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Tarquinia - La definizione di Cristiano De Sanctis, un abitante storico del borgo abbandonato e nel più completo degrado nonostante gli investimenti pubblici per realizzare un ecoalbergo, un centro visite e una foresteria che non hanno mai funzionato - FOTO E VIDEO

“Saline, la solita barzelletta all’italiana…”

di Daniele Camilli

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Tarquinia – Poteva essere la Capri della Tuscia. Poteva essere di tutto, qualsiasi cosa. Perché il posto è bellissimo. Quello che rimane, invece, è soltanto il resto di niente. Le Saline di Tarquinia. Nel più completo degrado e abbandono.

“Eccolo il borgo, ecco come si presenta”, dice Cristiano De Sanctis che abita alle Saline da sempre. “Il borgo – prosegue – si sta sgretolando da se. La solita barzelletta all’italiana”. 


Tarquinia - Il borgo delle Saline

Tarquinia – Il borgo delle Saline


Qui ci sono tre strutture. Lasciate lì a marcire. E la questione, già sollevata in passato, non ha prodotto alcun risultato. Oggi, estate 2019, la situazione è sempre la stessa. “Un posto – ha sottolineato più di una volta De Sanctis – che si sta autodistruggendo da solo”.


Tarquinia - Saline - Cristiano De Sanctis

Tarquinia – Saline – Cristiano De Sanctis


Un tempo, qui ci producevano il sale. Operai che venivano da fuori. A lavorarci, lavori forzati, anche i detenuti del vicino carcere di Porto Clementino. Il porticciolo, distrutto durante la seconda guerra mondiale, dove tra giugno e settembre ci si va a fare il bagno. Senza neanche sapere cos’era un tempo.


Tarquinia - Saline - L'ecoalbergo

Tarquinia – Saline – L’ecoalbergo


La produzione, avviata nel XIX secolo per volere dello stato Pontificio, è stata interrotta alla fine degli anni ’90 e l’orologio dello stabilimento che sta in fondo a via Garibaldi segna ancora l’ora della fine dell’ultimo turno. Le cinque della sera. Come la poesia di Garcìa Lorca. “Il resto – scrive il poeta – era solo morte” con “il vento che portò via i cotoni”.


Tarquinia - Saline - La foresteria e il centro visite

Tarquinia – Saline – La foresteria


Qui alle Saline, invece il vento, porta con se il sapore del sale e con questo il mare e il suono degli uccelli della riserva naturale di popolamento animale istituita dal governo nel 1980, un’area protetta che si estende su 170 ettari e presenta un ambiente di notevole interesse scientifico per la particolare vegetazione che comprende specie molto rare e per la fauna presente. Fenicotteri, gruccioni, garzette, aironi, fratini…Attorno al borgo e fino al mare che si apre di fronte con le tracce, a terra, del sale che una volta veniva depositato dai lavoratori.


Tarquinia - Saline - La foresteria abbandonata

Tarquinia – Saline – La foresteria abbandonata


Il borgo è anche quello dove il regista Luigi Comencini ha girato “Le avventure di Pinocchio”, celebre sceneggiato in 5 puntate andato in onda su Rai Uno nell’aprile del 1972. Un borgo che si attraversa in pochi minuti. Due vie, sostanzialmente, in tutto. Una centrale, via Garibaldi, con il parco, la stazione dei carabinieri e lo stabilimento del sale. E una laterale, a destra della strada principale dove si trova una piccola chiesa restaurata qualche anno fa. Dove però non ci va quasi più nessuno. Poco più avanti i laboratori dell’università degli studi della Tuscia gestiti dal professor Giuseppe Nascetti. Per le scienze ecologiche e biologiche. Un’eccellenza che da oltre vent’anni rappresenta un punto di riferimento a livello internazionale. Per come sono gestite le strutture e per gli studi prodotti.


Tarquinia - Saline - La foresteria abbandonata

Tarquinia – Saline – La foresteria abbandonata


Tutto il resto, stazione dei carabinieri a parte, l’altra sola cosa che funziona bene, è degrado e abbandono. Case occupate e qualche famiglia di operai delle ex saline che ancora abita il borgo. Muri talvolta sgangherati e calcinacci in giro, la fontana che butta fuori acqua e melma, edifici abbandonati. Il deserto attorno e il rimpianto nell’anima per non aver trasformato, in oltre vent’anni, questo posto in qualsiasi altra cosa rispetto “all’autodistruzione”, come Cristiano De Sanctis l’ha definita, che tutti possono vedere. Abbandono e desolazione, perché qui non ci viene più nessuno e le casette dove Comincini girò il suo Pinocchio stanno mano mano diventando depositi di robaccia buttata là.


 

Tarquinia - Saline - Il centro visite

Tarquinia – Saline – Il centro visite


Il nuovo sindaco di Tarquinia, Alessandro Giulivi, ha da poco raggiunto un accordo con l’agenzia del demanio, proprietaria del posto, per la gestione senza limiti di tempo di tutto il borgo. E la sua intenzione è quella di recuperarlo, evitandone la definitiva fine.


Tarquinia - Saline - Il centro visite abbandonato

Tarquinia – Saline – Il centro visite abbandonato


Quel che è peggio, però, sono tre strutture. Recuperate e ristrutturate con finanziamenti pubblici all’inizio degli anni 2000 per poi essere abbandonate e lasciate ai piccioni, gli unici che se le godono. Perché queste strutture, di fatto, non sono mai state utilizzate. Un ecoalbergo, una foresteria e un centro visite. L’ecoalbergo ha una quarantina di posti letto. La foresteria una decina. All’interno della foresteria ci sono anche un bar e una grande cucina. Inutilizzate da sempre. Gli arredi del bar sono ancora lì. Una parte del sottotetto però è crollata. Forse a causa degli aghi di pino che potrebbero aver intasato le bocchette, assieme all’acqua infiltrata che potrebbe aver contribuito al crollo.


Tarquinia - Saline - La chiesetta

Tarquinia – Saline – La chiesetta


Il centro visite ha invece una sala da 120 posti. Le sedie stanno lì, ma nessuno ci organizza più niente. Belle in ordine. Sempre all’interno del centro visite c’è un computer con un joystick con cui pare si manovrino tre telecamere che si muovono a 360 gradi messe all’interno della riserva delle Saline. Le telecamere, inoltre, proietterebbero sullo schermo tutto quello che succede dentro la riserva.


Tarquinia - L'abbandono e il degrado delle Saline

Tarquinia – L’abbandono e il degrado delle Saline


L’ecoalbergo è stato finanziato dalla Regione Lazio nel 2006 con i fondi europei del documento unico di programmazione, il Docup. Oltre un milione di euro. Per la foresteria e il centro visite, come riporta una delibera del comune di Tarquinia del 2008, sono stati spesi oltre 300 mila euro. Il tutto venne inaugurato sempre nel 2008. Fine.


Tarquinia - Saline - La riserva naturale

Tarquinia – Saline – La riserva naturale


Un patrimonio che poteva essere utilizzato come summer school per gli studenti universitari, per i matrimoni, considerata anche la presenza della chiesetta lì vicino, oppure per fare delle Saline la Capri della Tuscia. Aperta a tutti.

Invece, come ha ribadito Cristiano De Sanctis, “è stata la solita barzelletta all’italiana”.

Daniele Camilli


Multimedia – Fotogallery: Il degrado delle Saline – Video: Il racconto di Cristiano De Sanctis e le strutture abbandonate


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30 agosto, 2019

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