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Sutri - Scontro in comune - Il consigliere Matteo Amori ribatte punto per punto al sindaco Vittorio Sgarbi

“Metto in fresco un prosecco per brindare alle dimissioni di Sgarbi”

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Matteo Amori

Matteo Amori

Sutri – Riceviamo e pubblichiamo la replica di Matteo Amori, consigliere comunale, al sindaco Vittorio Sgarbi – Rispondo alla deliziosa controreplica del sindaco di Sutri, indirizzatami sulla pagina Facebook del suo ufficio stampa, mentre metto in fresco un magnum di prosecco Cartizze con il quale brinderemo presto alle sue dimissioni. 

“Finto fascista” mi dice, ebbene in effetti il nostro di “finti” se ne intende, infatti ama circondarsi a Sutri da alcuni finti colti, finti intelligenti, finti intellettuali, finti esperti e tanti altri che della finzione hanno fatto il loro marchio di fabbrica, tra “camerieri” e “fantesche”, tra “odalische” sul canapè di casa pronte ad essere inquadrate dalla telecamera di uno smartphone pur di esserci. 

“Fascista” per lui è un insulto, per me l’attributo di gente che un tempo, nel bene o nel male, ha reso grande la nostra patria con scritti, pensieri e arte e grandi gesta.

Veda un po’ quindi il sindaco se per me “fascista” è un insulto così come lo è sempre stato per lui, anche quando a suo tempo venne eletto a San Severino Marche grazie all’alleanza Dc-Msi. 

Sul “vigliacco” invece potremmo discutere a lungo, dal momento che il sottoscritto non ha mai compiuto azioni nell’ombra né è fuggito dinanzi a nessuno. Mi provi il contrario se ne è in grado. Contrariamente a lui io non griderò subito che darò mandato ai miei legali di denunciarlo, ho di meglio da fare io, che essendo ancora giovane posso permettermi gioie carnali e mentali che ormai a lui cominciano da tempo a sembrare evanescenti. 

Dice ancora il sindaco di Sutri, a me, “bugiardo”, suscitandomi un’incontenibile risata perché si sa in realtà, e chi sa lo sa, come sono le cose, ma mi piace lasciarlo nelle proprie errate convinzioni, perché bisogna aver rispetto degli anziani. 

Sulla “forza personale” oggi un po’ opacizzata rispetto a un tempo, si fa qual che si può, ognuno ha le forze sue che prima o poi, con il passare del tempo purtroppo cedono alla stanchezza degli anni. Triste spesso è la vecchiaia che incombe, un giorno, lo so toccherà anche a me che oggi sono nel mio pieno degli anni. Tutto passa. Anche il Sindaco di Sutri. 

Mai detto di essere stato sottoposto a ricatti, ho scritto che “non sono ricattabile”, quanto poi al fatto che “ricatto e minacce” siano il mio metodo, sinceramente ho sempre preferito una sana partita di calcio con la maglia della Juventus, la stessa squadra di Giampiero Mughini, lo scrittore che ha sempre parlato con onestà intellettuale del Fascismo, e contro il quale l’altra sera il sindaco di Sutri ha brandito una sedia in uno studio televisivo. 

Mai fatto “bravate”, lo sappia il sindaco, men che meno ridicole, provengo da una specchiata e rispettabile famiglia che non ha bisogno di inscenare urla e strepiti per ricevere attenzione. 

Informo anche il sindaco che può pur star tranquillo, dal momento che non è assolutamente mia intenzione creare alcuna mia “lista”, dal momento che non è assolutamente nei miei programmi il diventare ”sindaco o presidente”, a me basta la mia vita, felice, con la donna che amo, con la mia famiglia e i mei amici. Il resto lo lascio pure a coloro che hanno bisogno di stare sempre sotto i riflettori per avere una parvenza di vita. 

Sarei “nato fallito” dunque perché non sono come gli altri che danzano nella corte del Sindaco di Sutri, che cercano sempre di entrare nei video, che si fanno i selfie o le foto con lui? Se questo è essere un “fallito” ben venga il fallimento. Mi dice ancora “incapace di ideali e di sogno”. Ebbene, sappia il signor sindaco di Sutri, che io posseggo, curo e coltivo i miei ideali, quelli che evidentemente non sono mai stati gli stessi suoi, in quanto ai “sogni” quelli li lasciamo volentieri ai bambini, che ne hanno diritto e ai vecchi, preludio della loro fine. 

Non credo che farò mai del male al mio paese, io non l’ho fatto, quanti altri in quella bizzarra giunta messa insieme in un pasticcio estivo, potranno dire lo stesso ai loro (se mai li hanno o li avranno) figli? Se il mio paese ha avuto “la maledizione” di avermi cittadino saranno appunto i suoi abitanti a stabilirlo, non certo il Sindaco. L’unica cosa certa è che egli, dice “Io sarò Sgarbi anche senza Sutri”. Giustissimo, su questo mi trova assolutamente concorde, anche se mi spiace per lui perché non può più liberarsi di sé stesso. 

Intanto io continuerò a non essere nessuno a Sutri, che non è il mondo, ma la cosa mi lascia del tutto indifferente. 

Mi viene altresì detto che gli faccio “schifo” perché abuserei dell’essere fascista. Non vedo dove sia l’abuso dato che, come continuo a ripetere, per me il Fascismo è soltanto un evento storico conclusosi con l’ultima guerra mondiale. 

Mi dice “inutile”, e questo è un bene, perché tra i tanti inutili di cui il sindaco si circonda io sono il più inutile di tutti, neanche “cameriere” e ne vado orgoglioso. “Nemico della tua città” mi scrive, strano dal momento che non sono certo stato io a dar ordine al capo di gabinetto, in una trasmissione televisiva di mandare i vigili affinché si “inc…” i cittadini a proposito dei vasi di plastica per i fiori.  Chi sarebbe allora il “nemico della città”? 

Non respingo poi “chi potrebbe aiutarla” la città, ma chi finge di aiutarla soltanto per magnificare il proprio già sin troppo espanso ego. Sutri come Bagnoregio dunque? No, Sutri deve trovare una sua dimensione reale e dignitosa, non imitare, scimmiottare, clonare, duplicare, replicare un altro paese. Sutri sia Sutri e Bagnoregio, bellissima, sia Bagnoregio. 

Il mio “livello di inesistente” lo tengo caramente per me, non per far diminuire Sutri che versa già in pessime “acque” da tempo. Inutile infierire, ci hanno già pensato altri, per anni sino ad oggi.

Felice di essere “dannato all’inesistenza” se questa inesistenza sarà quella che si opporrà ogni volta che verrà fatto qualcosa di sbagliato in Consiglio comunale, in quanto alla mia “incapacità”, mai messa alla prova del resto, vogliamo parlare delle grandi opere realizzate da altri assessorati tanto stimati dal nostro Sindaco? Per ultima la mia “ignoranza”, sufficiente comunque a farmi avere dignità, onore e pensiero autonomo che altri non hanno. 

“Traditore” (ancora?) della mia città proprio non direi e i miei concittadini sono lì a darne testimonianza di affetto, stima e solidarietà, “traditore” di me stesso non direi non essendo schizofrenico e “infiltrato in Rinascimento” lo escluderei, dal momento che mai mi infiltrerei, se non amabilmente invitato, in qualcosa che è pura affabulazione e retorica in campo politico. 

Attendo, insieme con molti altri, le dimissioni irrevocabili, definitive e certe del Sindaco di Sutri, in modo tale da poter finalmente dare un po’ di tregua e respiro a questa tanto martoriata, piccola, piccolissima e dimenticata, cittadina della Tuscia. 

Matteo Amori


 – Sgarbi: “Solo i poveracci brindano con il prosecco…”


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1 agosto, 2019

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