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Viterbo - Il presidente Alberto Valentini fa il bilancio dell'evento gastronomico che si è svolto dal 4al 7 luglio

“Slow food village, il pubblico ha colto le particolarità dell’evento”

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Viterbo - Slow food village

Viterbo – Slow food village

Viterbo - Slow food village

Viterbo – Slow food village

Viterbo - Slow food village

Viterbo – Slow food village

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Si è concluso già da alcuni giorni ma è ancora viva l’eco dei tanti momenti vissuti alla settima edizione dello Slow food village, il festival ecogastronomico svoltosi a Viterbo dal 4 al 7 luglio, che quest’anno come non mai ha proposto un vero e proprio viaggio nella biodiversità non solo locale ma anche nazionale.

La Cipolla di Giarratana, il Fagiolo zolfino del Pratomagno, la Susianella di Viterbo, la Roveja di Civita di Cascia, le Antiche Mele dell’Alto Friuli, il Riso di Grumolo delle Abbadesse.

Sono solo alcuni degli oltre 50 Presìdi Slow Food provenienti da tutta Italia. Un gustoso e intrigante itinerario tra sapori, storie e territori a rischio estinzione che invece in questa occasione sono stati i protagonisti assoluti nei numerosi laboratori del gusto e in esposizione nella Casa della Biodiversità allestita nella ex chiesa degli Almadiani.

Accanto al tema della biodiversità l’altro focus dell’evento, intitolato non a caso “Viaggiacibando”, è stato il “turismo lento” approfondito grazie alla presenza di esperti, rappresentanti istituzionali ed esponenti di Slow Food in alcune sue specificità: enogastronomico, sostenibile, esperienziale e accessibile, con l’obiettivo di promuovere un turismo buono, pulito e giusto per tutti. Da qui l’ipotesi di predisporre un’offerta turistica ad hoc in occasione della prossima edizione dello Slow Food Village.

Molto apprezzate sono state anche le specialità proposte dagli street food, accuratamente selezionati per gustare al volo le tipicità della tradizione culinaria italiana e locale con le specialità provenienti da: Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Marche, Puglia, Sicilia e ovviamente dalla Tuscia.

Ma anche con una nota esotica: il cibo messicano. E poi la birroteca con un’offerta ampissima di birre artigianali e l’enoteca con oltre 100 etichette di vini in degustazione.

Tra i momenti più significativi: la consegna del Premio “Italo Arieti” ad Anna Moroni, cuoca e noto personaggio televisivo, “per aver promosso instancabilmente la cucina della tradizione italiana”; la presentazione della Guida agli Extravergini di Slow Food, il viaggio nel tempo tra costumi e aromi del Rinascimento; la performance con tanto di assggio delle ciliegie di Celleno; la descrizione da parte degli studenti del progetto “Bio Ergo Sum”; la degustazione dei piatti nepalesi, curdo-siriani ed etiopi organizzata in collaborazione con Arci Viterbo; l’illustrazione del progetto “Diversamente ghiotti” rivolto ai ristoratori affinché adottino buone pratiche per le persone disabili; l’incontro per stimolare la nascita nella provincia di Viterbo di nuove Comunità Slow Food: del Pamparito di Vignanello, dei produttori dell’Antica Città di Castro, dell’agricoltura sociale della Tuscia, del borgo di Civita di Bagnoregio, dell’antica lenticchia di Onano e del Fagiolo del Purgatorio di Gradoli.

Così come sono stati sempre molto seguiti gli appuntamenti per i bambini che con entusiasmo si sono cimentati nelle attività laboratoriali sia di cucina sia della fattoria didattica Agriland-Il Giardino di Filippo, o le esibizioni degli artisti di strada del “Teverina Buskers”.

Molto partecipati anche gli incontri con i rappresentanti istituzionali e gli esperti di rilevanza nazionale tra cui: Enrica Onorati, assessore all’Agricoltura della Regione Lazio, Cristiana Avenali, responsabile dell’Ufficio di scopo per i Piccoli Comuni e i Contratti di Fiume; Giovanni Maria Arena, sindaco di Viterbo; Alessia Mancini e Marco De Carolis, assessori comunali di Viterbo; Luigi Cremona e Lorenza Vitali, grandi scopritori di talenti tra chef, pizzaioli e sala; Fabio Cracchia, esperto di vini tra i più rinomati; Marco Oreggia, curatore della guida di olio più importante al mondo; Vincenzo Mancino, testimonial per il Lazio a Expo e ideatore di progetti per la promozione delle tipicità territoriali e di progetti sociali; Stefania Ruggeri, ricercatrice e nutrizionista Crea.

“Sono molto contento – ha detto Alberto Valentini, presidente di Slow Food Viterbo e Tuscia – della grande partecipazione del pubblico, che ha colto le peculiarità dell’evento proposto secondo una visione integrale del cibo che investe oltre all’ambito gastronomico, anche quello ambientale, nutrizionale, educativo e sociale. Ma lo Slow Food Village per noi non è altro che una tappa: un punto di arrivo e di partenza. Grazie ai molteplici incontri si sono generate molteplici opportunità che ci consentono di continuare con ancora più determinazione il nostro viaggio per far conoscere la ricchezza della biodiversità e gli accorgimenti per preservarla”.

Slow food Viterbo e Tuscia


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11 luglio, 2019

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