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Viterbo - A raccontare quanto successo ieri mattina è il segretario della Uil Giancarlo Turchetti - Il sistema operativo dell'azienda non avrebbe più funzionato e chi stava in fila sarebbe stato rimandato a casa

“Un computer ferma le analisi alla Asl”

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Viterbo - Raffica di multe alla Cittadella della salute

Viterbo – La Cittadella della salute

Viterbo - Il segretario Giancarlo Turchetti

Viterbo – Il segretario Giancarlo Turchetti

Viterbo - Gli sportelli alla Cittadella della salute

Viterbo – Gli sportelli alla Cittadella della salute

Giancarlo Turchetti

Giancarlo Turchetti

Viterbo – “Un computer ferma le analisi alla Asl”. Sarebbe successo ieri mattina, alla cittadella della salute a Viterbo. Sede dell’azienda sanitaria locale. A raccontare la storia è direttamente il segretario regionale della Uil, Giancarlo Turchetti che, all’alba, è andato alla cittadella per prendere il numero, fare la fila e poi il prelievo.

“Un computer – ha detto Turchetti – non può pregiudicare un diritto. Specialmente quello alla salute”.

Tutto inizia alle 6 e mezzo di mattina. “L’ora – spiega il segretario della Uil – che sono arrivato alla Asl. Per prendere il numero e fare la fila. Come fanno tutti. Ero il numero 9. Attorno alle 8 chi era di servizio ha cominciato a far pagare il ticket alle persone. Pensavamo che tutto filasse liscio. Invece, arrivati al numero 6, tutto si è bloccato. Il sistema operativo, i computer, della Asl pare non abbia più funzionato”.

Conseguenze? “Io – ha commentato Turchetti – e tanti altri ce ne siamo andati. Personalmente, siccome avevo urgente bisogno di fare le analisi, sono andato da un privato, all’istituto Giovanni Paolo I. Dove ho fatto le analisi. In cinque minuti. Pagando 64 euro, poco di più rispetto a quello che avrei dovuto pagare alla Asl”.

A comunicare che le analisi non si sarebbero più potute fare, un dottore di servizio. “A un certo punto è uscito un medico – prosegue il racconto Turchetti – che ci ha detto di andare a casa e che le analisi non si potevano più fare perché il sistema, i computer della Asl non funzionavano. I primi 6 della fila, che avevano già pagato il ticket, sarebbero stati inseriti manualmente, vale a dire il nome e cognome sarebbe stato scritto su un pezzo di carta. Come si faceva una volta, quando non c’erano né i computer, né tantomeno internet”.

Turchetti però è incazzato. Come utente e al tempo stesso segretario sindacale. “Un computer – ha sottolineato il sindacalista della Uil – non può mettere in discussione un diritto. Non si mandano via così la gente. In fila c’erano più di 30 persone. Persone che magari hanno anche preso un permesso di lavoro e che comunque hanno la loro vita da portare avanti. E un rinvio del genere scombussola tutto. Non solo, ma è veramente assurdo che cittadini che pagano le tasse debbano poi rivolgersi a un privato. Per un loro diritto. Infine, perché non hanno inserito tutti a mano come hanno fatto con i primi sei della fila? Assurdo. Ormai, senza un computer o internet sotto mano, la pubblica amministrazione rischia di andare nel pallone. Mettendo in discussione i diritti dei cittadini”.

Daniele Camilli


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12 luglio, 2019

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