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Politica - Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo aver ascoltato le forze politiche per risolvere la crisi di governo - LA DICHIARAZIONE INTEGRALE - VIDEO

“In corso contatti tra partiti, da martedì nuove consultazioni”

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Sergio Mattarella

Sergio Mattarella

Roma – “In corso contatti tra partiti, da martedì nuove consultazioni”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dal Quirinale trae le prime conclusioni dal giro di consultazioni con le forze politiche per risolvere la crisi di governo.

“C’è stata – ha detto Mattarella – una dichiarata rottura polemica tra i due partiti che componevano la maggioranza parlamentare. La crisi va risolta in tempi brevi. Senza una maggioranza solida, la strada da percorrere è quella di nuove elezioni. Ma è una decisione da non assumere alla leggera”.

E ancora: “Nel corso delle consultazioni mi è stato comunicato da parte di alcuni partiti che sono state avviate iniziative per un’intesa in parlamento per un nuovo governo. E mi è stata avanzata la richiesta di avere il tempo di sviluppare questo confronto. Anche da parte di altre forze politiche è stata espressa la possibilità di ulteriori verifiche”.

“Quindi – conclude il presidente della Repubblica – svolgerò nuove consultazioni che inizieranno martedì per trarre le conclusioni e per assumere le decisioni necessarie”.



Oggi Mattarella ha visto, fra gli altri, i tre principali partiti: la Lega, il Pd e il Movimento 5 stelle. Al momento il tentativo di formare un governo fra Partito democratico e pentastellati dipende dalla possibilità di incrociare le priorità programmatiche indicate dal segretario del Pd, Nicola Zingaretti, con quelle elencate invece dal capo politico dei 5 Stelle, Luigi Di Maio, al termine dell’incontro con Mattarella.

Aperta, in caso, una trattativa per il governo giallorosso, a quel punto resterebbe da affrontare il grande ostacolo sull’individuazione del nome del prossimo presidente del consiglio. Zingaretti è indisponibile a un Conte bis, ma per ora tiene le carte coperte. Potrebbe allora essere direttamente Di Maio? Matteo Salvini, abilmente, ha affacciato questa ipotesi nel caso di una ricomposizione della maggioranza gialloverde.

Ma l’ipotesi di un ritorno all’alleanza Lega-M5s pare improbabile. Ipotesi verso la quale, tuttavia, Salvini lascia la porta aperta e per la quale lavora anche una minoranza del Movimento 5 stelle.

Insomma, dopo le parole di Mattarella, si è capito che ci vorrà ancora qualche giorno per chiarire la situazione.


La dichiarazione integrale del presidente della Repubblica al termine delle consultazioni

“Con le dimissioni presentate dal Presidente Conte – che ringrazio, con i ministri, per l’opera prestata – si è aperta la crisi di governo, con una dichiarata rottura polemica del rapporto tra i due partiti che componevano la maggioranza parlamentare.

La crisi va risolta all’insegna di decisioni chiare e in tempi brevi.

Lo richiede l’esigenza di governo di un grande paese come il nostro. Lo richiede il ruolo che l’Italia deve avere nell’importante momento di avvio della vita delle istituzioni dell’Unione europea per il prossimo quinquennio. Lo richiedono le incertezze, politiche ed economiche, a livello internazionale.

Non è inutile ricordare che, a fronte di queste esigenze, sono possibili soltanto governi che ottengano la fiducia del parlamento, in base a valutazioni e accordi politici dei gruppi parlamentari su un programma per governare il paese.

In mancanza di queste condizioni la strada da percorrere è quella di nuove elezioni. Si tratta di una decisione da non assumere alla leggera – dopo poco più di un anno di vita della legislatura – mentre la Costituzione prevede che gli elettori vengano chiamati al voto per eleggere il parlamento ogni cinque anni. Il ricorso agli elettori è, tuttavia, necessario qualora il parlamento non sia in condizione di esprimere una maggioranza di governo.

Nel corso delle consultazioni appena concluse, mi è stato comunicato da parte di alcuni partiti politici che sono state avviate iniziative per un’intesa, in parlamento, per un nuovo governo. E mi è stata avanzata la richiesta di avere il tempo di sviluppare questo confronto.

Anche da parte di altre forze politiche è stata espressa la possibilità di ulteriori verifiche.

Il presidente della Repubblica ha il dovere – ineludibile – di non precludere l’espressione di volontà maggioritaria del parlamento, così come è avvenuto – del resto – anche un anno addietro, per la nascita del governo che si è appena dimesso.

Al contempo, ho il dovere – per le ragioni che ho esposto – di richiedere, nell’interesse del paese, decisioni sollecite.

Svolgerò quindi nuove consultazioni che inizieranno nella giornata di martedì prossimo per trarre le conclusioni e per assumere le decisioni necessarie”.


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22 agosto, 2019

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