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Cronaca - Il racconto di Massimiliano Bellacima di Navigazione Altolazio Bolsena: "Con me c'erano cinque giovani turiste, erano terrorizzate"

“Pioggia, vento e onde di un metro… un brutto quarto d’ora nel lago di Bolsena”

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Tempesta sul lago di Bolsena - Foto di Giancarlo Di Matteo

Tempesta sul lago di Bolsena – Foto di Giancarlo Di Matteo

Tempesta sul lago di Bolsena - Foto di Giancarlo Di Matteo

Tempesta sul lago di Bolsena – Foto di Giancarlo Di Matteo

Tempesta sul lago di Bolsena - Foto di Giancarlo Di Matteo

Tempesta sul lago di Bolsena – Foto di Giancarlo Di Matteo

Massimiliano Bellacima

Massimiliano Bellacima

Bolsena – (r.s.) – Nel lago di Bolsena mentre veniva giù la tempesta. Massimiliano Bellacima, titolare del servizio di navigazione pubblica ‘Navigazione Altolazio Bolsena’, se l’è vista brutta sabato pomeriggio. “Stavo circumnavigando l’isola Bisentina – racconta a Tusciaweb – quando ho visto un muro d’acqua fare il giro del lago e avanzare verso Bolsena. Ero al timone di una barca che trasportava cinque giovani turiste olandesi e credevo fosse la solita perturbazione estiva. Invece…”.

Bellacima era nei pressi del Bagno della Duchessa, che si trova sulla Bisentina. “Le turiste – continua – erano appena uscite dall’acqua, io stavo spiegando un po’ di storia dell’isola, quando abbiamo visto quel muro bianco avvicinarsi imponente verso di noi. Una tempesta, un temporale, una tromba d’aria. Non lo so. So solo che quel fitto muro d’acqua, che faceva da barriera rispetto a ciò che era dietro, c’ha messo un minuto e mezzo per venire dalla terra al centro del lago. Ha percorso circa otto chilometri a una velocità pazzesca. Il vento era forte, con raffiche di 70/80 chilometri orari. E in un attimo si sono formate onde alte un metro”.

Bellacima, nonostante l’esperienza e i tanti anni di navigazione, non nasconde di aver avuto un po’ di timore. “Abbiamo passato un brutto quarto d’ora – dice -, che ha dato del filo da torcere anche a chi, come me, sta tutti i giorni su una barca. La mia imbarcazione ha fatto un giro su se stessa, ma con una manovra in retromarcia sono riuscito ad avvicinarmi ancora di più alla Bisentina. Ovvero alla zona sud del lago, che in quel momento era la più sicura perché il vento soffiava da nord. Ma non potevo rimanere in acqua, sennò avrei messo a repentaglio la vita dei passeggeri. La mia priorità è stata quella di metterli al sicuro, e così ho deciso di sbarcare sull’isola. Uno sbarco d’emergenza obbligatorio”.

Le turiste, tutte giovanissime, erano sconvolte. “Acqua, tuoni e fulmini le avevano terrorizzate – rivela Bellacima – e una di loro è andata nel panico ed è scoppiata a piangere. Siamo rimasti sulla Bisentina finché non è passata la tempesta, ma nel frattempo ha piovuto in maniera inaudita. Le gocce venivano giù grosse come noci e addosso facevano male”.


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15 luglio, 2019

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