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Tarquinia - Lo annuncia il presidente dell'Anpi , Enrico Mezzetti - Questa sera al memoriale della Shoah in località Vigna del Piano la cena organizzata per ricordare e festeggiare la caduta di Benito Mussolini il 25 luglio 1943

“La pastasciutta antifascista di casa Cervi il prossimo anno anche a Pianoscarano”

di Daniele Camilli

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Tarquinia – Una “pastasciuttata” per seppellire il fascismo e lasciarlo dov’è finito, tra alterne vicende, il 25 luglio 1943. Sottoterra. Con la speranza che vi resti per sempre. Anche a Tarquinia, dove l’Anpi ha organizzato una cena per ricordare la caduta della dittatura. Questa sera alle 20,45 al memoriale della Shoah in località Vigna del Piano, la cittadella dell’associazione Semi di pace. Centocinquanta i coperti preparati per accogliere le persone. Il prezzo lo stabilisce chi partecipa. Con una donazione. E il prossimo anno, probabilmente, coinvolgerà pure il quartiere di Pianoscarano a Viterbo.

Una festa“La pastasciutta antifascista di casa Cervi…” per ricordare quanto avvenuto 76 anni fa, quando Benito Mussolini veniva prima sfiduciato e poi arrestato. Da quel momento, in Italia, il fascismo non avrebbe più avuto diritto di cittadinanza. Per riportarlo in vita ci volle l’occupazione nazista successiva all’8 settembre. Durò fino al 25 aprile del 1945. E quel giorno, a fare i conti con i fascisti, non furono più il re o Badoglio, ma i partigiani. Come più volte ricorderà, negli anni successivi, uno dei più grandi dirigenti politici del Partito comunista italiano, Giancarlo Pajetta, quando, nel corso delle tribune politiche televisive, si rifiutava sempre di parlare con gli esponenti del Movimento sociale ribadendogli, se la discussione si prolungava, che “noi, con voi, i conti li abbiamo già fatti il 25 aprile”.


Viterbo - Enrico Mezzetti

Viterbo – Enrico Mezzetti


“Quella di oggi è una festa – ha detto il presidente provinciale Anpi, Enrico Mezzetti – che richiama valori fondamentali. Democrazia, repubblica, antifascismo. Per contrastare le spinte che negano la storia e la memoria”. 

Venticinque luglio, caduta del fascismo. Una data da festeggiare. Anche a Tarquinia, dove l’associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi) ha organizzato una pastasciuttata antifascista aderendo, per la prima volta in tutta la Tuscia, a un’iniziativa che va avanti da 20 anni e che muove i passi da Alcide Cervi e Genoeffa Cocconi, padre e madre dei sette fratelli Cervi assassinati dai fascisti il 28 dicembre 1943 nel poligono di tiro di Reggio Emilia. Cinque mesi prima, la sera in cui cadde il fascismo, Alcide festeggiò con la pastasciutta offrendola anche a tutto il paese di Campegine in Emilia. Una sfida e al tempo stesso un affronto. I fascisti non perdonarono mai Alcide e la sua famiglia, da sempre antifascista. Di lì a poco gli ammazzarono infatti i figli. Sette. Tutti lo stesso giorno. Genoeffa morì l’anno dopo, nel 1944. Alcide nel 1970.

L’iniziativa risale però a vent’anni fa e oggi conta una novantina di feste lungo tutto lo stivale. Tra queste anche Tarquinia. Una vera e propria rete attiva in tutta Italia.


La famiglia Cervi

La famiglia Cervi


“Alla cena – prosegue Mezzetti – hanno aderito anche Arci, Coop, Cgil e portuali di Civitavecchia. Il prossimo anno pensiamo di farla anche a Pianoscarono a Viterbo dove l’Anpi ha la sede provinciale all’ex sezione Pci Ferdinando Biferali, partigiano originario di Civitavecchia e morto durante i bombardamenti. La sezione del sindaco di Roma Luigi Petroselli”. 

La festa a Tarquinia inizierà questa sera alle 19 con la visita al memoriale della Shoah di Vigna del Piano. Alle 20,45 la cena e subito dopo un concerto del gruppo “La Tresca”. Con chi parteciperà, oltre a Mezzetti, anche Lello Dell’Ariccia, scampato alla deportazione nei campi di sterminio, e la scrittrice Teresa Blasi Pesciotti.


Tarquinia - Studenti in visita al memoriale della Shoah

Tarquinia – Studenti in visita al memoriale della Shoah


“L’iniziativa nasce direttamente dalla sezione Anpi di Tarquinia, inaugurata solo pochi mesi fa – racconta Mezzetti -. Ed è la prima in assoluto in provincia di Viterbo. Per partecipare bisogna prenotare. Si entra gratuitamente e chi vuole fa una donazione. Tarquinia ha sessanta iscritti ed è diventata in poco tempo un vero e proprio punto di riferimento per tutta quanta l’organizzazione. Un’attività di volontariato entusiasmante. Una società civile che reagisce e prova a contrastare la deriva democratica in corso”.


Viterbo - Festa della Liberazione - Il corteo del 25 aprile 2017

Viterbo – Festa della Liberazione – Il corteo del 25 aprile


Le sezioni Anpi nella Tuscia sono in tutto otto. Viterbo, Tarquinia, Montefiascone, Nepi, Orte, Vetralla, Tuscania e Civita Castellana. Cinquecento iscritti in tutta la provincia. Ben cinque sezioni sono nate da quando Mezzetti è presidente. “L’Anpi – commenta Mezzetti – sta vivendo quello che il giornalista Gad Lerner ha definito ‘un inedito protagonismo politico’ toccatoci in sorte. Stiamo crescendo e per questo diamo fastidio. In un’epoca di barbarie, ma dove c’è ancora tanta voglia di resistenza”.

Daniele Camilli


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25 luglio, 2019

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