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Bolsena - Mario Di Sorte, presidente del Club idrovolanti “La Fenice”, ripercorre tutta la vicenda del velivolo affondato nel lago il 6 luglio

“L’idrovolante si è inabissato per una falla nella parte destra dello scafo”

di Michele Mari
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Mario Di Sorte

Mario Di Sorte

Isola Bisentina - L'idrovolante recuperato

Isola Bisentina – L’idrovolante recuperato

Mario Di Sorte

Mario Di Sorte

Bolsena – “L’idrovolante si è inabissato per una falla nella parte destra dello scafo”. Mario Di Sorte, presidente del Club idrovolanti Bolsena La Fenice ripercorre tutta la vicenda del velivolo che si è inabissato nel lago di Bolsena il 6 luglio scorso.

Grazie alla perizia tecnica eseguita sul piccolo aereo, riportato sulla terraferma dell’isola Bisentina tre giorni dopo l’affondamento, si è potuto far luce sulle cause dell’incidente.

L’inabissamento sarebbe avvenuto per una falla nella parte inferiore destra dello scafo provocata da un oggetto galleggiante legnoso che, durante le fasi di decollo, ha fatto imbarcare acqua al velivolo.

“Il Club idrovolanti Bolsena La Fenice – spiega il presidente Mario Di Sorte – in quanto interpellato dalla casa costruttrice, ha potuto assistere alle operazioni di recupero avvenute martedì 9 luglio e alla successiva meticolosa perizia tecnica effettuata sull’idrovolante.

Per fare chiarezza sull’accaduto e mettere fine alle dichiarazioni strumentali rilasciate da persone non informate sui fatti, nonché totalmente estranee all’ambiente aeronautico, si è ritenuto necessario puntualizzare alcuni aspetti di questa vicenda”.

Mario Di Sorte ripercorre così tutte le fasi di questa storia a lieto fine, partendo proprio dai primi momenti e cioè da quando l’idrovolante e il suo equipaggio stanno per decollare dalle acque del lago di Bolsena all’altezza dell’isola Bisentina.

“L’aereo che si trovava al largo dell’isola Bisentina – racconta il presidente del Club idrovolanti -, mentre effettuava la corsa di decollo ha improvvisamente cominciato a imbarcare acqua costringendo il pilota a interrompere la manovra. Abortito il decollo, i due piloti a bordo sono autonomamente usciti dall’abitacolo senza aver riportato alcuna conseguenza”.

Immediati i soccorsi, portati inizialmente da due imbarcazioni private e poi dai vigili del fuoco di Viterbo. Tre giorni dopo l’idrovolante è stato recuperato e portato sull’isola Bisentina.

“Al momento dell’incidente, due imbarcazioni private – continua Di Sorte – sono giunte sul posto e hanno tentato di rimorchiare verso riva il velivolo ancora galleggiante. Dopo circa mezz’ora, sono giunti i vigili del fuoco che hanno ulteriormente trainato l’aereo fino a un punto con una profondità di circa sette metri dove il velivolo si è adagiato sul fondo.

Le operazioni di recupero sono state effettuate esclusivamente dal nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Viterbo, con il supporto in superficie dei carabinieri di Bolsena, della polizia provinciale e alla presenza del Club idrovolanti Bolsena La Fenice e della Lega navale – delegazione lago di Bolsena”.

Per risalire alla causa dell’incidente, sul velivolo sono stati effettuati rilievi tecnici che hanno permesso di ricostruire l’accaduto.

“La perizia tecnica eseguita – spiega il presidente del Club idrovolanti La Fenice – ha riscontrato la presenza di una falla iniziale nella parte inferiore destra dello scafo provocata da un oggetto galleggiante legnoso. La pressione e il peso dell’acqua imbarcata durante l’affondamento hanno causato la definitiva rottura della coda.

Perciò l’aereo non è affatto precipitato: non è potuto decollare! Non c’è stata alcuna esplosione e, ancor più, in nessuna fase dell’accaduto non c’è mai stato il rischio di coinvolgere altre imbarcazioni o altre persone. Grazie alla normativa vigente relativa alla navigazione aerea, ogni mezzo è soggetto a continue verifiche e controlli per ottenere l’idoneità al volo. Altrettanto dicasi per il rilascio dei brevetti di volo e la professionalità degli equipaggi”.

Una storia a lieto fine sia per l’equipaggio del velivolo, che è riuscito a mettersi in salvo senza problemi, e sia per l’idrovolante che dopo tre giorni sott’acqua ha potuto rivedere la luce del sole e a breve potrà solcare nuovamente i cieli e le onde del lago di Bolsena.

Michele Mari


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19 luglio, 2019

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