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Tribunale - No agli arresti domiciliari - Ma sarà visitato da un medico il 23enne cardiopatico in manette per maltrattamenti in famiglia

Coltellate in via Lorenzo da Viterbo, perizia in carcere per l’aggressore 23enne

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Viterbo - L'intervento della polizia in via Lorenzo da Viterbo

Viterbo – L’intervento della polizia in via Lorenzo da Viterbo

Viterbo – (sil.co.) – Coltellate in via Lorenzo da Viterbo, perizia in carcere per l’aggressore. Resta in carcere il 23enne dominicano arrestato lo scorso 4 agosto dopo che aveva seminato il panico in via Lorenzo da Viterbo, prendendo per il collo la fidanzata e accoltellando le sorelle.

Il giudice per le indagini preliminari Rita Cialoni, nonostante le stesse parti offese lo rivolessero a casa, ha rigettato l’istanza dei difensori Rachele Fabbri e Samuele De Santis che nei giorni scorsi hanno chiesto i domiciliari per Antonio Yunior Hiraldo Pantaleon, destinato a finire in carcere dopo il ricovero nel reparto di medicina protetta di Belcolle per via dell’accusa di maltrattamenti in famiglia.

Per i legali, le condizioni di salute del giovane, cardiopatico, sarebbero incompatibili con il regime carcerario. Per vederci chiaro, il gip Cialoni, pur non ravvisando incompatibilità in base alla documentazione in suo possesso, ha disposto una perizia medico-legale affidata al dottor Alfredo Borghetti, cui l’incarico sarà affidato domani, mercoledì 28 agosto. 

“Siamo pienamente soddisfatti per la verifica della patologia, riteniamo utile fare luce sulla situazione medica anche ai fini della detenzione e dell’azione delittuosa”, commentano gli avvocati De Santis e Fabbri, secondo i quali dietro la condotta aggressiva del 23enne ci sarebbe stato il mix di alcol e farmaci assunti per la patologia di cui soffre.

Contro l’alleggerimento della misura di custodia cautelare, nel frattempo, si è espresso anche il pubblico ministero Stefano d’Arma, titolare delle indagini. Per fermare il 23enne, in preda a un incontenibile attacco di violenza, come si ricorderà sono state necessarie tre pattuglie della volante e tre bombolette di spray al peperoncino. 

“Fermo restando i gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato, permangono altresì le esigenze cautelari quanto al grave pericolo di reiterazione di reati analoghi”, scrive il gip confermando quanto già sottolineato rigettando i domiciliari dopo l’interrogatorio di garanzia in ospedale. 


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

 


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27 agosto, 2019

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