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Viterbo - La relazione della Direzione investigativa antimafia nel secondo semestre 2018

“Nella Tuscia presenza sporadica di pregiudicati campani e calabresi”

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La Dia - Direzione investigativa antimafia

La Dia – Direzione investigativa antimafia

Viterbo – “Mafia, nella Tuscia pregiudicati campani e calabresi”. Lo afferma la Direzione investigativa antimafia nella relazione semestrale relativa al secondo semestre (luglio-dicembre) del 2018.

 “Nella provincia di Viterbo, ove non emergono fenomeni delinquenziali direttamente riconducibili alla presenza strutturata di organizzazioni criminali di tipo mafioso, è stata nel tempo registrata la sporadica presenza di pregiudicati, in particolare di origine, campana, prevalentemente dediti a traffici di stupefacenti, e calabrese”.

La Dia ricorda un’operazione che risale al 27 marzo 2012: “a cura della polizia di Stato, che si è conclusa con l’arresto, tra Viterbo e Ladispoli, di 5 persone, tre delle quali stanziate nel territorio di Ladispoli, legati ai clan camorristici Mazzarella – Veneruso Castaldo, per concorso in spaccio di cocaina nella provincia di Viterbo”. Riferiti al territorio campano. 

Mentre per la presenza di pregiudicati di origine calabrese: “In particolare riferibili alle famiglie Bonavota del vibonese, Mammoliti, Romeo, Nucela e Pelle del Reggino, nonché al locale di Gal- licianò di Condofuri (RC).

In merito a quest’ultimo sodalizio un’inchiesta della Dda di Reggio Calabria ha evidenziato, nel 2013, il radicamento nel viterbese di propri esponenti che in tale area “ripulivano” i capitali di provenienza illecita attraverso la creazione di società immobiliari e di trasporti. Si annoverano, altresì, presenze riconducibili al clan lametino Giampà in connubio con sodalizi di altra matrice, anche straniera”.

Il periodo preso in considerazione si ferma al 31 dicembre. A fine gennaio è scattata l’operazione Erostrato.


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22 luglio, 2019

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