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Viterbo - Consiglio comunale - Zuffa per la nomina del cda prima fra maggioranza e opposizione e poi nel centrodestra - Marini (FI) minaccia d'andarsene

Sonoro scontro sulla scuola musicale

di Giuseppe Ferlicca

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Viterbo - Animi accesi in consiglio sulla scuola musicale

Viterbo – Animi accesi in consiglio sulla scuola musicale

Viterbo - Animi accesi in consiglio sulla scuola musicale

Viterbo – Animi accesi in consiglio sulla scuola musicale

Viterbo - Animi accesi in consiglio sulla scuola musicale

Viterbo – Animi accesi in consiglio sulla scuola musicale

Viterbo – Sulla scuola musicale se le suonano in maggioranza. Centrodestra in ordine sparso per l’elezione del nuovo consiglio d’amministrazione, tra chi vuole andare subito alla nomina e chi, invece, ritiene giusto rinviare.

La coalizione che sostiene il sindaco Arena era pronta, il problema ieri in consiglio comunale ce l’aveva la minoranza.

Molte assenze e quindi impossibilitati a fornire i due nomi che spettano loro fra i 15 che hanno presentato un curriculum. Altri due sono scelti dall’altra parte. Ma questo poco conta, il centrodestra è bravo a litigare anche su questo.

È Giacomo Barelli (Viva Viterbo) a chiedere di rinviare. Paola Bugiotti (FI), che ha la delega alla scuola, propone d’andare avanti: “Ormai sono settimane che aspettiamo”.

Stesso concetto, in modo più esplicito, espresso da Antonio Scardozzi: “Noi non possiamo aspettare i loro comodi, non mi sta bene”. E siccome serviva un rinforzino, ci pensa Stefano Caporossi (Lega): “Organizzatevi – tuona Caporossi – siete ridicoli”.

Dall’altra parte non sembrano molto interessati. Giacomo Barelli salomonicamente fa presente che se vogliono votare il cda lo facciano.

Dall’altra sponda, Gianmaria Santucci (Fondazione) reputa inopportuno andare alla nomina in queste condizioni. Come nella migliore delle tradizioni, la soluzione è sospendere i lavori.

Col risultato che al rientro, lo scontro si è spostato da maggioranza – opposizione, tutto all’interno del centrodestra.

L’indicazione rimane votare, ma Giulio Marini, capogruppo FI, trova la decisione stonata. “Manca un partito, il Pd – grida affinché i colleghi ascoltino – non mi pare corretto e non ci sto”. Poi minaccia di andarsene via. Prende anche la borsa.

Qualcuno prova a farlo desistere, dandogli la motivazione: “Chissenefrega” è la risposta inequivocabile di Marini.

Probabilmente, gli avranno fatto notare quello che poi Santucci dice apertamente: “Se oggi non c’è il numero legale salta la seduta e domani dobbiamo tornare di nuovo qui”.

L’uscita dell’azzurro mette i numeri a rischio. Si vota il rinvio. Saggia proposta del presidente Stefano Evangelista.

Proposta approvata, con chi nel centrodestra vota a favore, chi contrario e chi si astiene. Non proprio una bella armonia.


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13 luglio, 2019

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