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Viterbo - Il regista Claudio Giovannesi apre la la sedicesima edizione di Tuscia flim fest con il suo film premiato al Festival di Berlino

La paranza dei bambini, il racconto di un’innocenza compromessa

di Giuseppina Ruggiero - Tusciaweb academy

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Claudio Giovannesi

Claudio Giovannesi

Claudio Giovannesi

Claudio Giovannesi

Viterbo - Claudio Giovannesi al Tuscia film fest

Viterbo – Claudio Giovannesi al Tuscia film fest

Viterbo – Il Tuscia film fest, è tornato. Con nove giorni di proiezioni, dal 4 al 13 luglio, abbinate a incontri con registi, sceneggiatori e attori, la città di Viterbo rende omaggio al grande cinema italiano.

L’altro ieri, nella cornice di piazza S. Lorenzo, sotto un cielo stellato, si è svolta la prima serata di questo ormai irrinunciabile appuntamento estivo, giunto alla sua sedicesima edizione.

Ad alzare il sipario è stato La paranza dei bambini, un film di Claudio Giovannesi, tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano e premiato alla Berlinale 2019 con l’Orso d’Argento per la migliore sceneggiatura.

Un film pieno di tatto e di immagini innocenti che Giovannesi, ospite della serata, ha commentato nelle sue parti più salienti alla fine della proiezione. “Paranza”, nel gergo criminale, è il gruppo di fuoco legato alla camorra, ma il regista nel suo film non racconta la storia di camorristi, di spacciatori o di giovani criminali quanto, piuttosto, la storia di ragazzini, con la bocca ancora sporca di latte, che come piccoli pesci rimangono accecati e ingannati dalle luci del crimine.

Un film empatico, lo spettatore, grazie al tocco delicato del regista, non giudica i personaggi, non li etichetta in buoni o cattivi, semplicemente si sofferma sulla loro giovane umanità.

Il protagonista e i coprotagonisti, sullo schermo, sono adolescenti del tutto identici ai nostri figli. Desiderano le loro stesse cose e per prenderle usano il crimine, l’unica moneta di scambio che gira nel loro quartiere.

“Quando abbiamo cominciato a lavorare al film – dice Giovannesi – abbiamo deciso di raccontare la perdita dell’innocenza di ragazzi, che iniziano un percorso criminale come se fosse un gioco.

La dinamica criminale che viene mostrata nel film non è reale, è più che reale – spiega -. Sono episodi delinquenziali che accadono non solo a Napoli, ma in tutti quei posti in cui mancano le istituzioni,  il lavoro, la scuola. I personaggi del film, che non sono attori ma ragazzi presi dalla strada, si muovono in questo contesto che conoscono benissimo. Siamo andati a cercarli nei quartieri più popolari, nei campi di calcio, nelle piazzette, nelle sale gioco. Diversi non avevano mai pensato di recitare, alcuni, come il protagonista del film, di fronte alla nostra offerta di lavoro, hanno addirittura pensato ad una truffa”.

Il film è stato preceduto da una lunga fase preparatoria, in cui si è cercato di rendere il gruppo di attori un gruppo di amici a tutti gli effetti, e per aiutarli a vivere al meglio i personaggi, Giovannesi ha avuto l’accortezza di girare le scene secondo l’ordine con cui vengono viste sullo schermo.

In questo modo i ragazzi, che non conoscevano la trama del film, l’hanno vissuta in diretta, affezionandosi ai loro ruoli giorno dopo giorno.
Nella storia che Giovannesi ha portato sullo schermo, a parte la figura sparuta di una madre, non ci sono educatori.

“La nostra è stata una precisa scelta – racconta il regista – abbiamo tolto i padri, per mostrare una società senza una guida, senza insegnamenti. I ragazzi nella fase “amorale” della vita, per eccellenza, sono costretti a scegliere senza esempio. A quindici anni non si sa ancora cosa è bene e cosa è male, ed è questo che rende l’età pura e innocente A quindici anni l’amore, l’amicizia, la cattiveria, il crimine, non sono mediati, ma hanno un valore assoluto, un valore che può essere di vita o di morte”

Quindicenni che gestiscono il narcotraffico che smuove milioni di euro, che uccidono a sangue freddo e che litigano con i fratelli minori per una crostatina al cioccolato.

Sono questi i piccoli pesci della paranza, catturati nella rete della criminalità. Un film che fa pensare, che ti accompagna oltre l’uscita della piazza di San Lorenzo. Un bel film. Tuscia Film Fest non poteva trovare un inizio migliore.

Giuseppina Ruggiero  – Tusciaweb academy


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6 luglio, 2019

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