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Avventure - Da Castel Sant'Elia alla Norvegia in bicicletta, i 4300 chilometri di Francesco Garofalo

“Quando ho dormito a Capo Nord col sole di notte…”

di Stefania Moretti

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Francesco Garofalo

Francesco Garofalo

Francesco Garofalo a Capo Nord

Francesco Garofalo a Capo Nord

Capo Nord, gli scatti di Francesco Garofalo

Capo Nord, gli scatti di Francesco Garofalo

Capo Nord, gli scatti di Francesco Garofalo

Capo Nord, gli scatti di Francesco Garofalo

Capo Nord, gli scatti di Francesco Garofalo

Capo Nord, gli scatti di Francesco Garofalo

Capo Nord, gli scatti di Francesco Garofalo

Capo Nord, gli scatti di Francesco Garofalo

Castel Sant’Elia – La vita fa scherzi strani. Come quando decide di trasformare apparenti disgrazie in benedizioni. A Francesco Garofalo è successo.

“Credevo di essere in guai seri, sei anni fa, tra la cassa integrazione e il ritiro della patente. Di colpo mi sono trovato senza la certezza di un lavoro e a piedi. Era l’inizio della mia più grande scoperta: l’amore per la bicicletta”, ricorda Francesco. 

Sulle ali di questa improvvisa passione è arrivato a Capo Nord, il punto più estremo della Norvegia, macinando 4300 chilometri in bici. Più di 200 al giorno, dal 2 al 30 giugno. 

Quella che sembrava una doppia sventura si è rivelata una congiuntura astrale eccezionale per Francesco, operaio 35enne romano che abita a Castel Sant’Elia fin da bambino. “Diciamo che di base so’ mezzo matto. Ma diciamo anche che dopo il ritiro della patente non sapevo come spostarmi – racconta -. Non sono tipo da mezzi pubblici: o tardano loro oppure io, specie la mattina, un po’ pigro come sono… quindi non c’erano molte alternative. Ho pensato alla bici e iniziato a pedalare”.

Al nuovo stile di vita si è abituato subito, al punto che quando ha potuto riprendere la macchina l’ha comunque lasciata in garage. E visto che, per cause di forza maggiore, poteva concedersi lunghe pause dal lavoro, ha cominciato a organizzare viaggi. In bici. Iniziando con trasferte “soft”: “Prima il giro della Sardegna, poi della Sicilia, poi la Corsica e di nuovo la Sardegna, entroterra coast to coast. L’impresa vera è stata l’anno scorso – dice Francesco -: 5100 chilometri attraverso penisola iberica, Pirenei, Francia e poi la ridiscesa in Italia, lungo la costa ligure e tirrenica. Cinquantacinque giorni di cammino”. 

Sempre da solo. O meglio, sempre solo con la sua due ruote, per un misto di caso e volontà. “Non ho pensato di coinvolgere qualcuno nei miei viaggi, finora non è capitato – afferma Francesco -. Da solo ho trovato un mio equilibrio. Anche soltanto in due sarebbe più complicato: dovrei avere accanto qualcuno che tiene il mio passo. Poi così è più facile incontrare persone, fare amicizie, essere avvicinato da gente curiosa che si offre di ospitarmi in giardino con la tenda”.

Tutto low cost (tenda, bici, sacco a pelo). Molto spirito di adattamento. Tanta voglia di pedalare con la natura intorno. Nessuna intenzione di fermarsi, neanche quando è più dura. Anche se l’itinerario non era agevole. 

“Partito da Castel Sant’Elia sono arrivato a Trevi, ho attraversato l’appennino e raggiunto la costa adriatica. Da qui Veneto e Friuli Venezia Giulia – racconta Francesco -. E poi nove nazioni: Slovenia, Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Finlandia e infine la Norvegia e Capo Nord. Quando ci sono arrivato, la sera del 30 giugno, erano le 22,30 ma era giorno, c’era il sole.

A soli 50 chilometri dal mio traguardo ho iniziato a disperare: pioveva da tre giorni, ero fradicio e sfinito – continua -. La tentazione di mollare era fortissima ma, arrivato così vicino, non potevo. Ho fatto bene perché, non so per quale alchimia, mentre mi avvicinavo, il cielo si è aperto completamente, ha smesso di piovere e il vento, che in genere soffia prepotente su Capo Nord, si è calmato. Dicono sia quasi impossibile dormire sulla scogliera proprio per quel vento. Io ce l’ho fatta e mi sono goduto lo spettacolo“.

Avvertenza, sembra dire Francesco: la meraviglia è solo per i coraggiosi che non rinunciano ad andarsela a prendere.

Stefania Moretti 

 


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22 luglio, 2019

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