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Viterbo - Il comandante della polizia provinciale Valentino Gasparri spiega quali sono le misure da adottare per gestire l'emergenza in città

“Cinghiali: prima la pulizia dei terreni, poi le gabbie e solo dopo i fucili al narcotico”

di Paola Pierdomenico
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Valentino Gasparri

Valentino Gasparri

Viterbo - Cinghiali nei giardini di via Belluno

Viterbo – Cinghiali nei giardini

Viterbo – “Cinghiali: prima la pulizia dei terreni poi le gabbie e solo dopo i fucili al narcotico”. Il comandante della polizia provinciale Valentino Gasparri spiega quali sono le misure da adottare per gestire l’emergenza in città, anche in seguito all’ordinanza firmata dal sindaco Giovanni Arena.

“I primi di giugno – dice Gasparri – abbiamo fatto una riunione in Comune sul problema dei cinghiali. Il sindaco ha quindi predisposto un’ordinanza che contiene dei provvedimenti che poi abbiamo rivisto con gli uffici di Palazzo dei priori e a cui seguirà un altro documento che entrerà più in dettaglio sulla questione”.

Riguardo all’uso del fucile al narcotico, Gasparri spiega: “Innanzi tutto, non sono proiettili ma siringhe, che contengono anestetico e sono lanciate ad alta pressione attraverso una bomboletta di anidride carbonica. La velocità dunque non è enorme, così come la distanza da cui possono essere usate che è di massimo 10/15 metri dall’animale.

La polizia provinciale ha in dotazione da anni questi fucili che  venivano usati, per esempio, per i cani randagi.

Non è comunque una via prioritaria per risolvere il problema, ma si tratta di quella secondaria nonché estrema, da adottare in particolari situazioni, perché per per catturare i cinghiali con quel sistema bisogna arrivare molto vicino ai cinghiali, a pochi metri visto che, come dicevo, funzionano con l’aria compressa e non c’è una pallottola sparata. Ci vuole inoltre il supporto della Asl che stabilisce la dose di narcotico e l’addormentarsi non è immediato; i cinghiali infatti potrebbero nel frattempo scappare, anche a gran velocità, causando ulteriori problematiche come alla circolazione nell’attraversare la strada di corsa”.

La polizia provinciale ha quindi suggerito di “predisporre prima di tutto le gabbie di cattura e solo dopo, eventualmente, e dove si può fare, di provare col fucile al narcotico”, senza dimenticare che, ancor prima, “c’è da pensare alla pulizia dei terreni, sia pubblici che privati, per far sì che i cinghiali non si insedino in zone dove non devono stare, come appunto all’interno del centro urbano”.

Il problema non riguarderebbe solo Viterbo: “nelle nostre regioni centrali – continua Gasparri – sempre più frequentemente i cinghiali si avvicinano ai centri urbani. Per cui è necessario non lasciare in giro cibo o rifiuti di cibo e non gli si deve nemmeno dar da mangiare, perché sono animali onnivori che si sfamano dove trovano”.

Nel rivedere l’ordinanza, “abbiamo specificato come e quando si può intervenire col narcotico e cioè per possibilità limitate in cui serve oltretutto il supporto delle altre forze di polizia per circoscrivere la zona e impedire che qualcuno si faccia male. Col comune – conclude il comandante – stiamo capendo, in generale, come fare interventi mirati nei punti in cui ci sono le condizioni per poter agire”.  

Paola Pierdomenico


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13 agosto, 2019

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