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Viterbo - Merli (Lega) dopo la protesta sotto il comune per la struttura di via Palmanova: "Li ho messi in contatto con l'assessore Sberna che ha spiegato loro la situazione e noi non abbiamo partecipato all'inaugurazione"

“Ci siamo attivati ma quel centro sociale non può diventare comunale”

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Viterbo - Centro sociale Ellera, la protesta sotto il comune

Viterbo – Centro sociale Ellera, la protesta sotto il comune

Gianni Carramusa

Gianni Carramusa

Valter Rinaldo Merli

Valter Rinaldo Merli

Viterbo – “Non abbiamo partecipato a nessuna inaugurazione, siamo solo stati invitati da un membro del centro per conoscere quella realtà”. Valter Rinaldo Merli (Lega) replica a Gianni Carramusa e la vicenda del centro sociale in via Palmanova che rischia di chiudere si complica.

Carramusa, puntando il dito contro l’amministrazione comunale, colpevole a suo dire, di non intervenire, aveva mostrato una foto con alcuni esponenti della Lega mentre partecipavano a un’iniziativa.

“In quella sede non si è parlato di riconoscere il centro come un centro sociale comunale – ricorda Merli – il referente ci disse che l’affitto era troppo elevato ed era pagato attraverso la riscossione delle tessere. Nulla di più”.

Merli non era solo. “Quel pomeriggio, ricordo benissimo, eravamo io, l’assessore Contardo, i consiglieri Perlorca, Salcini, Scardozzi, Caporossi e il presidente del consiglio Evangelista.
Non ci sono statitagli del nastro e nessuna inaugurazione del centro”.

Passa qualche giorno: “E sono stato contattato da Carramusa per mettermi in contatto con l’assessora Antonella Sberna e sottoporle la questione del passaggio a centro comunale.

Mi sono attivato con Sberna, spiegando le loro ragioni, sono stati convocati e l’assessora spiegò che non avevano i requisiti per passare a struttura comunale. Sono seguiti altri incontri senza una soluzione”. Fino ad arrivare alla manifestazione dell’altro giorno.

“La sera prima mi ha contattato un membro del centro, per anticiparmi che la mattina seguente avrebbero fatto una manifestazione sotto il comune, sempre per la stessa ragione. Ho avvertito il sindaco, che era impegnato.

Appena terminato sarebbe sceso per incontrare gli amici del centro, che poi ha ricevuto, alla mia presenza, nel suo ufficio.

Ha spiegato che avrebbe portato le loro richieste all’attenzione dell’assessora Sberna”. La responsabile ai Servizi sociali già conosce la situazione. “Più volte da me sollecitata – continua Merli – avrà senz’altro verificato la normativa vigente sui centri sociali. Quindi, se non esistevano i presupposti per passare a comunale la struttura, devo presupporre che abbia ben operato, valutando la situazione.

Il signor Carramusa, del resto, da settembre 2018 non si è più visto né sentito, ho ritenuto a quel punto che la questione si fosse risolta in un modo o nell’altro”.


– “Il comune ci costringe a chiudere il centro sociale con 255 iscritti”


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20 luglio, 2019

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