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Tribunale - Nepi - A parlare una mamma che ha riferito in aula le confidenze del figlio - Sotto accusa l'insegnante della scuola materna "Stradella" - Deve rispondere di maltrattamenti aggravati e abbandono di minori

“La maestra metteva i bambini seduti prendendoli per le orecchie”

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Nepi - L'istituto comprensivo Alessandro Stradella

Nepi – L’istituto comprensivo Alessandro Stradella

Nepi – (ma.ma.) – “La maestra metteva i bambini seduti prendendoli per le orecchie”. Con queste parole una mamma ha raccontato in aula una delle tante confidenze fatte da suo figlio. Il piccolo è stato un alunno della scuola materna “Stradella” di Nepi di cui un’insegnante è accusata di maltrattamenti aggravati e abbandono di minori nei confronti dei 26 bambini della sua classe. Il processo che vede la donna imputata è ripreso ieri pomeriggio davanti al giudice Gaetano Mautone. La difesa è affidata a Michele Rizzo e Vania Serena Oliverio. I genitori di sette piccoli si sono costituiti parte civile con gli avvocati Marco Russo e Mara Mencherini.

La maestra sarebbe stata inchiodata dalle telecamere. Tra i maltrattamenti l’aver preso gli scolari per le orecchie e a calci nel sedere. Li avrebbe anche messi in punizione con la faccia contro il muro, arrivando al punto di negargli di andare in bagno. Poi urla, offese e minacce: “Se non la smetti ti picchio”, “Se fai il cattivo ti lego alla sedia”.

Alcuni genitori fecero un esposto ai carabinieri nell’ottobre 2016, il 12 dicembre sono stati chiesti gli accertamenti tecnici, dal 10 al 19 gennaio 2017 sono state effettuate le intercettazioni audio e video nell’aula. L’imputata è stata sospesa dal servizio dal 27 gennaio 2017 per un anno. 

In aula ieri pomeriggio sono stati ascoltati l’ultimo testimone dell’accusa e quattro testimoni della difesa di Silvia Palma, questo il nome dell’imputata, originaria della provincia di Caserta.

“La maestra metteva i bambini seduti prendendoli per le orecchie – ha raccontato in aula la madre di uno dei bambini della scuola materna –. Mi ha detto queste cose mio figlio. Mi ha anche raccontato che una volta la maestra ha dato un calcio a un suo amichetto per farlo alzare da terra”.

Poi un evento di cui la madre stessa è stata testimone. “Un pomeriggio – ha spiegato – mentre facevo la doccia a mio figlio ho visto che gli mancavano delle ciocche di capelli in testa”. Il bambino avrebbe raccontato alla madre che un suo amichetto gli aveva tagliato i capelli e che la maestra non si era accorta.

Poi un ultimo episodio con protagonista un compagno di classe del figlio che in un’occasione perse sangue da una ferita, di un intervento subito precedentemente, a causa di un calcio di un compagno. Episodio su cui la maestra non avrebbe vigilato.

Nel corso dell’udienza è stato ricordato anche il contenuto di un filmato dove l’insegnante strattona un bambino per farlo rialzare da terra. 

In aula sono state ascoltate anche due collaboratrici scolastiche e due insegnanti.

In base alle testimonianze è emerso che le classi dell’istituto erano 7 e che c’era l’abitudine tra le maestre di tenere la porta aperta. Consuetudine però che non tutti i testi hanno confermato essere rispettata dall’imputata. Nelle classi c’era poi la compresenza di due maestre ma soltanto dalle 11 alle 13, ore in cui c’era anche la mensa. Non è stato chiarito se i bambini venissero accompagnati o meno in bagno dal momento che non tutte le testimonianze hanno fornito una versione comune. Nessun teste ha poi ricordato episodi di violenza verbale o minacce da parte della maestra. Chiarito poi il fatto che non ci fosse un’insegnate di sostegno. 

Una delle insegnanti, chiamate a testimoniare, ha poi ricordato l’episodio in cui un bambino perdeva sangue da una ferita di un precedente intervento.

Al termine il giudice ha fissato un’udienza straordinaria, il 14 gennaio, per completare l’istruttoria. In aula verranno ascoltati quattro testi. 


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6 luglio, 2019

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