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Corte dei conti - Dovranno risarcire l'azienda sanitaria per non avere vigilato - A processo per truffa e falso i responsabili della coop che fino al 2017 aveva l'appalto

Truffa sul trasporto malati, condannati due dipendenti Asl

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La Corte dei conti a Roma

La Corte dei conti a Roma

Viterbo – (sil.co.) – Presunta truffa sui voucher di viaggio da parte di una cooperativa trasporto disabili, condannati dalla corte dei conti due dipendenti della Asl di Viterbo che non avrebbero vigilato.

I due dipendenti dell’azienda sanitaria sono stati condannati a pagare, rispettivamente, 3.754 euro e 474,93 euro, contro gli 11.639,90 e i 5.819,95 chiesti dalla procura generale, secondo cui il danno complessivo era superiore ai diciassettemila euro.  

Secondo le indagini della guardia di finanza, che hanno fatto seguito a una segnalazione giunta all’inizio del 2017, sono emerse “discordanze sulla distanza chilometrica dei percorsi effettuati dai veicoli utilizzati dalla cooperativa, sulla fatturazione di prestazioni che non sarebbero mai state rese, sull’avvenuta liquidazione, da parte della Asl, del diritto di chiamata anche in caso di mancata attivazione del soccorso 118”

La corte dei conti si è concentrata su due impiegati che, secondo la corte dei conti, non avrebbero effettuato “un controllo sostanziale sulla corrispondenza delle prestazioni fatturate dalla cooperativa alle norme regionali e alla convenzione stipulata con la Asl, ma soltanto un controllo superficiale”. 

“Le distanze chilometriche per il trasporto dei dializzati, dalla loro abitazione al centro dialisi, erano palesemente abnormi, così come erano palesemente gonfiati i tempi di percorrenza”, secondo l’accusa. 


– Truffa sui voucher di viaggio, cooperativa trasporto disabili accusata di frode ai danni della Asl


Il processo penale a carico dei due responsabili della cooperativa, accusati di falso e truffa allo stato, si è aperto pochi giorni fa, l’8 luglio, davanti al giudice Elisabetta Massini. Parte civile contro gli imputati, per il risarcimento dei danni, la Asl di Viterbo.

L’accusa di falso, in particolare, sarebbe legata ai voucher di viaggio, con false attestazioni per prestazioni non rese. 

Tra le prove introdotte dalla procura, 5 verbali della guardia di finanza, tre raccomandate della Asl del 3 settembre 2002, del 12 settembre 2002 e del 9 maggio 2012, un elenco di fatture emesse dalla Asl, gli accertamenti sulle banche relativi alle ondagini patrimoniali. L’accusa si è invce riservata sulla produzione documentale relativa ai voucher, che sarebbero allegati alle sommarie informazioni testimoniali raccolte nel corso dell’inchiesta. Tra le prove anche la determina regionale numero 1614 del 2001. 

Il processo entrerà nel vivo il prossimo 9 dicembre, quando saranno sentiti i primi testimoni dell’accusa. 

 

 


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28 luglio, 2019

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