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Viterbo - Un monumento quasi dimenticato - A Nord della città dei papi - Il ricordo di un esercito che ha contribuito a liberare il paese durante la seconda guerra mondiale

Centoquarantadue soldati francesi sepolti “gloriosamente” lungo la Cassia…

di Daniele Camilli

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Viterbo – Centoquarantadue soldati francesi. “Sepolti gloriosamente” a Viterbo. Tra il 1943 e il 1944. Pare che adesso non ci siano più. Sembra infatti che negli anni successivi i parenti li abbiano rivendicati e poi riportati a casa. Ma una volta erano tutti quanti sepolti lì. Una fossa comune di soldati d’oltralpe lungo la Cassia, a nord della città dei papi.

Oggi resta un monumento. Tenuto a lustro dopo che per anni tutti se ne erano dimenticati. Un’edicola all’incrocio. Con il gallo che svetta sul marmo. Poggiata dove 142 francesi hanno trovato riposo da una guerra che li impegnava ormai da tre anni. La “drôle de guerre”, la strana guerra, perché dal settembre del ’39, quando la Francia la dichiarò alla Germania di Hitler, al giugno del ’40, non s’è mai combattuta. Poi quando i nazisti gli arrivano addosso dalle Ardenne, la Francia si spaccò in due. A nord l’occupazione tedesca, a sud il governo fantoccio di Vichy e del maresciallo Pètain. Quello che succederà in Italia nel 1943. Mutatis mutandis.


Viterbo - 142 soldati sepolti

Viterbo – 142 soldati sepolti


La Wehrmacht entrò da est e non da nord come gli alleati pensavano, baipassando come niente la linea Maginot e puntando dritto sull’Atlantico per tagliare fuori Parigi dalle comunicazioni e schiacciare un milione e mezzo di soldati inglesi tra la Manica e l’Olanda. La guerra praticamente era finita. Bastava non rimandare a casa gli inglesi da Calais a Dover sperando che si arrendessero. “Non ci arrenderemo mai”, disse invece poco dopo Winston Churchill alla Camera dei comuni. Con Londra e tutti i centri industriali del paese che verranno rasi al suolo dai bombardamenti della Luftwaffe.


Viterbo - 142 soldati sepolti

Viterbo – 142 soldati sepolti


Durissimi. Un po’ come quelli subiti da Viterbo nel 1944. Però ad opera degli alleati. Perché la città era controllata da nazisti e fascisti. E ha avuto i suoi mille morti. Ricordati tutti a piazza del Sacrario, dove sta un’area che nell’insieme è un grande monumento e omaggio di bellezza ai caduti di tutte le guerre e ai partigiani che hanno combattuto, anche a Viterbo, contro nazismo e fascismo. Viterbo è medaglia d’argento al valore militare per i bombardamenti subiti, che hanno distrutto quasi tutto il centro storico. Dove vivevano le persone. e le infrastrutture militari presenti erano pressoché nulle. L’obiettivo era colpire la popolazione affinché abbandonasse a se stesso il fascismo. E permettere il passaggio dell’esercito alleato che nel frattempo spingeva dal sud Italia dove era sbarcato a settembre del ’43. Una volta abbattuta la linea difensiva tedesca Gustav e liberata anche la città dei papi, a Montefiascone arrivarono anche re Giorgio d’Inghilterra e il generale Charles De Gaulle, capo della resistenza francese e futuro presidente della Repubblica.


Viterbo - 142 soldati sepolti

Viterbo – 142 soldati sepolti


Lungo la strada per Montefiascone anche 142 soldati francesi che hanno dato la vita per liberare la Tuscia. Pare soprattutto soldati marocchini. Che San Flaviano non la videro mai. Francesi, che come inglesi, sovietici e partigiani, non si sono mai arresi a Hitler e a Mussolini. E non hanno tentennato neanche un’istante. Oggi parte di quella battaglia e gli esiti della guerra stanno ancora lì. Anche a nord di Viterbo. Soldati sepolti “gloriosamente”.

Daniele Camilli


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5 agosto, 2019

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