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Stupro al pub di CasaPound, carcere confermato per Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi

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Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi [3]

Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi

Gli avvocati Domenico Goriziglia, Valerio Mazzatosta e Giovanni Labate all’uscita dal tribunale di Viterbo [4]

Gli avvocati Domenico Goriziglia, Valerio Mazzatosta e Giovanni Labate all’uscita dal tribunale di Viterbo

Stupro al pub di Casapound - Il caso a "Chi l'ha visto?" [5]

Stupro al pub di Casapound – Il caso a “Chi l’ha visto?”

Viterbo – (sil.co.) – Stupro al pub di CasaPound, confermato il carcere per Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi. 

No della gip Savina Poli alla revoca degli arresti e alla concessione dei domiciliari. Parere negativo all’alleggerimento della misura ha dato anche l’avvocato Franco Taurchini per la vittima e i suoi familiari.

“Licci e Chiricozzi si sono detti pentiti, dicendo però che erano tutti e tre ubriachi, per scaricare la responsabilità anche sulla vittima – sottolinea il legale della 36enne -. Poi hanno offerto un risarcimento ridicolo, di poche migliaia di euro, assolutamente inadeguato per questo tipo di reato. Per quanto ne sappiamo, il video che hanno girato potrebbe essere ovunque, circolare su internet alla portata di milioni di persone. Senza contare che dai domiciliari sarebbero in grado di far contattare la vittima per farle pressione. Per questo abbiamo detto no” .

Il pm Michele Adragna, invece, che ha interrogato Licci e Chiricozzi di nuovo una settimana fa, aveva dato parere favorevole. Secondo il giudice per le indagini preliminari, che avrebbe evidenziato ancora volta la pericolosità sociale dei due ventenni, sussiste ancora oggi il rischio di inquinamento delle prove.

Per il sostituto procuratore, invece, il video girato durante lo stupro della vittima sarebbe di per sé prova sufficiente della violenza sessuale di gruppo aggravata per la quale i due ex esponenti di CasaPound, espulsi dal movimento neofascista in seguito all’arresto, sono a Mammagialla dallo scorso 29 aprile. 

Al termine dell’interrogatorio i difensori hanno presentato istanza di revoca della misura di custodia cautelare in carcere, col parere favorevole del pm, che avrebbe tenuto conto anche della giovanissima età dei due ragazzi. Ma la gip Poli, che in questi giorni sostituisce la collega Rita Cialoni, ha rigettato la richiesta. 

Venerdì della settimana scorsa, il 12 luglio, Licci e Chiricozzi, il 21enne di Viterbo e il 19enne di Vallerano, all’epoca consigliere comunale di CasaPound, sono comparsi davanti al pubblico ministero Adragna, titolare delle indagini, che ha accolto la richiesta dei due giovani di essere interrogati per alcuni chiarimenti relativi alla vicenda.

Come è noto, salvo sorprese, la procura presumibilmente subito dopo la pausa estiva chiederà il giudizio immediato, non appena sarò depositata la perizia sui telefoni cellulari, ultimo tassello di un’inchiesta praticamente chiusa, considerato l’incidente probatorio durante il quale, a maggio, è stata cristallizzata la versione della vittima, una viterbese di 36 anni, pronta a costituirsi parte civile con l’avvocato Franco Taurchini.

I difensori Giovanni Labate, Domenico Gorziglia e Marco Valerio Mazzatosta, una volta fissata la data dell’eventuale processo, potranno ancora scegliere di chiudere la vicenda col rito abbreviato da celebrarsi a porte chiuse davanti al gip, che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena. 


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