--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Marta - Antonio Lisoni si interroga sul futuro delle acque del Lago di Bolsena

“E’ vero che la Regione vuole vietare l’immissione di avannotti di coregone?”

Condividi la notizia:

Antonio Lisoni

Antonio Lisoni

Marta – Riceviamo e pubblichiamo – In Italia il lavarello o coregone, è stato introdotto alla fine del XIX secolo dai laghi elvetici: oggi è diffuso nei laghi laziali e nei grandi laghi prealpini.

La specie popola soprattutto le acque dolci della zona pelagica dei laghi.
Originario del Lago di Costanza, il coregone lavarello è stato immesso nel 1918 nel Lago di Garda, dove si è acclimatato: Su questa specie oggi si basa buona parte del reddito dei pescatori di professione che operano nel lago.

A più riprese sono state fatte immissioni di coregone in diversi laghi del Trentino, con avannotti provenienti dagli incubatoi di Peschiera e di Cassone (Lago di Garda). 

Anche nel Lago di Bolsena, pur non essendo originario di questo lago: è stato immesso alla fine dell’800, inizio ‘900, dai laghi dell’Italia settentrionale, in particolare dal lago di Como e ha trovato un ambiente ideale nella zona più profonda del lago, nel cupo, come dicono i pescatori, dove l’acqua è più fredda, pulita ed ossigenata.

Potendo sopravvivere solo in acque altamente ossigenate, la sua presenza è sinonimo di acque incontaminate, ed è quindi un ‘indicatore biologico’ della qualità del lago; si riproduce molto in fretta; e per farlo ha bisogno di una grande disponibilità di alimenti, riequilibrando così l’eccesso di predatori, come il luccio.

Si è adattata benissimo nelle acque profonde del Lago di Bolsena, ove la profondità garantisce anche nei mesi estivi una bassa temperatura e una buona ossigenazione.
 La sua affermazione si deve inoltre alla grande disponibilità di alimenti fornita dal plancton e alla notevole diminuzione dei predatori come il luccio. 
Condizioni ottimali, da un punto di vista ambientale, hanno favorito l’insediamento e la diffusione di questa specie, nonostante i lunghi tempi di ricambio del lago e la sua latitudine.

Il coregone è un salmonide che predilige acque fredde, ha corpo affusolato e leggermente compresso lateralmente, squame circolari grandi, bocca piccola e terminale, colorazione argentea, leggermente verdastra sul dorso e bianca sul ventre.
Può raggiungere la lunghezza di 80 cm e il peso di 4 kg.

Vive in acque pulite e fredde, a 70-80 metri di profondità, e ha tempi di crescita molto rapidi rispetto ad altri pesci poiché raggiunge già i 20 cm e la maturità sessuale anche in un anno.
 Il coregone risulta inoltre essere un importante indicatore biologico della qualità delle acque; potendo sopravvivere solo in acque altamente ossigenate, la sua presenza è incompatibile con un ambiente inquinato.

Questo è quello che riporta l’Archilazio, il portale delle aree protette della Regione Lazio.

Il coregone del Lago di Bolsena è stato introdotto nel bacino Laziale alla fine dell’800 a seguito degli interventi di ripopolamento effettuati per conto del ministero dell’Agricoltura.

Nel 1891 si precedette alla prima semina di coregoni nel Lago di Bolsena con l’immissione di 60.000 avannotti, ottenuti da uova acquistate presso lo stabilimento imperiale di Huningen, provenienti dal lago di Costanza ed incubate nella reale Stazione di Roma.

E’ quindi vero che non è una specie autoctona, ma perché nei laghi del nord Italia, che ugualmente risulta non autoctona, non è mai stata vietata la semina degli avannotti? Tutto questo lo chiediamo alla Regione Lazio, che, sembra, abbia vietato l’immissione nelle acque del Lago di Bolsena, di avannotti di coregone che venivano allevati nell’incubatoio ittico, “Madonna del Monte” di proprietà del comune di Marta.

Antonio Lisoni


Condividi la notizia:
31 agosto, 2019

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR