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Tarquinia - L'evento è l'ultima delle quattro serate di Immaginario etrusco dedicate alla musica swing

Artcity, giovedì The Jeepers in concerto

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Tarquinia - La chiesa di Santa Maria in Castello

Tarquinia

Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – Giovedì 8 agosto alle ore 21.00, alla necropoli di Monterozzi di Tarquinia , The Jeepers in concerto per la quarta ed ultima serata della rassegna Immaginario etrusco dedicate alla musica swing.

Le serate fanno parte di Immaginario etrusco, rassegna curata da Marina Cogotti, nel contesto di Artcity estate 2019, realizzata dal polo museale del Lazio e dall’istituto del ministero dei Beni e delle Attività culturali.

Arrangiamenti e trascrizioni dal mondo di Duke Ellington e dai dischi anni ‘30 e ‘40 di Johnny Hodges, Cootie Williams e Rex Stewart. Concerto esplosivo per questo gruppo guidato da Giorgio Cuscito, pluripremiato pianista, sassofonista, vibrafonista, arrangiatore e compositore, tra i massimi esponenti italiani del jazz mainstream e tradizionale.

“Il progetto The Jeepers – dichiara Giorgio Cuscito – nasce da una mia doppia esigenza. La prima, quella di avere un gruppo dove esprimermi esclusivamente al sax contralto, strumento che ho usato poco e soprattutto in sala di registrazione, e quindi mi andava di svilupparne le possibilità. La seconda esigenza, quella di proporre un repertorio e di conseguenza anche un modo di fare jazz che risalisse a “ellingtonia”, e cioè tutti quei piccoli gruppi a nome dei solisti provenienti dall’orchestra di Duke Ellington attivi dagli anni trenta fino agli anni sessanta”.

“Cootie Williams, Rex Stewart, Johnny Hodges – continua Cuscito – hanno registrato copiosamente i propri brani con propri complessi, nei quali magari c’era lo stesso Ellington al pianoforte, ed era un peccato che in Italia mai nessuno avesse pensato di trascrivere, arrangiare e eseguire quel repertorio. Nel quale peraltro il sax contralto era molto in risalto: Johnny Hodges soprattutto, ma anche Tab Smith o Russell Procope. The Jeepers si chiamano così perché “jeep” era un soprannome di Hodges”.

“Per un progetto così particolare – chiude l’artista – ho dovuto avvalermi di musicisti particolari. Nicola Tariello ad esempio è fondamentale, un trombettista trentenne che è stato anche allievo di Wynton Marsalis, ha capito l’importanza della tradizione, del blues feeling e dell’uso delle sordine. Marco Guidolotti al sax baritono, per fare un altro esempio, mi fa sentire la stessa serenità e la stessa solidità che probabilmente Harry Carney faceva sentire a Ellington.”

Il fitto programma di Immaginario etrusco, con spettacoli di musica, teatro, visite a tema e laboratori, organizzate tra le necropoli e i musei di Cerveteri e Tarquinia, rende onore ai primi quindici anni dall’iscrizione dei siti nella lista del patrimonio mondiale Unesco. 

Artcity


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6 agosto, 2019

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