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Tribunale - Bassano Romano - Condannato a sette mesi l'uomo, che si è asserragliato in casa aizzando uno dei suoi dobermann contro i carabinieri - L'accusa aveva chiesto due anni e mezzo

Scappa nuda di notte dal marito ubriaco che vuole violentarla…

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L'avvocato Fabrizio Ballarini

Il difensore Fabrizio Ballarini

Bassano Romano – Scappa nuda nel cuore di una notte di dicembre dal marito ubriaco che la picchia e vuole violentarla. Condannato a sette mesi l’uomo, che si è asserragliato in casa aizzando uno dei suoi dobermann contro i carabinieri.

L’accusa aveva chiesto due anni e mezzo. L’uomo, di origine romene come la moglie, in Italia da 30 anni, era imputato di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale. Ma sentito il difensore Fabrizio Ballarini, il collegio ha derubricato il primo reato in percosse, con non luogo a procedere per remissione di querela, e riconosciuto l’attenuante della minore gravità per il reato di violenza sessuale. A salvarlo la moglie, che lo ha difeso a costo di rischiare di finire incriminata lei. 

I fatti risalgono alla sera del 18 dicembre 2014 quando la donna scappò di casa a torso nudo, cercando rifugio dai vicini, che dopo averle dato qualcosa per coprirsi, saputo che il marito le aveva strappato la maglietta per costringerla a fare sesso contro la sua volontà, hanno chiamato i carabinieri.

Al loro arrivo l’uomo, poi arrestato e già condannato per resistenza, era asserragliato in casa con un cane dobermann, scagliato contro i militari quando, aprendo repentinamente l’uscio, ha cercato di dileguarsi buttandosi dal balcone e andando a nascondersi in una delle gabbie per i cani che allevava in giardino.

La vittima, che nel frattempo si è rimessa col marito e ha ritirato la querela, è stata sentita interrogata ieri dalla pm Chiara Capezzuto, ritrattando quasi ogni accusa davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei, che l’ha invitata più volte a dire la verità.

“Troia, mignotta, fatti scopare”, sarebbe stata la frase ricorrente. La donna ha ammesso che il marito quando beveva diventava un altro, spiegando che dopo l’episodio del 18 dicembre di cinque anni fa si è convinto ad  andare al Sert.

E ha ammesso, non senza fatica, che di fughe notturne ce n’erano state altre, confermate anche dal vicino di casa che l’ha soccorsa quella notte.

La donna, per evitare il peggio, ogni volta che il marito dava in escandescenze, avrebbe passato la notte fuori casa, dormendo in auto oppure all’aperto, nel vicino bosco, quando l’uomo le nascondeva apposta la chiave della macchina.

“Chiedo perdono a mia moglie, lei non si merita questo. Chiedo scusa ai nostri due figli, entrambi laureati, che sono i nostri gioielli. Chiedo scusa per avere rovinato una vita felice e piena di soddisfazioni. Siamo in Italia dal 1991, stiamo insieme da trenta anni. Quando bevo arrivo a un punto che non so quello che faccio. Sono in cura al Sert, sono disposto a farmi ricoverare in una struttura”, ha detto in lacrime l’imputato, spiegando di avere iniziato a bere dopo avere perso il lavoro. 

Silvana Cortignani


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17 luglio, 2019

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