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Cultura - Il pamphlet firmato da Luciano Bianciardi e Carlo Cassola - A Viterbo il libro verrà presentato a settembre alla libreria Etruria in duetto dai curatori - Postfazione di Antonello Ricci

Torna in libreria “I minatori della Maremma”

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 "I minatori della Maremma"

“I minatori della Maremma”

Una recensione sul Repubblica de "I minatori della Maremma"

Una recensione sul Repubblica de “I minatori della Maremma”

Nuvole a Sciangai - Antonello Ricci alla Marina di Grosseto fotografato da Fabio Stassi

Nuvole a Sciangai – Antonello Ricci alla Marina di Grosseto fotografato da Fabio Stassi

Una recensione sul Corriere della Sera de "I minatori della Maremma"

Una recensione sul Corriere della Sera de “I minatori della Maremma”

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Torna in libreria, per i tipi di Minimum Fax, lo storico pamphlet firmato da Luciano Bianciardi e Carlo Cassola “I minatori della Maremma” pubblicato per la prima volta da Laterza nel 1956 nella collana “I Libri del Tempo”.

Protagonisti dell’operazione due viterbesi: il romanziere Fabio Stassi (Sellerio e Minimum Fax), curatore della riscoperta editoriale nonché autore delle note biobibliografiche sugli autori, e Antonello Ricci, autore della postfazione. A settembre presentazione alla libreria Etruria.

Torna in libreria “I minatori della Maremma”, il libro-denuncia di Luciano Bianciardi e Carlo Cassola, pubblicato per la prima volta nel 1956 dall’editore Vito Laterza. Regista dell’operazione di riscoperta lo scrittore ed editor Fabio Stassi (viterbese di adozione) che ha affidato la responsabilità della postfazione ad Antonello Ricci.

Di quest’ultimo sono note le frequentazioni maremmane, sia biografiche che di studio: dal lontano “Maremme in leggio” del 2000 al recente “Giardino e morte del signor Palomar”).

“I minatori della Maremma” (257 pagine, 15 €) prende le mosse dalla tragedia del 4 maggio 1954, quando a Ribolla (Grosseto) una esplosione di grisù causò la morte di 43 minatori di turno nel pozzo Camorra della Montecatini.

Negli anni immediatamente precedenti la sciagura, i due scrittori erano stati impegnati nel raccontare le condizioni di vita dei minatori grossetani. Un primo saggio di questo lavoro di inchiesta era stato pubblicato sulla rivista “Nuovi Argomenti”. Il volume raccoglieva parte di quelle inchieste integrandole con altre successive.

Il libro è articolato in due sezioni. La prima, di impianto storico e sociologico, dà conto dell’evoluzione storica dello sfruttamento minerario in Maremma, delle forme di insediamento dei villaggi minerari, dell’organizzarsi dei minatori in forza sociale.

La seconda, meno cospicua in termini di pagine, ma molto significativa nell’economia generale dell’opera, contiene le biografie di alcuni dei minatori incontrati dai due autori tra grossetano e colline metallifere durante la campagna di ricerca.

Il tutto incorniciato, in questa nuova edizione, dai profili biobibliografici di Bianciardi e Cassola (a cura di Fabio Stassi) e da una postfazione ricca di suggestioni che spaziano dal paesaggio e dal mito della Maremma fino a toccare la poetica letteraria dei due scrittori.

“I minatori della Maremma” rimane a tutt’oggi un esempio di grande giornalismo narrativo: poiché in nessun punto, in essi, si sacrifica la potenza letteraria all’istanza informativa.

A Viterbo il libro verrà presentato a settembre alla libreria Etruria in duetto dai curatori Stassi e Ricci.

Marco D’Aureli


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17 luglio, 2019

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