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Guardia di finanza - Il discorso del comandante Giosuè Colella alla cerimonia per il 245esimo anniversario dalla fondazione

“Sempre in campo per la legalità, la sicurezza e la difesa dei confini”

di Francesca Buzzi
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Viterbo – “Sempre in campo per la legalità, la sicurezza e la difesa dei confini”.

Il comandante Giosuè Colella alla cerimonia della guardia di finanza

Il colonnello Giosuè Colella, comandante provinciale della guardia di finanza di Viterbo, nel suo discorso in occasione della cerimonia per il 245esimo anniversario di fondazione del corpo, ricorda tutti i settori che vedono i suoi uomini in prima linea a disposizione dei cittadini. 

“Abbiamo lavorato come sempre per il contrasto dell’evasione del gettito fiscale e per tutelare le imprese sane – dice Colella -. Cerchiamo, come al solito, di limitare i controlli troppo invasivi, ma nonostante questo troppo spesso finiamo per diventare la personificazione di uno stato che impone tasse, ma che non garantisce servizi adeguati. E questo rende tutto più difficile”.

Il prefetto Bruno passa in rassegna i finanzieri

Ciò che però muove gli uomini e le donne che indossano la divisa delle fiamme gialle è la vicinanza della maggior parte dei cittadini, quelli onesti. “Tra l’altro – prosegue Colella – in questa provincia negli ultimi tempi, grazie all’esemplare lavoro di coordinamento del prefetto Giovanni Bruno, si riesce a lavorare in un clima di dialogo tra istituzioni e forze di polizia che è davvero ottimale”.

 

La consegna delle onorificenze

Alla cerimonia, che per la prima volta si è tenuta nella caserma di via Cardarelli e non più nella sede di piazza della Rocca che la finanza ha lasciato mesi fa, hanno partecipato le maggiori autorità civili e militari della Tuscia. Tra gli altri il sindaco Arena e il presidente della provincia Nocchi, i parlamentari Fusco, Rotelli e Battistoni, il vescovo Fumagalli, il procuratore capo Auriemma e il prefetto Bruno che, prima della lettura dei messaggi ufficiali, ha passato in rassegna i plotoni dei finanzieri schierati.

Poi è stata la volta delle onorificenze, concesse a chi nel corso dell’anno si è particolarmente distinto nello svolgere il proprio servizio. Infine la preghiera del finanziere e l’inno di Mameli.

Francesca Buzzi


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24 giugno, 2019

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