bicchiere di vino a testa e iniziano a litigare. “Anche questa sosta – sottolineano i giudici – è caratterizzata dall’ulteriore assunzione di bevande alcoliche da parte dell’indagato che, secondo la moglie del gestore, emanava odore di alcol e aveva assunto ancora un bicchiere di vino. Arcuri, invece, piangeva in silenzio e subiva i comportamenti dell’uomo che ‘le afferrava il viso per girarlo verso di lui’ e ‘aveva un comportamento un po’ strano con il figlio’: Landolfi ‘era certamente in stato di alterazione da alcol'”.

Per il Riesame, quella sera “Landolfi aveva atteggiamenti scomposti e violenti” e Maria Sestina “era profondamente infelice”. A un cliente del pub avrebbe detto, “tra le lacrime, che non amava più Landolfi, che aveva intenzione di lasciarlo e che avrebbe voluto trascorrere quella stessa notte in albergo. Lo sfogo era avvenuto nel momento in cui Landolfi si era recato fuori dal locale per fumare. Ritornato al tavolo, aveva invitato Arcuri a venir via e aveva detto al cliente del pub che quella sarebbe stata l’ultima volta che vedeva la donna”.

Raffaele Strocchia


Multimedia: Fotocronaca: Giallo di Ronciglione, terzo sopralluogo dei Ris [7] – Il sopralluogo dei Ris [8] – I Ris di nuovo nella casa della tragedia [9] – I Ris nella casa della tragedia [10] – Video1 [11] – Video2 [12] – Video: Terzo sopralluogo dei Ris [13]


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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