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Operazione "Gullit" - Dall'accusa di associazione finalizzata allo spaccio internazionale di cocaina - Prosciolto un taglialegna 37enne di Celleno

Narcotraffico, condannato a 4 anni e 9 mesi in primo grado assolto in appello

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Operazione antidroga Gullit

Operazione antidroga Gullit

Operazione antidroga Gullit

Operazione antidroga Gullit

L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis

Viterbo – (sil.co.) – Narcotraffico, condannato a 4 anni e 9 mesi in primo grado è stato assolto in appello. E’ uno dei presunti componenti della banda di spacciatori albanesi dell’operazione Gullit sfociata in otto arresti e undici indagati a piede libero all’alba dell’8 giugno 2010. 

Si tratta di Osman Ferati, un taglialegna 37enne d’origine albanese, residente a Celleno, condannato in primo grado a 4 anni e 9 mesi di reclusione e 21mila euro di multa per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti il primo aprile 2014.

Ieri l’uomo, assistito dall’avvocato Samuele De Santis, è comparso davanti ai giudidi della corte d’appello di Roma, che al termine dell’udienza hanno accolto la richiesta della difesa di derubricare il reato al comma 5, assolvendo il 37enne per intervenuta prescrizione. 

“Un vero e proprio miracolo – commenta il legale De Santis – si è passati da un’accusa di associazione finalizzata allo spaccio internazionale al riconoscimento dell’ipotesi più lieve, giustamente prescritta”. 

Una ventina gli indagati della maxinchiesta condotta dall’ex pm antimafia RobertoStaffa della Dda di Roma, volta a smantellare un traffico internazionale di cocaina gestito dalla criminalità albanese. In manette finirono otto presunti trafficanti di droga, tra cui una donna, anche lei albanese, residente al quartiere Salamaro, nel capoluogo, e soprannominata la “dama bianca”. Undici i presunti pusher indagati a piede libero.

A distanza di nove anni dal blitz, la condanna in primo grado a 4 anni e 9 mesi era ancora in attesa di appello. 

Il pubblico ministero, al termine del processo di primo grado celebrato a Roma, iniziato nell’autunno 2012 e conclusosi il primo aprile 2014, aveva chiesto per il 37enne una condanna a 8 anni di reclusione e 80mila euro di multa, ridotta a 4 anni e 9 mesi dal collegio.

Passati altri cinque anni, alla luce del diverso quadro normativo in tema di stupefacenti, il difensore ha chiesto in secondo grado la riqualificazione in comma 5 per la lieve entità del fatto e di conseguenza l’assoluzione per prescrizione.

“Gullit” è stata una delle più grosse operazioni contro lo spaccio di cocaina messe a segno dagli investigatori viterbesi – guardia di finanza, polizia e carabinieri – coordinati dalla Dda dell’allora pm Roberto Staffa, poi arrestato nel 2013 per presunti favori in cambio di sesso e condannato in primo grado il 25 aprile 2018 a undici anni per concussione. 

Nell’operazione furono sequestrati partite di stupefacenti e beni mobili per un valore complessivo di circa due milioni di euro, con perquisizioni a Bagnaia, Celleno, Tuscania, Tarquinia, Soriano nel Cimino e Vetralla, dove avrebbero operato i trafficanti albanesi. La maxinchiesta portò alla scoperta di un presunto cartello dedito al traffico internazionale di droga. Un network di matrice albanese, operante nel centro Italia, con basi operative in Roma, Viterbo, Livorno, e piattaforme di stoccaggio in Belgio e Albania.  Tra gli arrestati anche un giovanissimo Ismail Rebeshi, all’epoca non ancora trentenne. 

 – Traffico internazionale di cocaina, dopo nove anni punta a cavarsela in appello


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12 luglio, 2019

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