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“Siamo intrappolati in casa da settimane per colpa di un ascensore…”

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Viterbo – Cinque persone costrette a stare chiuse in casa per colpa di un ascensore che non funziona. Da oltre 4 settimane. Due di loro sono disabili, di cui una in gravissime condizioni. Succede a Viterbo, in via Antonello da Messina 14. In un palazzo dell’Ater, l’azienda regionale per l’edilizia residenziale pubblica della provincia di Viterbo. 

Due famiglie che abitano al primo piano di un palazzo nel quartiere di Santa Barbara. La prima. Padre, madre e figlio disabile di 18 anni che vive su una carrozzina. Il ragazzo si chiama Kristos Demollari. Ci sono poi Alessandro Siani e la compagna Manjola Cela. Famiglia di lavoratori. La seconda. Madre e figlia. Giovanna I. la prima, Simona la seconda. Simona ha 44 anni ed ha una gravissima malattia che non le permette in nessun modo di potersi muovere da sola.


Viterbo - Kristos Demollari [4]

Viterbo – Kristos Demollari


“Abbiamo contattato sia l’amministratore di condominio – dicono Kristos, Alessandro, Manjolia e Giovanna – sia l’Ater. Ma la situazione è rimasta invariata. Nessuno ha fatto niente. Un’inutile attesa”.

“Una situazione – racconta Kristos – che va avanti da più di un mese. Lunedì prossimo saranno 5 settimane. L’ascensore è rotto e nessuno lo aggiusta. Abito al primo piano. Uscire di casa è difficilissimo. Non posso fare le scale da solo e senza l’ascensore la vita è diventata impossibile, soprattutto con questo caldo. Sono praticamente intrappolato”.


Viterbo - La casa popolare dell'Ater in via Antonello da Messina [5]

Viterbo – La casa popolare dell’Ater in via Antonello da Messina


Kristos ha fatto 18 anni ad aprile. A settembre frequenterà l’ultimo anno dell’istituto superiore Paolo Savi, il vecchioa ragioneria. L’anno scorso è stato anche rappresentante d’istituto. Nel tempo libero fa scherma, hockey e nuoto. Al suo fianco anche un cagnoletto di tre anni. Max, che fa buona guardia. “Meno male che siamo in estate – prosegue Kristos – e le attività sportive sono sospese. Altrimenti non avrei potuto seguirle. Se non con gravi difficoltà”.

Per arrivare a casa di Kristos al primo piano ci sono 18 scalini da fare. Diciotto a salire e altrettanti a scendere. L’ascensore è fermo lì. Da settimane. C’è chi si adatta, chi se ne frega e chi invece vede tutta la sua vita cambiare. Ogni giorno. Radicalmente. “Nostro figlio – raccontano Alessandro e Manjola – ha bisogno di uscire e vivere la sua vita. Spesso lo aiutiamo a scendere, prendendolo in braccio. Prima portiamo Kristos, che poi ci aspetta in fondo alle scale. Dopo dobbiamo far scendere la carrozzina”. “Altre volte – riprende invece la parola Kristos – provo a fare da solo. Ma non ce la faccio”.


Viterbo - Alessandro Siani, Manjolia Cela e Kristos Demollari [6]

Viterbo – Alessandro Siani, Manjola Cela e Kristos Demollari


Le case popolari dell’Ater in via Antonello da Messina si trovano in cima al quartiere Santa Barbara. Sotto lo “scoppio del sole”. I servizi più vicini stanno a centinaia di metri di distanza. E la stagione estiva di certo non aiuta. L’edificio dove abita Kristos è un palazzo di 4 piani, una settantina di scalini in tutto. Lì ci vivono 11 famiglie. Venticinque, trenta persone in tutto. Al terzo piano c’è anche una signora anziana che pare abbia anche lei le sue difficoltà a salire e scendere le scale.


Viterbo - L'ascensore in via Antonello da Messina 14 [7]

Viterbo – L’ascensore in via Antonello da Messina 14


Di fronte alla porta di casa di Kristos, proprio accanto all’ascensore che non funziona, c’abitano Giovanna e la figlia Simona. Giovanna ha 83 anni. Simona 44. “Simona ha una gravissima malattia ed ha bisogno di fare terapia – interviene la madre – 4 volte a settimana. Io non riesco a farla uscire di casa, non ce la faccio. E non la posso nemmeno lasciare sola. Siamo chiuse in casa da 5 settimane. E in tutto questo tempo Simona non ha mai messo il naso fuori. Praticamente, passa i suoi giorni sul letto”.


Viterbo - Le scale in via Antonello da Messina 14 [8]

Viterbo – Le scale in via Antonello da Messina 14


Cinque settimane, 35 giorni senza ascensore, chiusi in casa. Con 18 scalini che li separano dal mondo. Una vergogna. Perché questa situazione? Perché nessuno è ancora ancora intervenuto? Per quanto dovrà andare avanti questa situazione? Per quanto tempo due persone disabili saranno costrette a vivere in questo stato? Per quanto ancora Simona dovrà saltare le terapie costretta a stare tutti i giorni chiusa in casa?

E’ una casa popolare. Istituzioni pubbliche. Ater e regione Lazio. Qualcuno risponda. Oppure li liberi. E non per grazia ricevuta. Ma per diritto. Quello fondamentale. Il diritto alla vita. per le due persone disabili, e per i loro familiari.

Daniele Camilli


Multimedia – Fotocronaca: Kristos e la sua famiglia [9] – Video: Chiusi in casa da 5 settimane per colpa di un ascensore [10] 


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