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Ambiente - Le analisi autorizzano la balneazione in tutte le località costiere della provincia, laghi compresi

L’Arpa promuove le spiagge della Tuscia

di Alessandro Castellani
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Bolsena - Vele sul lago di Bolsena

Bolsena – Vele sul lago di Bolsena

Viterbo – Un bel bagno è proprio quello che ci vuole in queste giornate di caldo torrido. E per fortuna, stando alle analisi dell’Arpa, nella provincia di Viterbo non mancano i luoghi dove andarsi a rinfrescare.

I monitoraggi effettuati a maggio dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale denotano un buono stato di salute delle acque di balneazione della Tuscia, sia nel mare che nei laghi.

I punti di campionamento fissati tra Montalto di Castro e Tarquinia, in totale 19, hanno tutti superato le verifiche, a eccezione di quelli non idonei alla balneazione per cause diverse dall’inquinamento. Sono 4 e si tratta del poligono militare di Tarquinia, il polo industriale della tenuta Guglielmi a Montalto e le foci del Fiora e del Marta. Zone interdette all’afflusso dei bagnanti proprio per le loro caratteristiche intrinseche.

Bollino verde anche per quanto riguarda i laghi. Le spiagge di Bolsena, Gradoli, Montefiascone, Capodimonte, Grotte di Castro, Marta e San Lorenzo Nuovo, così come quelle di Ronciglione e Caprarola per il lago di Vico, sono tutte sicure per un bel tuffo in acqua, senza eccezioni.

Lo scorso aprile l’Arpa ha pubblicato la relazione annuale di balneazione 2018 nel Lazio. I monitoraggi microbiologici dell’acqua in provincia di Viterbo nel corso dell’anno sono stati 338, con 6 casi di non conformità per presenza eccessiva di Enterococchi intestinali o Escherichia coli, batteri tipici dell’inquinamento di origine fecale. I controlli suppletivi effettuati nei giorni successivi hanno però evidenziato un pronto rientro nella norma dei valori.

La relazione aggiunge anche che nel lago di Vico “si è confermata la presenza invernale storica di cianobatteri”, organismi che in quantità eccessive possono produrre tossine nocive per la salute dell’uomo, e una “presenza del fosforo totale spesso al di sopra del limite”.

“Nonostante questo – precisa l’Arpa – non si sono mai osservate alterazioni della colorazione delle acque o presenza di schiume riconducibili a fioriture cianobatteriche massive e non sono pervenute segnalazioni di malesseri ascrivibili agli effetti tossici dei cianobatteri”.

Alessandro Castellani


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2 luglio, 2019

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