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“I soldi non ci sono… e i saldi non funzionano”

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Viterbo – “I soldi non ci sono… e i saldi non funzionano”. Sacrosanta verità. E in più ci si mettono pure i mutamenti climatici a peggiorare la situazione. Il dipinto perfetto di un mondo del commercio viterbese non più semplicemente in crisi. Ma in coma profondo. La vox populi dei commercianti di quella parte di centro storico che da via Roma si staglia lungo tutto Corso Italia fino a piazza del Teatro. Protagonista della Notte in saldo dello scorso week end. 

Qui insiste la zona grigia del centro storico dentro le mura. La parte dimenticata del tutto. Che se non ci fosse il trasporto della Macchina di Santa Rosa avrebbe veramente rischiato l’oblio. Non un festival, nessun grande evento. Non una politica di valorizzazione turistica di lungo periodo. Servizi che lentamente ma inesorabilmente se ne sono andati. Se un turista arriva in piazza delle erbe non sa veramente cosa andare a vedere. E se lo sa, probabilmente lo trova chiuso. Meno male che ai suoi margini, in piazza dei caduti a luglio, c’è almeno lo Slow food. Piazza del comune e via Marconi fanno da confine. La prima con la città vecchia di Viterbo, i quartieri medievali, che, pur’essi, non se la passano affatto bene. [4] La seconda con le zone popolari e multietniche a ridosso di porta Fiorentina.


Viterbo - Luciano Di Marco [5]

Viterbo – Luciano Di Marco


Una realtà, quella del centro a est della città, che, se ancora resiste, lo deve quasi esclusivamente alla buona volontà, e al volontariato, delle stesse famiglie dei commercianti. Sostenute spesso dalle organizzazioni di categoria. Tra queste la Cna della segretaria Luigia Melaragni che è stata tra le protagoniste della rete di imprese Viterbo capitale medievale che ha beneficiato di 100 mila euro da parte della regione Lazio spendendoli al servizio del centro storico. Dove la crisi è più acuta.

“I soldi non ci sono… e i saldi non funzionano”. L’ha detto Luciano Di Marco. Tutto d’un pezzo davanti all’ingresso del suo negozio in via Roma. Di Marco sport. In decenni di attività avrà servito tutte le squadre dilettantistiche di calcio della provincia di Viterbo. Negli anni ’80 la borsa di Di Marco sport col tizio capellone-barbalunga sullo sfondo era un vero e proprio must.


Viterbo - Corso Italia [6]

Viterbo – Corso Italia


Sabato sono iniziati i saldi che dovrebbero dare una boccata d’aria. Vale a dire portare più persone del solito a fare acquisti. Stagione iniziata con la festa della Notte in saldo/festival degli artisti [7] organizzato dagli assessorati alla cultura e allo sviluppo economico del comune. Marco De Carolis e Alessia Mancini. Con il supporto della Shake animazioni e della rete d’imprese Viterbo capitale medievale. Manifestazione riuscita e belle le esibizioni degli artisti di strada. La buona volontà di una città che quando vuole sa alzare la testa. Però non basta e le dinamiche che in questi anni hanno spazzato via una fetta consistente del mondo del commercio del centro storico, soprattutto a destra di via Cavour, spesso vanno ben oltre la portata di un’amministrazione locale. 

E i saldi non aiutano. Non solo, ma la gente per strada, sarà che ieri era lunedì, alle sei del pomeriggio era molto poca. Concentrata in gruppi sparsi soprattutto al Corso. Via Saffi, un tempo la via Condotti di Viterbo che la crisi e scelte imprenditoriali sbagliate hanno raso al suolo dal punto di vista economico, via Saffi era praticamente deserta.


Viterbo - Saldi di stagione [8]

Viterbo – Saldi di stagione


“Fiacchi, stanno andando fiacchi – dice infatti Luciano Di Marco -. Perché in un momento di crisi come questo… i saldi li abbiamo fatti tutti gli anni”. Come a dire. Roba sperimentata già da un pezzo. “Alla fine, no – prosegue -. Per me proprio non vanno. Qualcosina qua e là. Una volta erano importanti. Adesso gli sconti si fanno tutto l’anno. E poi c’è un problema di base. Non ci sono i soldi. E i saldi non funzionano”.


Viterbo - Via Saffi [9]

Viterbo – Via Saffi


Il mondo del commercio ha rappresentato per secoli l’anima dello sviluppo economico cittadino. Colpita a morte, prima ancora della crisi, dallo spopolamento, negli anni ’70-’80 nel centro storico vivevano 35 mila persone, adesso sono meno di 10 mila, e dalla grande distribuzione fuori le mura. vere e proprie cittadelle del consumo. Dove trovi tutto e esci dopo ore. Quindi, voglia di passare in centro saltami addosso. Grande distribuzione attorno alla quale, fra l’altro, si sono addensati anche i quartieri periferici costruiti negli ultimi decenni. E lì, il grosso della popolazione viterbese.


Viterbo - Via Cavour [10]

Viterbo – Via Cavour


Non ci sono i soldi. “E questo significa – spiega Di Marco – che ormai funziona solo l’economico. Ad esempio la ciabatta a 4 euro e 90”. E tutto il sistema si è ristrutturato attorno a questo. “Prima – riprende la parola Di Marco – i prodotti erano fatti tutti di pelle e cuciti. Ora sono plastica e incollati. Per cui la colla, dopo due anni, tre anni, se sfalda e non regge più”.

Ci saranno però tendenze al consumo specifiche, su cui in qualche modo contare? “Sì – risponde Luciano Di Marco -. Le cose che vanno sono quelle estremamente economiche oppure il ragazzo appassionato per un modello che ambisce e ti spende pure 150 euro. Non c’è più il cliente medio. Le buste che si vedono in giro sono soprattutto quelle dei grandi marchi. Magliettine a tinta unita. Niente di eccezionale. Però sei convinto che hai fatto shopping. Ma se vai a stringne…”.


Viterbo - I fratelli Labellarte [11]

Viterbo – I fratelli Stefano e Gaetano Labellarte


A pesare sui saldi, anche i mutamenti climatici in corso da anni. Una volta l’inverno di fatto cominciava a novembre. Adesso direttamente a gennaio. L’estate era anticipata dalla primavera non da fitte piogge fino alla fine di maggio. Con l’estate che ti scoppia in testa all’improvviso. E questo, per i commercianti significa che i saldi non sono più di fine stagione, ma nel pieno della stessa.

“Prima c’era agosto-settembre-ottobre – raccontano i fratelli Labellarte, Gaetano e Stefano -. E quelli erano i saldi estivi. Adesso i saldi sono a gennaio e a luglio. Praticamente in piena stagione. Perché le stagioni sono cambiate. Le cose estive servono a luglio. Quelli invernali a gennaio. I saldi sono troppo anticipati e in questo modo non vanno incontro alle esigenze di nessuno”.

Gaetano Labellarte, questo il marchio, è un atelier di abiti su misura e servizi sartoriali, abiti da sposo e da cerimonia. Con grandi firme al seguito e sartoria made in Italy. Gli anni che sta in centro a Viterbo non si contano più.


Viterbo - Saldi di stagione [12]

Viterbo – Saldi di stagione


“Inoltre i saldi – fanno notare i fratelli Labellarte – sono un pò più diluiti, non c’è l’assembramento di una volta. Sono anni che i saldi non sono più l’evento con la calca di fuori. Un periodo talmente lungo e i saldi sono talmente anticipati rispetto a quelli di una volta che uno se la prende più comoda”.

“Poi un po’ la grande distribuzione, un po’ le offerte lungo tutto l’arco dell’anno… Insomma, siamo arrivati al punto che abbiamo iniziato a fare i saldi appena apre la stagione. Una volta i saldi erano a fine stagione. Uno acquistava i capi in vista dell’anno successivo e i commercianti esaurivano quello che non erano riusciti a vendere durante la stagione. Adesso, invece, i commercianti sono costretti a vendere sottoprezzo in piena stagione”.

Daniele Camilli


Multimedia – Fotogallery: Saldi di stagione [13] – La festa per i saldi [14]L’inaugurazione della notte in saldo [15] – Video: La notte in saldo [16]Il festival degli artisti di strada [17]Fabrizio Cardoni, 35 anni commerciante  [18]

Articoli: “Se c’è qualcosa da fare, le persone vengono in centro…” [7] – Sputafuoco, giocolieri e musici in tutto il centro storico [19]


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