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Viterbo - Siamo impresa agricoltura vicina agli agricoltori dei Monti Cimini

“Tuteliamo la salute senza demonizzare i fitofarmaci”

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Il tavolo in prefettura sui fitofarmaci

Il tavolo in prefettura sui fitofarmaci

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il 15 luglio scorso si è tenuto un incontro d’urgenza con il prefetto di Viterbo Giovanni Bruno che si è prestato ad ascoltare e a dar voce alle rimostranze dei produttori che lamentano, da tempo, regole non uniformi sui fitofarmaci tra i sindaci della Tuscia. 

L’incontro temutosi in prefettura tra associazioni di categoria e i primi cittadini del Viterbese non è stato esente da prese di posizioni, tra chi ha ribadito che non ritirerà le ordinanze contro l’uso irregolare dei pesticidi da parte degli agricoltori, e chi ha affermato con determinazione, minacciando provvedimenti legali contro determinate diffamazioni, che questo atteggiamento stia danneggiando eccessivamente i produttori stessi, che per primi hanno a cuore la salute dei propri consumatori. 

Domenico Cosentino, presidente nazionale di Siamo impresa agricoltura, dalla sua sostiene che: “La salute delle persone e la salubrità dell’ambiente in cui queste risiedono vanno tutelate sopra ogni cosa, ma norme eccessivamente restrittive, e per giunta non uniformi sui Monti Cimini, rischiano di creare disuguaglianze ed ingiustizie tra gli agricoltori che operano nella stessa zona”. 

Poi aggiunge, confidando in una risoluzione rispettosa che tenga conto degli agricoltori d’eccellenza coinvolti “Poter lavorare bene, nel rispetto delle norme e dell’ambiente, per i produttori non può essere condizionato, ed è quasi assurdo che lo sia, da singoli ‘protagonismi’; il rispetto delle leggi, la tutela dell’ambiente e della salute pubblica dei cittadini, passi in primis da un piano normativo condiviso ed equo per tutti”. 

Poi conclude visto il gran dibattito che i fitofarmaci stanno creando in questi giorni “Non si cada nell’uso mediatico della questione, ma piuttosto, che mi pare il fulcro su cui mantenere viva l’attenzione, si tutelino le produzioni agricole, che ci contraddistinguono nel mondo, senza gettare fango sui singoli comuni, creando sinergia, invece, tra chi amministra gli stessi, affinché vengano meno diatribe inutili e l’intero ecosistema possa beneficiare del ‘lume della ragione’”.

Direzione nazionale Fenapi


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18 luglio, 2019

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