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I grandi discorsi - Il re della Norvegia Harald V nel giardino del palazzo reale di Oslo il 1 settembre 2016 - VIDEO

“I norvegesi sono ragazze che amano ragazze, ragazzi che amano ragazzi, ragazze e ragazzi che si amano l’un l’altro…”

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Harald V di Norvegia

Harald V di Norvegia

Viterbo – In tempi in cui la politica è ridotta a un post o a un tweet, ci sembra opportuno andare a riprendere, a rivangare, a degustare, a rileggere i grandi discorsi politici che hanno cambiato il mondo.

Discorsi che hanno segnato un passo avanti per l’intera umanità verso la democrazia e la libertà di tutti.

Come dire che la politica può essere qualcosa di diverso dalle banali chiacchiere da bar di un Salvini, pericoloso per lo stato di diritto, o di un Renzi, incapace di azioni politiche nell’interesse della nazione.

Qualcosa di diverso da parole che vanno a vellicare il ventre molle di una nazione. Parole che alimentano egoismi e odio a buon mercato.

C’è stato un tempo in cui grandi leader mondiali hanno pronunciato discorsi che tengono semanticamente e politicamente per i prossimi decenni.

Altri tempi. Tempi di statisti e di leader che non avevano paura di affrontare il dissenso della piazza, più o meno mediatica, pur di fare gli interessi di tutto un popolo, se non di tutta l’umanità.

Quello del re della Norvegia Harald V è un discorso piano, limpido, cartesiano, che fa dell’antiretorica una forma di retorica pregnante. Alta. Perché semplice fino all’inverosimile. Un discorso che nella sua semplicità trasuda saggezza. La saggezza, verrebbe da dire, di un vecchio capo indiano delle praterie americane. 

E il discorso, denso di piana umanità, assume un valore proprio perché pronunciato da un re. E un re di quella età. Un re che appare nel suo discorso molto più giovane e umano di tanti giovani avvizziti dalla retorica dell’egoismo a ogni costo. Un re norvegese che ovviamente lo pronuncia nella sua lingua. E appare un miracolo che una lingua tanto gutturale possa esprimere concetti così morbidi e accoglienti. Tanto belli da far diventare il norvegese una lingua affascinante. Peccato non capirne neppure una parola… o quasi.

c.g. 


Il re della Norvegia Harald V nel giardino del palazzo reale di Oslo il 1 settembre 2016

Caro primo ministro, caro vicepresidente, caro presidente della corte suprema, cari tutti, abbiamo viaggiato per diversi anni per buona parte della nazione, ma adesso è bello ospitare i rappresentanti da tutta la Norvegia, un caloroso benvenuto a tutti voi.

Voi che siete radunati qui oggi rappresentate l’estensione di ciò che è la Norvegia oggi. E dunque, cos’è la Norvegia?

La Norvegia è alte montagne e fiordi profondi. È pianure, rocce, isole e isolotti. È campi fertili e colline gentili. Il mare batte la nazione da nord, da ovest e da sud.

La Norvegia è sole di mezzanotte e notti polari, è inverni sia duri che miti, estati calde e fredde. La Norvegia è terra allungata e le abitazioni sono sparpagliate.

Ma la Norvegia è soprattutto la sua gente.

I norvegesi vengono dal nord della Norvegia, dal centro, dal sud e da tutte le altre regioni. I norvegesi sono anche gli immigrati dall’Afghanistan, dal Pakistan, dalla Polonia, dalla Svezia, dalla Somalia, dalla Siria. I miei nonni sono immigrati dalla Danimarca e dall’Inghilterra centodieci anni fa. 

Non è sempre facile dire da dove veniamo, a quale nazione apparteniamo. Casa è dove è il nostro cuore e a volte può non rientrare tra i confini della nazione.

I norvegesi sono giovani e vecchi, alti e bassi, sani e malati in carrozzella, un numero sempre più grande ha più di cento anni. I norvegesi sono ricchi, poveri e di classe media. I norvegesi amano il calcio e la palla a mano, alcuni scalano montagne, altri veleggiano, altri ancora preferiscono riposare sul divano.

Alcuni credono molto in loro stessi, mentre altri faticano a credere di essere sufficientemente validi così come sono. I norvegesi lavorano nei negozi, negli ospedali, nelle piattaforme petrolifere. I norvegesi lavorano affinché tutti noi si viva al sicuro. Lavorano per tenere la nazione liberata dalla spazzatura, e studiano nuove soluzioni per un futuro più verde. I norvegesi coltivano la terra e sono pescatori.

I norvegesi fanno ricerca e insegnano. I norvegesi sono single, divorziati, famiglie con bambini e vecchie coppie sposate. I norvegesi sono ragazze che amano ragazze e ragazzi che amano ragazzi e ragazze e ragazzi che si amano l’un l’altro.

I norvegesi credono in Dio, in Allah, in tutto e in niente. I norvegesi amano Grieg, Kygo, Hellbillies e Kary Bremmes.

In altre parole: voi siete la Norvegia! Noi siamo la Norvegia. Quando cantiamo il nostro inno nazionale “Sì, noi amiamo questa nazione”, dobbiamo ricordarci che noi stiamo cantando l’uno dell’altro. Siamo noi che formiamo questa nazione, quindi l’inno nazionale è anche una dichiarazione d’amore verso la gente della Norvegia.

La mia più grande speranza per la Norvegia è che noi riusciremo a prenderci cura l’uno dell’altro, che noi si possa costruire ulteriormente la nazione sulla fiducia, sulla solidarietà e sulla generosità, così che possiamo sapere – malgrado le differenze – che siamo un unico popolo. La Norvegia è una. Di nuovo, un caloroso benvenuto a tutti voi. Spero che trascorreremo del tempo piacevole insieme. Grazie.

Harald V di Norvegia



After having traveled around most of the country, it is very nice to be able to host representatives from all over Norway in our garden here at the castle! A warm welcome to our place, everyone!

You who are gathered here represents the width of what Norway is today. So what is Norway?”

Norway is high mountains and deep fjords. It’s plains and coastline, islands and islets. There are lush meadows and gentle hills.Sea crashing against the country from the north, west and south.”

Norway Midnight sun and polar night. It is both harsh and mild winters. There are both hot and cold summers. Norway is elongated and scattered inhabited.

But Norway is, above all, people.

Norwegians are northerners, troenders, southerners – and people from all the other regions. Norwegians have also emigrated from Afghanistan, Pakistan and Poland, Sweden, Somalia and Syria. My grandparents immigrated from Denmark and England 110 years ago. 

It is not always easy to say where we are from, what nationality we belong too. What we call home, is where our heart is – and that is sometimes difficult to place within borders.

Norwegians are young and old, high and low, able-bodied and wheelchair users. An increasing number are over one hundred years. Norwegians are rich, poor and in between. Norwegians like football and baseball, climb mountains and sail – while others are most fond of the sofa.

Some have good self-esteem, while others are struggling to believe that they are good enough as they are. Norwegians are working in shops, hospitals, and oil platforms. Many Norwegians work to keep us safe, and many work to keep the country clean of garbage and looking for new solutions for a green future. Norwegians farm the land and are engaged in fishing.

Norwegians research and teach. Norwegians are engaged youth and experienced old.  Norwegians are unmarried, divorced, families and old couples. Norwegians are girls who love girls, boys who like boys, and girls and boys who are fond of each other.

Norwegians believe in God, Allah, Everything and Nothing. Norwegians like Grieg and Kygo, Hellbillies and Kari Bremnes.

In other words, Norway is you. Norway is us. When we in our national anthem sing; “Yes, we love this country,” we must remember that we also sing about each other. For it’s we who make up the country. Therefore, our national anthem also is a declaration of love to the Norwegian people.

My greatest hope for Norway is that we are able to take care of each other. That we in the future are going to build this country on trust, fellowship and generosity. That we shall know that we – despite of all our differences – are one people. That Norway is one. Again – a warm welcome to us and Our garden – I hope we get a nice time together! Thanks.

Harald V di Norvegia


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22 luglio, 2019

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