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Lettere - Fabrica di Roma - Graziella Baldassi scrive al prefetto e chiede di intervenire finché le criticità non saranno rientrate

“Vieti qualsiasi uso di prodotti fitosanitari”

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Viterbo - Il palazzo della Prefettura

Viterbo – Il palazzo della Prefettura

Fabrica di Roma – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Graziella Baldassi al prefetto della provincia di Viterbo.

 – Con la presente le chiedo di mettere in atto tutte le misure necessarie al fine di far attuare a tutti i comuni delle provincia quanto deliberato dalla Regione Lazio con determinazione nr. G02769 del 06.03.2018, in relazione alle norme tecniche sull’uso dei fitofarmaci.

Nelle fattispecie, leggendo le 377 pagine del regolamento si evince che quasi tutti i prodotti in parola usati in agricoltura sono classificati con svariati codici,(h350i, puo’ provocare il cancro se inalato; h35i, sospettato di provocare il cancro; h340 puo’ provocare alterazioni genetiche; h341, sospettato di provocare alterazioni genetiche; h360, puo’ nuocere al feto; ecc. ecc.)

Per questo il regolamento ne prevede il loro uso con delle limitazioni territoriali e norme stringenti (ad esempio quasi tutti possono essere usati solo una volta l’anno e solo se quanto la minaccia è reale ed il guasto per i prodotti frutticoli superi il 5%-10% a seconda dei casi ecc. ecc. ecc.)

Allo stato attuale ad eccezione di qualche comune come quello di Fabrica di Roma, il regolamento non è stato recepito ed in nessun comune esso è applicato in maniera totale, per il semplice motivo che vi sono carenze sul versante dei controlli tecnici che per la loro complessità non possono essere delegati alle polizie municipali, ma che allo stato attuale non esegue nessuno.

Stante la criticità dell’argomento e al fine di tutelare in via prioritaria la salute pubblica, le chiedo di far attuare il suddetto regolamento ai comuni interessati e di prevedere un adeguato e capillare sistema che permetta la sua attuazione.

Richiamando il “principio di precauzione”, previsto dall’ordinamento comunitario e l’art. 32 della carta costituzionale, nonché tenendo presente il livello di pericolosità di questi prodotti, le chiedo nelle more di vietare qualsiasi uso dei prodotti fitosantari, fino anche le criticità non saranno rientrate.

Premesso che siamo tutti uomini (e donne) di mondo, ed abbiamo fatto tutti tre anni di militare a Cuneo, tale richiesta è supportata dal fatto che, seppur nessuno dubita dell’onestà degli agricoltori, gli stessi sono in conflitto d’interessi con il profitto; seppur nessuno dubita dell’onestà degli amministratori locali, essi sono in conflitto d’interessi con il consenso ed in qualche caso lo potrebbero essere anche con il profitto.

In fine riguardo alle recenti diffide che le associazioni di categoria hanno emanato nei confronti di quei comuni che hanno iniziato ad occuparsi del problema, dico che hanno ragione, le ordinanze vanno revocate e fatte di nuove, perché la Determinazione Regionale che recepisce il Pan, prevede norme e limitazioni ancora più restrittive come le stesse associazioni avranno sicuramente constatato leggendo le 377 pagine del suddetto regolamento.

Graziella Baldassi


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11 luglio, 2019

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