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Ambiente - Il consiglio comunale approva all’unanimità la mozione contro la realizzazione dell’impianto di recupero energetico a Pian d’Organo e Pian dei Cipressi

Tarquinia dice “no” al termovalorizzatore

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Tarquinia - La sala consiliare - La votazione della mozione contro il termovalorizzatore

Tarquinia – La sala consiliare – La votazione della mozione contro il termovalorizzatore

Tarquinia - Le associazioni ambientaliste in consiglio contro il termovalorizzatore

Tarquinia – Le associazioni ambientaliste in consiglio contro il termovalorizzatore

Tarquinia - Le associazioni ambientaliste in consiglio contro il termovalorizzatore

Tarquinia – Le associazioni ambientaliste in consiglio contro il termovalorizzatore

Tarquinia - Da sinistra i sindaci Caci, Pasquini, Giulivi, Tedesco e Testa-(1)

Tarquinia – Da sinistra i sindaci Caci, Pasquini, Giulivi, Tedesco e Testa-(1)

La consigliera comunale di Civitavecchia della Lista Grasso - La svolta Fabiana Attig

La consigliera comunale di Civitavecchia della Lista Grasso – La svolta Fabiana Attig

Il vicepresidente del Consiglio regionale M5s Devid Porrello

Il vicepresidente del Consiglio regionale M5s Devid Porrello

La consigliera regionale M5s Silvia Blasi

La consigliera regionale M5s Silvia Blasi

Tarquinia – “Pronti a una variante al piano regolatore per riportare quelle zone a terreni agricoli”. Lo ha affermato il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi (Lega), aprendo questo pomeriggio il consiglio comunale straordinario che ha approvato all’unanimità la mozione per dire no all’impianto di recupero energetico dell’A2A Ambiente spa a Pian d’Organo e Pian dei Cipressi, vicino all’A12, al confine con Civitavecchia.

All’assemblea hanno partecipato tra gli altri il deputato Mauro Rotelli (Fratelli d’Italia), il sindaco di Civitavecchia Ernesto Tedesco (Lega), il vice presidente del consiglio regionale David Porrello (M5s), le consigliere regionali Silvia Blasi (M5s) e Marietta Tidei (Pd), i sindaci Maurizio Testa (Lista per Monte Romano) di Monte Romano, Sergio Caci (Forza Italia) di Montalto di Castro e Antonio Pasquini (Insieme per Allumiere) di Allumiere. Presenti anche rappresentanti delle associazioni ambientaliste e tanti cittadini.

“Tarquinia è un gioiello che ci hanno lasciato i nostri antenati. Finché sarò sindaco combatterò ogni cosa che è nociva. – ha detto Giulivi – Credo che non poseranno neanche il primo sasso. Porterò in consiglio una variante al piano regolatore per riportare quelle zone a terre agricole. Le centrali le possono fare da altre parti. L’immondizia deve essere riciclata in un circolo virtuoso. Altrimenti il nostro futuro è finito. Non abbiamo bisogno di termovalorizzatori. Oggi ci sono molti sindaci e dobbiamo essere fianco a fianco”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il collega Tedesco: “Dobbiamo riaffermare la libertà del territorio e il diritto di autodeterminarsi. Immaginare un impianto per 500mila tonnellate di rifiuti è aberrante. Vogliamo andare verso un futuro turistico. Ferma opposizione. Nel nostro consiglio abbiamo elaborato una mozione condivisa con l’amministrazione di Tarquinia. Ci sono altri sindaci del territorio per una volontà chiara e precisa. Siamo determinati perché neanche si debba iniziare. Anche il piano regionale dei rifiuti sembrerebbe escludere i termovalorizzatori”.

Per la presidente del consiglio comunale Federica Guiducci (Lega) “non è un no ma un basta. I numeri dei tumori sono aberranti. Il territorio ha già dato”. “Un progetto folle”, lo ha definito la consigliera regionale Blasi che ha aggiunto: “Folle perché c’è a San Vittore del Lazio un termovalorizzatore che soddisfa il fabbisogno regionale e per il luogo. Abbiamo una servitù energetica che da decenni danneggia l’ambiente e l’economia. Solo aprire la Via è stato un danno per questo territorio. Intervenga il presidente Nicola Zingaretti. Sospendiamo le procedure autorizzative di tutti gli impianti di trattamento fino all’approvazione del piano regionale dei rifiuti”.

Per la consigliera regionale Tidei “è un territorio che ha pagato un tributo altissimo al sistema elettrico nazionale. Un territorio che non può più dare e lo dobbiamo dire in tutte le sedi. È un progetto scellerato. Il piano regionale dei rifiuti prevede che la Regione Lazio non ha più bisogno di termovalorizzatori”.

“Spero che in futuro siamo convocati per una progettualità sostenibile – ha dichiarato Porrello -. Questo territorio è difficile. Quando ho visto il nome dell’azienda una preoccupazione mi è sorta. 480mila tonnellate sono una follia. Non dobbiamo calare la nostra attenzione”.

Ferma contrarietà è stata espressa in tutti gli interventi dagli esponenti politici, che hanno sottolineato le criticità ambientali e i pericoli per la salute della popolazione. Dai sindaci di Monte Romano Testa, di Allumiere Pasquini e di Montalto di Castro Caci fino ai consiglieri comunali di Civitavecchia Marco Piendibene, Fabiana Attig, Daniela Lucernoni, Carlo Tarantino e di Tarquinia Andrea Andreani, Sabino Alberto Riglietti, Sandro Celli e Maurizio Conversini.

L’ingegnere Achille Cester e il pediatra Giovanni Ghirga hanno messo in evidenza le carenze tecniche dell’impianto e la pericolosità per la salute delle persone.

Dopo quasi tre ore di consiglio il via libera alla mozione. Il documento, che pone in rilievo numerose criticità dal punto di vista ambientale e sanitario, accoglie l’ordine del giorno approvato dal consiglio comunale di Civitavecchia, fa riferimento alle norme del piano regionale di gestione dei rifiuti e richiama a una serie di atti presi in passato dalla stessa assemblea comunale delle città etrusca.

Tra questi il parere espresso nel 2004 contro l’insediamento di centrali, industrie o impianti dediti alla lavorazione, stoccaggio e trattamento di qualsiasi tipo di rifiuti provenienti da fuori del territorio comunale. E la delibera del 10 aprile 2008 sull’approvazione per il piano quadro d’indirizzo e coordinamento zona D1 a Pian d’Organo e Pian dei Cipressi, in cui viene specificato che non si accettano insediamenti di stoccaggio di rifiuti di ceneri e di altri prodotti della combustione e che sono esclusi cementifici, inceneritori, industrie chimiche, depositi inquinanti e discariche.

Nella mozione si esprime la “contrarietà all’apertura di qualsiasi tipo di impianto che comporti l’incenerimento di rifiuti su tutto il territorio del comune di Tarquinia”, impegnando il sindaco Giulivi “ad esprimere il parere negativo all’ufficio Via della Regione Lazio, tramite le osservazioni puntuali, entro 20 giorni ai sensi dell’articolo 27 bis codice dell’ambiente per l’esame dell’impianto di recupero energetico di Tarquinia (VT) ubicato in località Pian d’Organo – Pian dei Cipressi”.

Si dà poi mandato al primo cittadino “di agire nei termini e nelle modalità che si riterrà idonee per la tutela degli interessi del territorio”, e “quale massima autorità sanitaria del territorio, di diminuire i carichi inquinanti, e, facendo ricorso al principio di precauzione, di non autorizzare impianti impattanti, affinché venga garantito il diritto alla salute dei cittadini rispetto a qualsiasi altro interesse privato”.

Daniele Aiello Belardinelli


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10 agosto, 2019

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