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Tuscia film fest - Alessandro Gassmann ha presentato, a una piazza San Lorenzo, il film "Croce e delizia" - FOTO E VIDEO

“Viterbo è una bella città ma non si dice abbastanza…”

di Paola Pierdomenico

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Viterbo- Alessandro Gassmann al Tuscia film fest

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Viterbo- Alessandro Gassmann al Tuscia film fest

Viterbo- Alessandro Gassmann al Tuscia film fest

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Viterbo- Alessandro Gassmann al Tuscia film fest

Viterbo- Alessandro Gassmann al Tuscia film fest

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Viterbo- Alessandro Gassmann al Tuscia film fest

Viterbo- Alessandro Gassmann al Tuscia film fest

Viterbo- Alessandro Gassmann al Tuscia film fest

Viterbo – “Di Viterbo sappiamo che è una bella città ma non si dice abbastanza”. Alessandro Gassmann è affascinato dalla città dei papi. Ieri sera al Tuscia film fest ha presentato “Croce e delizia”, il film di Simone Godano di cui è protagonista insieme a Fabrizio Bentivoglio e Jasmine Trinca. La piazza era piena, l’evento sold-out. Tanta gente in piazza e sulle gradinate.


Multimedia: Fotogallery:  Alessandro Gassmann al Tuscia film fest – video


“Ho un ricordo bellissimo di questa città – ha detto Gassmann – ora è fantastico con tutta questa gente che è qui, in questa piazza, per vedere un film”.

Gassmann ha ricevuto il premio Pipolo, consegnatogli direttamente da Federico Moccia e Andrea De Simone, direttore di Confartigianato. “Spero di meritarmelo, porta il nome di un personaggio viterbese che molto ha fatto per il cinema italiano. E’ un onore”, ha detto nel ricevere la pellicola vergine recuperata da Cinecittà.

Prima della proiezione il dibattito durante il quale Gassmann è stato intrvistato da Dario Zonta.

“Il cinema – ha detto Gassmann – soffre di più rispetto al passato anche perché ci sono le serie e Netflix o altre piattaforme che raccontano prodotti di qualità.

Per me, il cinema è un luogo unico per la condivisione e le emozioni che si provano. Finché ci sono persone che fanno vedere in posti bellissimi come questo e con un’estate così, più calda del dovuto, sfruttiamo i cambiamenti climatici e approfittiamone.

Questo luogo è di una bellezza che lascia senza fiato. Di Viterbo sappiamo che è una bella città ma per me non si dice abbastanza. C’era un’altra città simile che era L’Aquila dove ho avuto la fortuna di dirigere il teatro per quattro anni. È bene ricordare che ci sono posti così e di viverli nella loro totale bellezza per come sono adesso”.

Non era la prima volta di Gassmann nella città dei papi. “Ho portato qui il mio primo film come regista. Sono 35 anni che faccio questo meraviglioso lavoro. A un certo punto, ho avuto voglia di fare il regista. A maggio ho girato il mio terzo film di finzione che spero che possa essere il migliore.

Sono uno che guarda film di autore, anche complessi magari curdi con sottotitoli in francese. Mi piacciono pure quelli popolari che hanno una storia che produce emozioni. Se non riescono in questo non mi interessano. Sono a caccia di storie che mi emozionano e che facciano venire voglia di fare un film.

Ancora non ho ancora fatto il film he volevo fare. Vivo nel profondo disgusto della mia professione di attore, per me, è come una gogna pubblica e ho una forte repulsione per quello che faccio. Vivo anche nella speranza di non avere, in futuro, schifo della mia persona”.

Passando al film Croce e delizia, la pellicola parla di famiglie che si scontrano e si alleano in vista di un matrimonio sgradito a entrambe, quello tra i due padri che, scoperta la propria omosessualità, si innamorano e decidono di sposarsi.

“Sono due famiglie – ha detto Gassmann – rappresentative della società di oggi. Una, quella di cui faccio parte, di pescivendoli e l’altra di benestanti ed entrambe divideranno due case limitrofe in estate. Parla di amore e diversità, di due signori ultracinquantenni con vita regolare che in età matura scoprono di essersi innamorati di una persona dello stesso sesso. La cosa che rende interessante il film, oltre a essere interessante e toccante, è seguire le reazioni: quella dei radical chic con cultura e l’altra di gente onesta che non ha avuto la possibilità di studiare. Inaspettatamente, la reazione dei pescivendoli è più controllata rispetto a quella degli intellettuali.

E’ l’occasione per parlare di diversità in un paese in cui molto spesso viene vissuta con difficoltà e i diritti delle persone sessualmente “diverse” non viene accettata. In questo, nel nostro paese siamo un po’ indietro ed è importante che il cinema se ne occupi, attraverso la commedia, per far capire che quando si tratta si amore poco interessa chi ama chi, l’importante è amare sinceramente una persona ed è quello che fanno i due protagonisti”.

Sul ruolo “siamo riusciti a superare gli stereotipi dell’omosessualità grazie a una buona sceneggiatura e anche grazie a un gruppo di attori convinti di fare la cosa giusta. Jasmine Trinca ha fatto un lavoro incredibile, Fabrizio Bentivoglio è un grandissimo attore e io ho dovuto interpretare un ruolo abbastanza distante da me, ma mi sono divertito a raccontare un uomo nella sua fragilità. E’ un film dove molti si potranno riconoscere e al quale sono affezionato proprio perché è di grande sensibilità e non semplicistico nel parlare di un tema così delicato.

Non punta il dito o non dice come dovremmo comportarci, ma come solitamente ci comportiamo. Parla con con misura, intelligenza e senza saccenza di un argomento delicato e lo fa con leggerezza. È una storia bellissima che poteva essere tra un uomo e una donna e qui è tra due uomini”.

Prima della proiezione Gassman ha trascorso un po’ di tempo alla loggia del palazzo dei Papi.
Qui si è intrattenuto con Mauro Morucci e poi ha incontrato il sindaco di Vitorchiano Ruggero Grassotti che gli ha annunciato l’intitolazione di una via del paese al padre Vittorio. “È importante – ha detto detto il primo cittadino – lasciare questi segni indelebili. Questo è un omaggio a papà”.

Gassmann è rimasto contento. “Parteciperò volentieri – ha commentato l’attore -, sono molto onorato e proverò a esserci. Lo dirò anche ai miei fratelli”.

Paola Pierdomenico


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9 luglio, 2019

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