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Viterbo - Interviene il presidente di Coldiretti Mauro Pacifici

“Ue, un commissario italiano all’Agricoltura è atteso da 50 anni”

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Mauro Pacifici (Coldiretti)

Mauro Pacifici (Coldiretti)

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sono quasi 50 anni che, nell’ambito della Commissione Europea, la responsabilità del settore primario non viene assegnata all’Italia che è il primo Paese dell’Unione per valore aggiunto agricolo ma anche per qualità e sostenibilità delle produzioni.

La nomina di un rappresentante italiano all’agricoltura nella Commissione guidata da Ursula Von Der Leyen deve essere un obiettivo del nuovo governo guidato dal premier Giuseppe Conte, che ha manifestato la necessità di recuperare il tempo perduto per consentire all’Italia il ruolo da protagonista che merita.

L’agroalimentare nazionale vale il 12% del Pil e offre lavoro a 1,3 milioni di addetti,ma è soprattutto un elemento di traino per l’intera economia anche all’estero dove rappresenta il vero simbolo del Made in Italy, con41,8 miliardi di eurodi esportazioni, aumentate del 47,8% dal 2008 nonostante la recessione.

E’ dal 1972, con Carlo Scarascia Mugnozza, nella commissione Mansholt, che l’Italia non ha un proprio rappresentante all’agricoltura nell’ambito della Commissione europea a conferma della disattenzione nei confronti del settore degli ultimi decenni, nonostante la grande rivoluzione che è avvenuta nelle campagne italiane che sono diventate una realtà da primato a livello internazionale per sostenibilità economica ed ambientale ma anche per la capacità di offrire lavoro alle nuove generazioni.

L’agricoltura nazionale è la più green d’Europa con l’Italia che è l’unico Paese al mondo con 5155 prodotti alimentari tradizionali censiti, 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, ma è anche leader in Europa con quasi 60mila aziende agricole biologiche e ha fatto la scelta di vietare le coltivazioni Ogm e la carne agli ormoni a tutela della biodiversità e della sicurezza alimentare.

Proprio su questo l’Italia può fare da apripista in Europa sulla trasparenza dell’informazione ai consumatori, estendendo a tutti i prodotti l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti e consentire di sapere da dove viene il grano impiegato nella pasta, il latte utilizzato nei formaggi, o il pomodoro nella salsa.

L’Italia grazie al pressing della Coldiretti, è all’avanguardia in Europa per la trasparenza delle informazioni sulle etichette degli alimenti, ma questo primato rischia di essere cancellato dall’entrata in vigore nell’aprile 2020 delle norme europee fortemente ingannevoli per i consumatori.

Un commissario italiano, peraltro, occuperebbe un posto chiave nelle politiche europee con l’agricoltura, che è settore più integrato dell’Unione e per questo rappresenta la voce più importante del bilancio comunitario ma è anche strategica negli accordi commerciali dove è anche necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino lo stesso percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute.

Mauro Pacifici
Presidente federazione provinciale Coldiretti di Viterbo


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30 agosto, 2019

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