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Viterbo - Provincia - Il numero uno di via Saffi ha revocato il vice e le deleghe ai consiglieri - Era un passaggio in vista dell'intesa col centrodestra però già archiviata

Pietro Nocchi, un presidente solo al comando…

di Giuseppe Ferlicca

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Pietro Nocchi

Pietro Nocchi

Viterbo – Pietro Nocchi, un presidente solo al comando. Detto, fatto, il numero uno di palazzo Gentili ha azzerato la sua squadra, vice compreso.

Epilogo inaspettato di una vicenda politica partita mesi fa e che doveva vedere una collaborazione tra forze politiche, maggioranza e opposizione, per un ente che la legge ha ridotto ai minimi termini.

Ma a parte un’iniziale adesione dal centrodestra, il proposito era rimasto lettera morta. Fino a quando, con una presa di posizione ufficiale, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno escluso ogni forma di collaborazione.

Le parti restano distinte. Maggioranza da un lato, opposizione dall’altra. Concetto in qualche modo ribadito anche nell’ultima seduta di consiglio con il no della minoranza al bilancio consuntivo.

I segnali sono chiari, ma Nocchi ha deciso di proseguire secondo il vecchio schema e ha revocato le deleghe a tutti i suoi consiglieri: “Allo stato – precisa nel decreto – permangono le condizioni per adempiere all’impegno assunto in sede di consiglio provinciale”.

Tolti gli incarichi a Maurizio Palozzi (Pd), Eugenio Stelliferi (Pd), attualmente in carica, per il presidente l’occasione è stata per revocare deleghe anche a chi non le ha più, per il semplice fatto d’essere decaduto dal ruolo di consigliere, come Gianluca Angelelli, non più sindaco dallo scorso giugno e Aldo Fabbrini, non più consigliere comunale da oltre un anno.

Nelle intenzioni, l’azzeramento doveva essere il primo passo per redistribuire i ruoli pure a esponenti dell’opposizione, che però hanno cortesemente declinato.

La scelta politica aveva come motivazione, garantire all’ente di andare avanti, in una situazione non facile per le province e che sarà ancora più complicata, almeno per via Saffi, dopo ottobre.

Fra tre mesi si torna al voto e trattandosi d’elezioni secondarie, il corpo elettorale è composto da sindaci e amministratori locali. Dopo le ultime comunali alcuni comuni sono passati di mano ed è molto probabile che il prossimo consiglio provinciale si sposti verso destra.

Col risultato che il presidente di centrosinistra Pietro Nocchi, in carica in base alla legge fino al 2021, si troverebbe con un’assise d’altro orientamento. Senza contare che in maggioranza ci sono pure due consiglieri Moderati e Riformisti la cui presenza non è così assidua.

In questo clima arriva l’azzeramento. Forse la mossa di riprendersi tutte le deleghe non è così sbagliata. Nel dubbio, chi fa da sé…

Giuseppe Ferlicca


Articoli: Il centrodestra dice no al bilancio, intesa archiviata – Nocchi:  “Con il bilancio consuntivo ulteriori risorse per scuole e strade” – Tolomei e Bambini consiglieri a tempo


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18 luglio, 2019

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