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Cronaca - Il Tavolo per la pace di Viterbo sulla scarcerazione di Carola Rackete

“Gli interventi di soccorso sono coordinati dalla guardia costiera, altro che atti di guerra”

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Lampedusa - L'arresto di Carola Rackete

Lampedusa – L’arresto di Carola Rackete

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il tavolo per la pace di Viterbo, riunito il 4 luglio, ha preso atto dell’ordinanza con la quale la giudice per le indagini preliminari di Agrigento ha disposto la scarcerazione di Carola Rackete, scagionandola da ogni accusa e dunque di fatto smentendo lo stesso decreto sicurezza bis, con cui il governo italiano intende colpire organizzazioni non governative come la Sea Watch e la Mediterranea.

Dunque, la tesi che le Ong (organizzazioni senza fini di lucro, indipendenti dagli stati) siano conniventi con i trafficanti di esseri umani è stata destituita di ogni fondamento e si è ancora una volta rivelata, come detto dal filosofo del diritto Luigi Ferrajoli, una “insensatezza gravissima”, uno dei “crimini” che “stanno abbassando il senso morale a livello di massa, ricostruendo le basi ideologiche del razzismo”.

Al di là dell’alto valore etico di un volontariato dedito a salvare vite umane, è noto (per chi vuole informarsi) che gli interventi di soccorso sono sempre coordinati e autorizzati da un organismo internazionale e in Italia dal comando generale della guardia costiera di Roma. Altro che atti di guerra.

E’ altrettanto noto che gli orribili lager libici che il governo italiano vorrebbe meta dei “respingimenti” sono tutt’altro che sicuri, come purtroppo ha mostrato la strage di migranti a Tajoura, sulla linea del fronte di una guerra civile che gli interessi europei non fanno che alimentare.

“Porti aperti per le armi, porti chiusi per i migranti”: questa è la contraddizione reale che papa Francesco non ha esitato a denunciare recentemente, con riferimento all’atteggiamento del governo italiano, ma anche dell’intera comunità europea, che non hanno remore a violare la legge quando si tratta di vendere armi a stati come l’Arabia Saudita, che le utilizzano nella sanguinosa guerra in Yemen, facendo strage di donne e bambini.

Il Tavolo per la pace di Viterbo mette in guardia dall’arroganza aggressiva che tende a dividere facendosi senso comune, fidando purtroppo su una crescente zona grigia d’indifferenza interna e sull’appoggio di un governo Usa che tenta di imporre anche in Europa un modello di neoliberismo illiberale, nell’illusione di uscire con la violenza autoritaria dalla crisi di un intero sistema economico.

Noi non resteremo indifferenti al disegno irresponsabile di chi vorrebbe trascinarci fuori dai limiti della convivenza democratica, garantita dalla Costituzione repubblicana.

Noi sappiamo che un mondo di nonviolenza e di pace è possibile. Riprendiamoci la nostra dignità: torniamo umani.

Tavolo per la pace Viterbo


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7 luglio, 2019

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