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Convegno in tribunale - Parla il vicequestore Ingrosso, nella Tuscia consulenza psicologica gratuita per gli ammoniti - In aumento i "presidi" territoriali per contenere il fenomeno

“Violenza di genere, sostegno sia alle vittime che agli autori dei reati”

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Tribunale - “Educare ed informare alla civiltà: la tutela delle donne”

Tribunale – La sessione pomeridiana del convegno

Tribunale - “Educare ed informare alla civiltà: la tutela delle donne”

Tribunale – Le nuove tele donate dagli studenti dell’Orioli

Tribunale - “Educare ed informare alla civiltà: la tutela delle donne”

Tribunale – Da sinistra, la dirigente dell’Orioli Simonetta Pachella, la pm Paola Conti e  la professoressa Cinzia Pace

Tribunale - “Educare ed informare alla civiltà: la tutela delle donne”

Tribunale – I relatori disegnati in tempo reale da uno studente dell’Orioli

Viterbo – Due nuove opere realizzate dagli studenti dell’Orioli hanno accolto le istituzioni alla ripresa pomeridiana dei lavori del convegno “Educare ed informare alla civiltà: la tutela delle donne”, organizzato dal tribunale con la camera civile “Pesaresi” e lo Sportello Donna della lega Consumatori, coordinati dalle avvocatesse Rosita Ponticiello e Daniela Fieno.

La novità è che, nel Viterbese, oltre alle vittime, anche gli aguzzini possono contare su un sostegno. Sono quei soggetti, prevalentemente uomini, colpiti da ammonimento del questore che, adesso, hanno l’opportunità, se vogliono, di avere il sostegno di uno psicologo per uscire dalla spirale che li ha spinti a condotte al limite del reato. 

Durante la mattinata l’aula di corte d’assise è stata gremita di studenti. “I giovani sono un messaggio di grande positività e l’Orioli allieta costantemente il palazzo di giustizia”, ha detto in apertura la presidente Maria Rosaria Covelli, ringraziando la dirigente Simonetta Pachella e la professoressa Cinzia Pace. 

Una curiosità. Uno studente, particolarmente dotato, si è divertito a rappresentare graficamente i relatori mentre parlavano, un po’ come succede nei tribunali di alcuni paesi esteri, dove la stampa può pubblicare solo i “disegni” dei processi. 

Nel segno di una sempre maggiore diffusione della cultura del rispetto delle diversità, dopo la pm Paola Conti, che ha relazionato in mattinata, altre due donne magistrato si sono rivolte alla platea, il giudice Elisabetta Massini e il sostituto procuratore Chiara Capezzuto. Oltre ai vertici di polizia, finanza e carabinieri.

“Obiettivo di questa giornata – ha sottolineato la presidente Covelli – è stigmatizzare una presenza istituzionale molto attiva e partecipata per affrontare questo genere di tematiche, partendo dal presupposto che le sanzioni non sono sufficienti. per contenere il fenomenoImportante è fare cultura, informazione, prevenzione”,  ha proseguito.

Le vittime della Tuscia, che siano donne, bambini, anziani, disabili, immigrati, omosessuali o qualunque altra categoria “debole”, possono contare su una serie di presidi, alcuni dei quali di recente istituzione: dal protocollo “Non aver paura” attivato dalla Asl di Viterbo alla stanza per l’audizione protetta delle vittime presso la sede del comando provinciale dei carabinieri di via Camillo De Lellis, alla convenzione con vari soggetti per l’apertura di sportelli dedicati alle vittime di reati, in particolare le vittime più vulnerabili. 

Di “carnefici” ha parlato il vicequestore Carmine Antonio Ingrosso.

“Gli interventi sono a 360 gradi, non solo repressivi, ma anche preventivi. E’ un problema culturale. Si pensi agli omicidi. Negli ultimi dieci anni sono calati, ma quelli degli uomini sono calati più di quelli delle donne, per cui si è iniziato a parlare di femminicidi. Perché? Perché è aumentata la percentuale di donne uccise. Erano il 29 per cento nel 2009, adesso siamo giunti al 40 per cento”, ha spiegato. 

Occorrono azioni mirate perché la violenza di genere non degeneri, che è anche lo slogan di un’iniziativa che coinvolge le questure di Viterbo, L’Aquila e Pescara. 

“Si tratta di un approccio migliore, attraverso la convenzione stipulata con l’Associazione italiana di psicologia e criminologia per accogliere le persone che hanno ricevuto l’ammonimento”, ha spiegato. 

Gli ammoniti dal questore di Viterbo possono usufruire, se lo vogliono, di almeno dieci colloqui di risocializzazione gratuiti da effettuare a Roma con il personale dell’equipe multidisciplinare di professionisti volontari dell’Associazione italiana di psicologia e criminologia e del Centro presunti autori di violenza e stalking. Moltissimi ne stanno usufruendo e c’è anche chi poi prosegue”, ha sottolineato Ingrosso. 

Non a caso il titolo della sessione pomeridiana era “Progettando percorsi di accoglienza e di assistenza: istituzioni e associazioni insieme per concretizzare”.

Silvana Cortignani


Articoli: Violenza di genere, il sindaco: “A Viterbo una casa-rifugio per le adolescenti” – Diversità, la cultura del rispetto parte dagli studenti – “Educare ed informare alla civiltà: la tutela delle donne”

 

 


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1 giugno, 2019

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