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Sutri - Candida Pittoritto (Civiltà italiana) attacca il sindaco Sgarbi per "aver sbeffeggiato in consiglio Emmanuele Emanuele"

“Il sindaco tratta i cittadini da servi del contado”

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Candida Pittoritto

Candida Pittoritto

Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – Molti sono gli argomenti che imperversano in questa estate sutrina, affannosa e accaldata, ma che produrrà alla fin fine soltanto uno scroscio estivo e nulla di più.

Partiamo dalle cose di apparente minore importanza, ovvero l’arcinoto ovunque “Premio Efebo” che, forse, anche per stare al commento del sindaco sulla scultura di bronzo da lui chiamata “il finocchio”, forse sarebbe stato meglio se venisse chiamato “Premio Efe Bal”, così da andare incontro alle più moderne aperture Lgbtq.

Sappiamo che il maestro Nello Salza, rivolgendosi all’assieditrice al Turismo e al Talento, l’ha giustamente informata dei modi e delle maniere corretti, quelli che si usano in una società civile, con l’educazione e il rispetto dovuti, per informare l’eventuale premiato.

La forma è sostanza ricordiamo, ma certo è difficile pretendere che si conoscano le regole del mondo della Cultura e delle Arti quando si è trascorsa la vita a farsi selfie e autopromozione nei limiti delle campagne sutrine.

Sarebbe pretendere troppo, comunque, un corso adeguato di informazione che non guasterebbe, realizzato per tutta la giunta, visto che l’Assieditrice non sa che non è costume chiedere “in cambio del premio” una performance all’artista insignito. Sarà lui ovviamente, graziosamente a farne spontaneo dono alla cittadinanza e all’organizzazione. Ma le regole sono ignote, evidentemente, agli organizzatori del fantasmagorico e notissimo “Premio Efebo”.

Del resto, ci pare di ricordare che un tempo lontano, preposti a fornire adeguati lumi tecnici, esistesse presso il Comune un gruppo di quattro esperti in comunicazione, oggi misteriosamente ridotto a uno solo.

Così capace è stata l’organizzazione, da sempre evidentemente pratica di frequentazioni di premi, mostre, festival e quant’altro, da non informare neanche il sindaco dell’esistenza di un nativo di Sutri dell’importanza indiscutibile del maestro Salza. Chapeau!

Forse, anzi ne siamo certi, l’onorevole sindaco non è a conoscenza neppure della forma con la quale è stato scritto il testo di conferimento del suddetto premio, formula contente vari errori sia d’italiano che di grafica. Infatti, nella targa del prestigioso premio consegnato, compaiono svarioni quali una “È”, che essendo voce del verbo essere, va scritta accentata e non apostrofata, come è stato fatto: “E’”.

Inoltre quando si cita una frase di qualcun altro, bisogna sempre riportarne l’autore. Infine l’abbreviazione “Ass.” è sbagliata perché sarebbe dovuta essere “Ass.re.”.

Non ci resta che consigliare ad alcuni consiglieri della maggioranza, ideatori e assessori compresi, una più attenta cura nell’italiano di base, quello che in genere s’insegna (ma non sempre viene appreso) alle scuole elementari, prima di cimentarsi in imprese che oltrepassano la portata delle proprie singole capacità e imprecisati talenti.

Passiamo ad altro, ché dell’Efebo premiante se ne è trattato sin troppo.

Risolto, o meglio trasferito in quel di Nepi, il difficile “problema Morgan”, si è detto anche che verrà portata in consiglio la votazione per l’adibizione del secondo piano di Villa Savorelli ad Accademia della Musica, alla quale il presidente Zingaretti avrebbe già dato piena adesione.

Su questo ripetiamo che oltre a un lungo iter, tale struttura necessiterebbe di grandi risorse finanziarie (che non ci sono), di struttura e soprattutto infrastrutture adeguate (che non ci sono). Ricordate il caso “Sutri patrimonio dell’Unesco”.

Infine, ultimo ma per nulla di minore importanza, il sindaco avrebbe pubblicamente chiarito i motivi della rottura con Emmanuele Emanuele dovuta, a suo dire, “all’atteggiamento puerile di questo a proposito della scarsa visibilità avuta in un articolo sulle mostre di Palazzo Doebbing”.

Atteggiamento inaccettabile di uno che viene inteso come una specie di amico della città perché dona e regala finanziamenti, ma Sgarbi non è abituato, come invece fanno a Sutri, ad inchinarsi davanti a chi dà danaro, a chi disprezza la città e pensa che i cittadini siano sudditi che debbano inchinarsi e ringraziare chi dispensa soldi. È già stato trovato chi sostituirà il munifico Emanuele: Banca Intesa.

Benissimo, ne prendiamo atto, ma ci permettiamo fa notare che il sindaco non è secondo a nessun per puerilità di atteggiamenti, per la sua bizzosità umorale, soprattutto quando c’è di mezzo la propria visibilità. Siamo davanti a un classico caso ove il bue, o meglio, la capra dà del “cornuto” all’asino. Asino che non è certo Emmanuele Emanuele, sin troppo corretto e signore nei modi, verso amici e concittadini.

Se c’è poi chi tratta i cittadini non da sudditi, ma da veri e propri servi del contado, è lo stesso sindaco, che più volte unendoli alla sua giunta, li ha apostrofati e umiliati con i peggiori epiteti, e nessuno si è mai realmente ribellato, continuando in maniera incomprensibile a baciare la mano che li percuote.

È stato trovato poi un nuovo “finanziatore” si badi bene, non un mecenate puro come Emmanuele Emanuele, bensì una banca, che come tale non potrà chiudere un occhio sui veri risultati delle mostre. Insomma “mala tempora currunt sed peiora parantur”.

Candida Pittoritto
Civiltà Italiana


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7 luglio, 2019

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