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Trasporti - Riunione al bunker Soratte in vista dell'incontro del 4 settembre con Atac e Regione

Roma nord, sindaci e pendolari compatti: “Potenziate la ferrovia”

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Ferrovia - La Roma-Civita Castellana-Viterbo

Ferrovia – La Roma-Civita Castellana-Viterbo

Sant’Oreste – Rimodulare gli orari per aumentare le corse e seguire passo passo l’andamento dei lavori. 

Sono le richieste di pendolari e sindaci dei paesi affacciati sulla Roma – Civita Castellana – Viterbo, la ferrovia Atac che collega la Tuscia alla capitale: due ore e 40 minuti di calvario su carrozze vecchie e maleodoranti, quando va bene. 

Quando va male niente: chi è abituato a percorrere questa tratta, che ha un bacino d’utenza di 200mila persone, sa che le corse possono saltare da un momento all’altro e senza preavviso, come segnalano spesso i pendolari arrabbiati sui social. 

Il 23 agosto il sindaco di Sant’Oreste Valentina Pini ha convocato un’assemblea al bunker del monte Soratte, cui hanno partecipato gli amministratori interessati (oltre a Sant’Oreste, Vallerano, Civita Castellana, Riano, Rignano Flaminio, Torrita Tiberina), il comitato pendolari Roma nord e l’associazione Trasportiamo.

Obiettivo: prepararsi al tavolo del 4 settembre in Regione Lazio, dall’assessore ai Trasporti Mauro Alessandri, cui parteciperà anche Atac. È in quella sede che i sindaci chiederanno alla Regione il cronoprogramma dei lavori di raddoppio della tratta Riano-Morlupo e la rimodulazione degli orari secondo la bozza dell’associazione Trasportiamo, che permetterebbe un incremento dei treni da 180 a 194.  

Tavolo che sarà decisivo, quello in Regione, perché fissato alla vigilia di una riapertura delle scuole che, quest’anno, si annuncia difficile dopo la soppressione di 25 treni extraurbani. “È stato tagliato il 40 per cento delle corse, per un totale di una cinquantina al giorno tra andata e ritorno – spiega Fabrizio Bonanni, presidente del comitato pendolari Roma nord che da anni si batte per il potenziamento della ferrovia -. Cotral e Rossibus hanno messo a disposizione bus sostitutivi, ma la toppa non copre il buco: parliamo di sole 12-13 corse recuperate”. 

Una soluzione, quella del trasporto su gomma anziché su ferro, che non piace non solo perché non restituisce le corse perdute, ma perché congestiona strade già trafficate come la Flaminia. “Un passo indietro dal punto di vista ambientale, ma anche dello sviluppo del territorio e dei collegamenti con Roma” sia per Bonanni, sia per Carlo Angeletti, assessore ai Servizi sociali del comune di Civita Castellana presente alla riunione. 

“La forte presa di posizione dei comuni, per noi, è un segnale positivo – continua Bonanni -: da tempo cerchiamo di coinvolgerli per far capire che serve un’azione di gruppo, da parte degli amministratori dei comuni che insistono sulla tratta, per avere risposte da Atac e Regione. Ci stiamo organizzando per essere con una nostra delegazione sotto la Regione il 4, per farci sentire, mentre i sindaci discuteranno con l’assessore. Se l’incontro dovesse andare male, ci rivedremo con i sindaci e pianificheremo una strategia d’attacco. In assemblea, venerdì, si è parlato anche di occupazione dei binari o denuncia per interruzione di pubblico servizio. Due strade che sono l’extrema ratio. Ma siamo pronti a valutarle”.  


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25 agosto, 2019

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