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Viterbo - Sabato 13 luglio la pellicola interpretata da Valerio Mastandrea e Marco Giallini

Il Tuscia film fest chiude con Simone Spada e “Domani è un altro giorno”

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Un'immagine di "Domani è un altro giorno"

Un’immagine di “Domani è un altro giorno”

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il Tuscia Film Fest 2019 si conclude con uno dei film più apprezzati da critica e pubblico dell’ultima stagione cinematografica.
 Interpretato da Valerio Mastandrea e Marco Giallini, “Domani è un altro giorno” sarà presentato in piazza San Lorenzo da Simone Spada.

L’appuntamento è alle 21.15 mentre la prevendita dell’evento è disponibile sul sito www.tusciafilmfest.com e a Viterbo presso il Museo Colle del Duomo in piazza San Lorenzo (ogni giorno dalle ore 10 alle ore 19). La biglietteria dell’arena aprirà alle ore 19.15 in Piazza della Morte.

Simone Spada, nato a Torino nel 1973, vanta una lunga carriera da aiuto regista al fianco di Checco Zalone (Cado dalle nubi, Che bella giornata), Edoardo Leo (Noi e la Giulia, Buongiorno papà, Che vuoi che sia), Claudio Caligari (Non essere cattivo), Gabriele Mainetti (Lo chiamavano Jeeg Robot).

Domani è un altro giorno racconta di Tommaso, riservato e taciturno, che vive da tempo in Canada e insegna robotica e di Giuliano, attore estroverso e pirotecnico, rimasto a Roma.
 Sono amici da trent’anni, entrambi romani dentro, seppur con caratteri molto diversi. Giuliano, l’attore vitalista, seduttore e innamorato della vita è condannato da una diagnosi terminale e, dopo un anno di lotta, ha deciso di non combattere più.

Ai due resta un solo compito, il più arduo, quasi impossibile, dirsi addio, e solo il tempo di un weekend per farlo.
Il titolo del film è tratto dall’omonima canzone del 1971 di Ornella Vanoni, reinterpretata da Noemi.
«Il nostro film segue abbastanza fedelmente l’originale, perché quando ho visto la prima volta Truman: un amico è per sempre, di Cesc Gay, ho pensato che non solo fosse una pellicola d’autore pura, ma anche talmente delicata e perfetta nella sua grammatica che, tradirla, sarebbe stato sbagliato.

Detto questo, c’è una battuta di Marco Giallini, durante la cena con Anna Ferzetti e Valerio Mastandrea, nella quale dice: “Non è importante la ricetta, ma saper ascoltare quello che si cucina”. Secondo me calza a pennello: non è tanto importante la storia di “Truman”, ma come noi l’abbiamo resa nostra. […] Lavorare con Marco Giallini e Valerio Mastandrea è stato meraviglioso: hanno entrambi una sensibilità particolare e il loro rapporto d’amicizia ha permesso di creare situazioni e atmosfere che nemmeno ci aspettavamo».

Dopo dieci serate di proiezioni e incontri, il Tuscia Film Fest 2019 si congeda. L’appuntamento è ora a Berlino per la sesta edizione dell’Italian Film Festival Berlin, in programma nella capitale tedesca dal 13 al 17 novembre.

Tuscia film fest


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12 luglio, 2019

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