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Tuscia Film Fest - Valerio Mastandrea presenta Ride, il suo primo lungometraggio come regista

“Ho cercato di fare il film che avrei voluto vedere”

di Erika Pezzato - Tusciaweb Academy

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Viterbo - Valerio Mastandrea al Tuscia film fest

Viterbo – Valerio Mastandrea al Tuscia film fest

Viterbo – Applausi e qualche risata durante la presentazione di Ride, film d’esordio come regista di Valerio Mastandrea. L’attore romano parla al pubblico della sua prima esperienza come regista e del suo rapporto col mondo del cinema.

“Il nostro lavoro è una grandissima arma per resistere agli urti della vita – spiega Mastandrea – come una perdita, o una separazione. È un lavoro che ti permette di entrare in contatto con le cose, ricostruendo storie, inventando personaggi. Non per forza in maniera drammatica, pesante e grave, ma anche attraverso i registri del cinema, tipo l’ironia o l’assurdo”.

Mastrandrea aveva già affrontato il tema del lavoro e della morte bianca in un cortometraggio, ma in Ride le tematiche sono molteplici, come ammette lo stesso regista: “Ho cercato di fare il film che avrei voluto vedere e non dentro il quale volevo essere attore, anche se poi la protagonista di questo film, per il modo che ha di stare in scena, è non dico un alter ego dei miei tanti personaggi, ma delle caratteristiche in comune ce l’ha”.

“Questo è un film che ha tante tematiche, pure troppe – aggiunge Mastandrea – perché in un’opera prima uno cerca sempre di mettere, facendo una metafora culinaria, tutto quello che vorrebbe che gli altri assaggiassero. Qualcosa potrebbe pure stuccare, nauseare. Però si perdona tutto ai primi film”.

Dopo aver scherzato sulla sua inesperienza, l’attore e regista romano proietta una delle tematiche del film nella realtà di oggi.

“Penso alla felicità gettata in faccia da alcuni social network, se hai un momento di buio nella tua vita e vedi la gente felice ti senti pure in colpa. Insomma, oggi è diventato molto complesso rientrare in possesso delle proprie emozioni, che sono la cosa principale che uno deve poter vivere liberamente. Questo film parla proprio di questo: non è una semplice elaborazione del lutto, è un riappropriarsi del proprio dolore, che è diventato pubblico, perché nasce da una tragedia collettiva di un piccolo comune. Personaggi così ne ho fatti tanti, quelli che comunque sembrano subire quello che succede ma in realtà stanno lì che macinano un momento in cui infilarsi e rivendicare la propria esistenza”.

Mastrandrea parla poi del suo lavoro come regista: “Non mi sono trovato molto a mio agio a dirigere gli attori. Questa è una cosa che poi imparerò, credo. Per me era scontato che tutti recitassero come avrei recitato in certe situazioni, invece poi ho imparato a farmi sorprendere dalle caratteristiche di tutti gli attori. Diciamo che dopo questo film ho apprezzato molto di più il mio lavoro di attore e ho un po’ più di rispetto verso le psicopatie dei registi”.

“Ho capito che ho fatto per 25 anni il mestiere più libero e comodo del cinema, l’attore – continua -. Lo diceva Mastroianni: non solo non lavoro, ma me pagano pure”. Nonostante l’ironia, Mastandrea prende sul serio il suo nuovo ruolo: “Quando fai il regista, assumi una responsabilità totale nei confronti di quello che fai”.

Continua parlando della bellezza delle presentazioni come questa.

“Bisogna andare dal pubblico perché il pubblico esiste. È vero che è pigro nei confronti del cinema italiano, ma perché è stato indotto alla pigrizia e non perché è colpevole. Lo dico da pigro pure io. Abito davanti a un cinema e non ci vado mai. Vado ai cinema lontani, perché il cinema rimane un’esperienza come il dentista: il dentista deve essere lontano, se sta vicino casa non è buono”.

Tra una battuta e l’altra, il regista conclude parlando della responsabilità che comporta il suo ruolo: “Prima c’è una responsabilità verso te stesso, la tua etica, anche verso la sincerità con la quale fai questo mestiere”.

Poi viene il pubblico, che “è spesso sottovalutato da chi scrive, ed è stata una delle cose verso la quale mi sono più scontrato nella mia breve carriera di attore. Da regista poi ho reagito facendo delle scelte molto integraliste. Quindi credo che la responsabilità sia totale, ma la primissima è verso te stesso, verso quanto sei autentico”.

Erika Pezzato – Tusciaweb Academy


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10 luglio, 2019

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