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Tribunale - Operazione Transilvania Games - Davanti al collegio per associazione a delinquere - 350 le vittime

Scommesse on line per svuotare carte di credito, al via il processo

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L'operazione Transilvania games

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Operazione Transilvania games - Uno degli arrestati

Operazione Transilvania games – Uno degli arrestati

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Viterbo – Operazione Transilvania Games, al via il maxiprocesso per 26 imputati. Ieri l’ammissione prove davanti al collegio e il 22 ottobre ci sarà la prima udienza con i testimoni in aula.

Erano stati tutti rinviati a giudizio dal gup Savina Poli a dicembre 2017, al termine di un’udienza preliminare fiume che ha portato davanti al collegio, presieduto dal giudice Silvia Mattei, la presunta banda di romeni e macedoni, accusati di associazione per delinquere finalizzata all’uso fraudolento di mezzi di pagamento. Il gruppo era stato arrestato nel febbraio 2013 con l’accusa di clonare carte di credito e svuotarle tramite scommesse sicure on line. 

Avevano messo in piedi un trucco per rubare i codici d’accesso e svuotare le carte di credito. Un tranello che avrebbe truffato 350 vittime in tutta Italia. Gli imputati devono rispondere anche di frode informatica, riciclaggio e ricettazione.


Articoli: – Scommesse on line per svuotare carte di credito, 31 rinvii a giudizio – Svuotavano carte di credito per giocare online – Clonavano carte di credito, 19 arresti nella Tuscia


Le indagini furono seguite dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Roma, ma la maggior parte degli arrestati abitava a Viterbo e provincia, specialmente nell’hinterland di Civita Castellana.

A dare il via alle indagini l’esposto di un cittadino che, nel corso di una transazione sul web, si sarebbe accorto di non aver più disponibilità di denaro sulla sua carta elettronica, svuotata del credito dopo un’operazione non autorizzata, eseguita da ignoti su un sito di scommesse.

Le carte virtualmente clonate venivano poi usate per ricaricare conti di gioco, intestati a soggetti dell’Europa dell’est organici all’associazione criminale.

Tali conti venivano quindi usati per effettuare scommesse per così dire sicure (ad esempio, a fronte di una giocata di 100 euro si potevano vincere al massimo 103 euro), con l’unica finalità di ripulire le somme illecitamente sottratte.

Il passaggio successivo consisteva, secondo l’accusa, nella monetizzazione delle somme vinte attraverso la loro immediata riscossione attraverso prelievi on line dai conti di gioco e contestuale accredito su carte intestate ai medesimi soggetti. Da qui i soldi venivano prelevati in contanti attraverso normali sportelli bancomat postali e bancari.

Con questo sistema sono state effettuate ricaricare ai conti gioco per oltre 273mila euro, attraverso circa 560 operazioni fraudolente su carte di credito, e prelevati più di 255mila euro.


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19 giugno, 2019

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