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Viterbo - Valerio Mastandrea al Tuscia film fest ha presentato Ride la pellicola con cui ha esordito come regista

“Il cinema è una grandissima arma per resistere agli urti della vita”

di Paola Pierdomenico

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Viterbo - Valerio Mastandrea al Tuscia film fest

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Viterbo - Valerio Mastandrea al Tuscia film fest

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Viterbo - Valerio Mastandrea al Tuscia film fest

Viterbo – Valerio Mastandrea al Tuscia film fest

Viterbo – “Il cinema è una grandissima arma per resistere agli urti della vita”. Valerio Mastandrea ha presentato “Ride” al Tuscia film fest. Precisando che è leggersi come si scrive e non in inglese. “Tutti lo pronunciano ‘raid’, ma a che punto siamo arrivati?”, ha chiesto tra il serio e l’ironico al pubblico.

È il suo film di esordio come regista e parla di una donna, interpretata dall’attrice Chiara Martegiani, che perde il marito in un incidente sul lavoro. A un giorno dal funerale, deve fare i conti con se stessa e il dolore che la sta travolgendo. Con lei ad affrontare il lutto anche il figlio e il padre del defunto.

Anche ieri, in tanti erano a piazza san Lorenzo ad assistere. In prima fila, pure il sindaco Arena con la moglie e la figlia che aveva incontrato Mastandrea alla Loggia dei papi parlando con lui di basket, dieta e sport. Ad accoglierlo c’erano anche l’assessora allo Sviluppo economico Alessia Mancini e Mauro Morucci.

Prima della proiezione il dibattito moderato da Dario Zonta che ha sottolineato come il film avesse una spinta personale. “Per me – ha spiegato Mastandrea – bisogna usare il cinema per scopi personali, perché è una grandissima arma per resistere agli urti della vita. Ti permette di entrare in contatto con le cose, ricostruendo storie e personaggi anche grazie ai diversi registri a disposizione. Ecco, per questo penso di essere fortunato”.

Sulla sua nuova veste dietro la macchina da presa: “Ho cercato – ha detto – di fare il film che avrei voluto vedere. Il film ha tante tematiche, pure troppe perché poi in un’opera prima uno mette di tutto. Un po’ come quando a tavola servi tante portate e c’è qualcuna che stucca. Ma serve anche questo.

Quella principale riguarda il fatto di capire quanto siamo liberi di vivere le nostre emozioni liberamente. Oggi gioia e dolore sono indicati e suggeriti, mi basta pensare ai social network.

E’ complesso rientrare in possesso delle proprie emozioni. Quella che racconto non è una semplice elaborazione del lutto, ma un riappropriarsi del proprio dolore. E’ questa la croce del personaggio che sembra subire, ma che invece macina e aspetta il momento per rivendicare la propria esistenza”.

Protagonista è Chiara Martegiani: “E’ un personaggio a cui ho chiesto di stare in scena in un certo modo”; ammette poi: “mi sono trovato a disagio a dirigere gli attori e spesso mi sono lasciato sorprendere dalla modalità di ognuno di recitare. Sta di fatto che ho apprezzato più il mio mestiere e, ora, ho più rispetto per le psicopatie dei registi. E ne ho incontrati di registi che ne avevano.

Comunque, ho capito che faccio il mestiere più libero e comodo. Lo diceva anche  Mastroianni ‘non solo non lavoro, ma mi pagano pure’. Se sei il regista, invece, senti il peso di tutto”.

Se ce ne sarà un altro, ha precisato: “C’ho messo tanti anni per farne uno, perché aspettavo le persone e la storia giuste. Per me, comandano le storie e non la voglia di farlo. Bisogna rivolgersi al pubblico, perché esiste ed è solo un po’ pigro, ma perché è stato indotto a esserlo”.

Su cosa sia importante raccontare oggi dice che “subentra prima una responsabilità verso te stesso, l’etica e la sincerità, verso quanto sei autentico. Solo dopo viene quella verso il pubblico”.

Mastandrea ha, infine, ironizzato sulle aspettative della pellicola: “Proprio per abbassarle – ha scherzato – in una delle presentazioni in giro per l’Italia, credo in Calabria, dopo la proiezione mi si sono avvicinate due persone e una mi fa ‘Molto meglio come attore, eh? Ma con affetto me lo ha detto”. E quindi ha salutato il pubblico tra gli applausi e ha lasciato che fosse il film a continuare a parlare per lui.

Paola Pierdomenico

 


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10 luglio, 2019

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