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Regione Lazio - Il presidente Zingaretti firma il decreto sulle date e le indicazioni del calendario venatorio

Caccia, si parte il 15 settembre

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Una battuta di caccia

Una battuta di caccia

Viterbo – La stagione venatoria inizia il 15 settembre 2019 e si chiude il 30 gennaio 2020. Firmato il decreto dal presidente Zingaretti poi pubblicato sul Bollettino ufficiale.

“Per l’intera stagione venatoria – si legge nel documento – la caccia è consentita tre giorni per ogni settimana, che il titolare della licenza può scegliere fra quelli di lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica. Da un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto secondo gli orari definiti per periodi quindicinali”.

Per quanto riguarda il carniere: “per ogni giornata di caccia consentita, ogni cacciatore non potrà abbattere  complessivamente più di tre capi fra quelli appartenenti alle specie: lepre (Lepus europaeus, un capo), starna (Perdix perdix, un capo), beccaccia (Scolopax rusticola, due capi), coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus, due capi)
fagiano (Phasianus colchicus, due capi)”.

Quindi: “per le specie consentite a norma del calendario, per ogni giornata di caccia, il carniere di ciascun titolare di licenza di caccia non può superare il limite complessivo di venti capi, e comunque con i limiti di non più di due capi della specie moriglione, non più di cinque per ogni specie di beccaccino, canapiglia, codone, frullino, marzaiola, mestolone, pavoncella, quaglia e tortora. Non oltre 10 per ogni specie di colombaccio, alzaola, allodola, fischione, folaga, germano reale e tordo sassello”.

Si legge ancora che “per l’intera stagione venatoria 2019/2020, a ciascun cacciatore è consentito abbattere complessivamente non più di cinque capi per ogni specie di: lepre europea e starna, non più di dieci capi della specie moriglione, non più di quindici capi della specie fagiano, non più di venti capi della specie beccaccia e tortora; non più di venticinque capi per ogni specie di beccaccino, canapiglia, codone, frullino, marzaiola, mestolone, pavoncella e quaglia; non più di cinquanta capi della specie allodola”.

Individuati dei periodi per per le specie cacciabili: dal 15 settembre 2019 al 30 gennaio 2020: alzavola, beccaccino, canapiglia, codone, fischione, folaga, frullino, gallinella d’acqua, germano reale, marzaiola, mestolone, moriglione, pavoncella, porciglione, volpe; dal 2 ottobre 2019 al 30 dicembre 2019 l’allodola.

Dal 2 ottobre 2019 al 20 gennaio 2020 la beccaccia e dal 2 ottobre 2019 al 30 gennaio 2020 cesena, colombaccio, cornacchia grigia, gazza, ghiandaia, tordo bottaccio e tordo sassello.

Poi dal 2 novembre 2019 al 30 gennaio 2020 tra le specie cacciabili c’è il cinghiale.

Inoltre, “il cacciatore deve essere munito del tesserino venatorio, valido su tutto il territorio nazionale. Per il prelievo di selezione è previsto uno specifico tesserino”.

Dal primo al 10 febbraio 2020 è posticipata la chiusura per diverse specie tra cui il colombaccio, la cornacchia grigia, la gazza e la ghiandaia. “L’esercizio venatorio – continua il documento – è consentito dalle 6,20 alle 17, 30. Nelle Zone di Protezione Speciale la caccia è consentita nei soli giorni di giovedì e domenica. Il limite di carniere giornaliero, per ciascun cacciatore, è di venti capi complessivi delle specie autorizzate, dei quali, comunque, non più di cinque capi per  il colombaccio”.


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15 luglio, 2019

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