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Uno straordinario simbolo di libertà…

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Giovanni Ciacci presenta "La Contessa" ospite a Caffeina [4]

Giovanni Ciacci presenta “La Contessa” ospite a Caffeina

Giovanni Ciacci presenta "La Contessa" ospite a Caffeina [5]

Giovanni Ciacci presenta “La Contessa” ospite a Caffeina

Giovanni Ciacci presenta "La Contessa" ospite a Caffeina [6]

Giovanni Ciacci presenta “La Contessa” ospite a Caffeina

Giovanni Ciacci presenta "La Contessa" ospite a Caffeina [7]

Giovanni Ciacci presenta “La Contessa” ospite a Caffeina

Viterbo – Uno straordinario simbolo di libertà. Se dovessi definire Giovanni Ciacci, lo farei così. Prima di intervistarlo alla presentazione del suo libro “La Contessa” a Caffeina, avevo l’ansia. E forse più per cosa avrei dovuto indossare sapendo che è costumista ed esperto di moda.

Lui, abituato alle telecamere, io allo schermo del pc. L’ho incontrato prima di salire sul palco e stava nel cortile di palazzo dei priori ad ascoltare un incontro. Alto, col pizzetto blu. Proprio come lo vedi in televisione. Ma anche alla mano e quasi timido. Diverso dall’irriverente personaggio amatissimo da tanti.

“Non diciamo nulla, del libro ne parliamo direttamente lì”, mi ha detto. E’ salito sul palco e in tanti c’erano ad ascoltarlo raccontare la straordinaria vita di Gio’ Stajano. Ma man mano che parlava e rispondeva alle domande, mi sono resa conto che straordinaria era anche la persona che ne parlava e di quanto fosse vera la sua battaglia per la libertà. “La libertà – ha detto – racchiude in sé tante cose. Libertà è far approdare una nave senza arrestare il capitano, è poter esprimere la propria sessualità o  invitare al Pride chiunque senza polemiche”.

Proprio sulla parata che si è tenuta sabato Ciacci ha voluto dare la sua solidarietà a Caterina Balivo per le polemiche sulla sua presenza alla manifestazione: “Voleva essere al Pride per sostenere i diritti Lgbt – ha detto – e non vedo perché non possa essere stato così. Non mi appartengono questo tipo di discriminazioni anche perché ricordo che, con lei, a Detto fatto, siamo stati i primi a portare certi discorsi in una fascia oraria che è particolare. Sono con Caterina, con lei tutta la vita”.

Ha rivelato che quella fosse la prima presentazione: “La prima ufficiale e anche l’ultima. Oggi dovevo essere alla parata e invece sono qui, perché ci tenevo a essere a Caffeina e a Viterbo, soprattutto all’hotel Salus Terme, dove scappo ogni volta che posso e dove nascono i miei libri.

Questo – ha detto parlando di Contessa – lo avevo in testa da tanto, tanto tempo e lo scrissi pensandolo per Mariangela Melato”. Ha specificato comunque che non voleva fare una biografia. “Al centro c’è Giò Stajano il primo gay dichiarato d’Italia e una delle prime transessuali note alla cronaca, la prima che ha fatto riviste porno in un periodo in cui il porno era vietato”.

Ciacci ha raccontato la vita di Stajano dal giorno in cui nacque per la “prima volta”. Il nonno gerarca fascista Achille, il mito del machismo e i figli della Lupa. Poi il suo trasferimento prima a Firenze e poi a Roma, negli anni della Dolce vita, e gli screzi con Fellini per il quale divenne attrice. Gli scandali, gli amori le provocazioni e le passioni. Tante e forti.

“L’ho raccontato in prima persona – ha spiegato Ciacci – alternando la narrazione al femminile con quella al maschile per facilitare il lettore”.

Ogni capitolo è aperto dai versi di una canzone. Per una scelta precisa: “Ci sono, tra gli altri, Marcella, Patty Pravo, Iva Zanicchi e il Trio Lescano. Ogni cambiamento di quegli anni che descrivo ho voluto scandirlo con una canzone che, all’epoca, ha creato scandalo”.

Ciacci ha ammesso di essersi sempre sentito libero come quando ha portato nel sabato sera di Rai 1 la prima coppia uomo-uomo nella storia di Ballando con le stelle: “Siamo i primi a aver fatto questa cosa, ringrazio Raimondo Todaro è stata una fortuna incontrarlo, ha capito da subito il senso di tutto”. Allora Adinolfi chiese la sospensione del programma: “ma chi se ne frega di Adinolfi – ha detto -, lasciatelo parlare”.

Ciacci descrive anche l’operazione del cambio di sesso “Che allora costava 5 milioni di lire e alla quale sopravvivevano in pochissime”. Poi gli ultimi anni della vita di Stajano, l’avvicinamento alla religione, la scelta di farsi suora laica e l’apertura di una comunità di accoglienza. Un lungo viaggio per parlare di libertà.

Sul libro sono in cantiere progetti per la tv e il teatro. “E’ nato per essere un’opera teatrale e doveva essere letta in un’ora e mezza”. A dicembre, poi, la Contessa sarà un tascabile. “Non mi aspettavo questo successo… ma perché faccio le cose senza pensarci, di getto e col cuore. Dopo l’estate, comunque, ne è già pronto un altro”.

Ha detto di essere “sempre innamorato” ma anche di non volersi mai sposare e che nella sua vita quello che gli manca è un bambino che adotterebbe volentieri.

Lasciato Detto fatto Ciacci è pronto per una nuova avventura: “un pre serale” in una rete che non si lascia sfuggire così come i nomi di chi lo accompagnerà, “mi hanno detto di scegliere con chi volessi farlo e io ho fatto i miei nomi. Non svelerò altro”.

Su come si vedrà tra dieci anni, non ha dubbi: “Favoloso”.

Con la storia di Stajano, Ciacci ha dato lo spunto per riflettere su un tema che ai giorni nostri è più che mai è fondamentale. “Vedere due donne o due uomini abbracciarsi oggi è normale. E’ grazie a lui se adesso si possono fare determinate cose. Ma libertà è soprattutto qualcosa che va oltre”. E lui ci ha ricordato di quanto possa essere bello sentirsi liberi ed esserlo. Senza bandiere, imposizioni e limitazioni. Sempre e comunque. 

Paola Pierdomenico


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